Il concorso internazionale 'The World Challenge' vinto quest'anno da un progetto di sviluppo rurale peruviano per la commercializzazione di varietà locali di patata

Quest'anno il concorso internazionale 'The World Challenge', organizzato dalla Televisione nazionale britannica BBC, dalla rivista statunitense 'NewsWeek' e dalla Shell è stato vinto da un progetto peruviano di sviluppo rurale, che riunisce in un'azione comune organizzazione di produttori di patata di vari distretti agricoli del paese, un'associazione senza fine di lucro che promuove la commercializzazione dei prodotti agricoli dei contadini, una catena di supermercati ed operatori attivi nel progetto 'Innovazione e Competitività della Patata Peruviana' (Incopa) del Centro Internazionale della Patata (CIP).
L'obbiettivo del 'World Challenge' è valorizzare progetti di sviluppo rurale e attività che già siano divenute redditizie e che in tale ambito permettano di fornire un significativo incremento al reddito delle comunità di agricoltori che prendono parte ai progetti.
Alla fase finale di questo concorso hanno partecipato 940 progetti e tra i 12 risultati finalisti è emerso questa iniziativa di sviluppo rurale peruviana, il cui nome è 'T’ikapapa'.
I promotori del progetto, certamente soddisfatti per la ricompensa di 20.000 dollari, contano però anche molto sull'effetto promozionale di questa vittoria a vantaggio dell'attività di commercializzazione delle varietà locali di patata, che essi realizzano; essi sperano inoltre di unire nell'effetto promozionale di questa vittoria anche la coincidenza con un altro evento del settore: l'Anno Internazionale della Patata 2008.
Il maggiore risultato conseguito da questo progetto è stato quello di vincolare in questa attività di commercializzazione i consumatori dei grandi centri urbani con i piccoli agricoltori nelle zone alto-andine, i quali vivono in condizioni di estrema povertà.
Lo scorso anno questo concorso fu vinto da un progetto della Repubblica dello Sri Lanka, in cui gli agricoltori venivano coinvolti maggiormente nella vita delle riserve naturali locali, nelle quali gli elefanti indiani, specie protetta, risultavano dannosi alle attività agricole.
In questo caso il progetto era riuscito a valorizzare la presenza degli elefanti i cui escrementi ricchi di cellulosa possono essere utilizzati per produrre carta di buona qualità ed i proventi derivanti dalla sua vendita integrano ora il reddito della comunità contadina locale.

Articolo di Luca Federico Fianchini, 18 dicembre 2007.

Fonte: Centro Internazionale della Patata (CIP) – Perù.