Il nuovo Farm Bill statunitense attraverso le dichiarazioni del Ministro del Commercio Australiano

Il Ministro Australiano per il Commercio (trade) Simon Crean, come riportato sul suo sito personale, ha espresso la sua costernazione per il verificarsi di un incremento dei sussidi statunitensi alle aziende agricole (US farm support) proposti nel 'Farm Bill 2008', che ha superato il vaglio dell'assemblea del Congresso statunitense , il 15 maggio 2008.

Egli è rimasto deluso poichè evidentemente contava sul fatto che il Congresso Statunitense avrebbe eliminato i sussidi all'agricoltura, riformando completamente la politica agricola. Invece così non è avvenuto.

Sulla vena del disappunto ha quindi riferito le seguenti dichiarazioni: 'Questo Farm Bill ha fallito il test della riforma', egli dice, "Esso connette (entrenches) l'approccio del 'welfare' alla politica agricola. Ed è particolarmente fastidioso (disappointing) che il 'Bill' (atto, documento) incrementi le elemosina (hands-out; per soldi, o denaro) governative anziché ridurre il sostegno all'agricoltura in un epoca di prezzi record dei prodotti agricoli (commodities) e dei redditi aziendali (farm incomes) negli Stati Uniti".

"Il Farm Bill ha una visione di breve periodo (letteralmente: 'ha la vista ridotta', short-sighted), è reazionario (reactive) ed è una opportunità perduta (a lost opportunity)", egli riferisce.

"Io sono preoccupato in particolare riguardo l'impatto negativo del Farm Bill sugli altamente competitivi esportatori australiani, i quali non possono contare su sussidi attualmente in vigore" (which do not rely on ongoing subsidies).

Egli afferma quindi che i sussidi negli Stati Uniti sono adesso più facilmente disponibili per gli agricoltori, relativamente alle principali produzioni (major commodities), inoltre alcuni aggravi con effetto discriminante (some discriminatory charges) presenti nel Farm Bill potrebbero influenzare negativamente gli esportatori australiani operanti sul mercato mondiale e su quello statunitense (would negatively affect australian exporters in the world and US market).

Dopo le notazioni critiche rilancia la sua idea:"Io ho anche sostenuto che (to argue=litigare; ragionare; to argue that=sostenere che) l'implementazione di politiche agricole orientate al mercato (implementing market-oriented farm policies), come ha fatto l'Australia, creerebbe significative nuove opportunità per l'agricoltura statunitense e globale".

L'ufficio stampa del Ministro meglio precisa il suo orientamento, in aggiunta alle dichiarazioni, facendoci capire che egli spera ancora in una modifica del 'Farm Bill', essendo convinto che il Presidente statunitense, a cui il Farm Bill è stato inviato nella fase successiva del procedimento di approvazione, possa rinviarlo al Congresso (essendo questo uno dei suoi poteri). Infine vine sottolineata l'importanza dei prossimi negoziati di Doha (Doha Round) sulla via di una maggiore liberalizzazione degli scambi di prodotti agricoli sul mercato mondiale. Un forte esito delle negoziazioni nel senso della riduzione dei sussidi statali interni (A strong Doha outcome on domestic support) al settore agricolo, potrebbe imporre una limitazione della spesa statunitense in favore dell'agricoltura.

In questo ambito sono evidentemente riposte le maggiori speranze del Ministro australiano.

Agro-technical dictionary:

US farm support (o subsidies) = sussidi statunitensi alle aziende agricole
Farm Bill = Principale provvedimento di politica agricola statunitense
Farm income = reddito aziendale
Farmer = agricoltore/trice, mentre il quasi sinonomo grower=coltivatore/trice (da to grow=crescere, svilupparsi)
Commodities = (Principali) prodotti agricoli oggetto di esportazione (mais, riso, frumento, cotone, soia, oleaginose, ecc.)
Welfare = benessere; assistenza sanitaria/previdenziale pubblica.
Wheat = frumento
Barley = orzo
Trade = commercio
Doha round=negoziati di Doha
Dairy = bestiame bovino da latte
Discriminatory charges against our dairy exporters (charge = accusa; to be in charge of=essere accusato di; --> in questo caso: discriminatory charges = tariffe doganali discriminanti)

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