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Finalmente salumi senza nitrati?
La procedura tradizionale per la preparazione dei salumi, particolarmente per salame e prosciutto, prevede
l'utilizzo di sale per la cottura di queste carni, pepe ed altre spezie e la messa in atto di particolare
accuratezza nella loro preparazione e manipolazione al fine di evitare contaminazioni batteriche, che nei
casi più lievi determinano decolorazione dei salumi, che a contatto con l'aria tendono a virare (trattandosi
di carne) dal rosso verso colorazioni più scure, mentre in caso di vere e proprie contaminazioni si corre
il rischio di un'intossicazione alimentare.
Per questo motivo alcuni produttori aggiungono nitrati (che si trasformano in nitriti), sostanze,
queste, in grado di inibire lo sviluppo dei batteri, ma che si possono trasformare nello stomaco in nitrosammine,
la quali sono invece sostanze cancerogene.
I nitrati ed i nitriti essendo dei conservanti sono spesso aggiunti anche ad altri alimenti, specialmente
in scatola, per preservarli dalla contaminazione batterica.
Il CNR ha avviato il progetto di studio“Novel Vegetal-based Extracts Additives for Chemical-free Food”
(NOCHEMFOOD), per la messa a punto di metodi innovativi, per la preparazione dei salumi, che consentano
di mantenere inalterate le caratteristiche delle carni conservate senza l’utilizzo di additivi chimici.
L'utilizzo di composti questo tipo può contribuire a diffondere sul mercato alimenti privi di sostanze
chimiche.
Le sostanze su cui questo progetto accentra l'attenzione sono estratti a base vegetale, ottenuti con tecniche
particolari sulle cui caratteristiche si sofferma il responsabile di questo progetto, Alfonso Sada, ricercatore
dell’Unità di Biotecnologie e Sicurezza Alimentare dell’Isa-Cnr, dicendo: “Ci proponiamo di mettere a punto
una combinazione di molecole con elevate proprietà antiossidanti, tutte ottenute da sostanze di origine
vegetale esistenti in natura, in grado di sostituire le sostanze pericolose attualmente usate nella
conservazione della carne e, nello stesso tempo, arrivare a prodotti con qualità organolettiche superiori
a quelli oggi in commercio”.
Queste frasi rassicuranti ci fanno ben sperare per il futuro e permettono di ipotizzare l'agevole preparazione
industriale di salumi certificabili come 'biologici', con la possibilità di meglio qualificare ad esempio
i salumi che non godono di certificazione DOP, o conferire ai 'DOP' un ulteriore valore aggiunto.
Per questo motivo prodotti di origine naturale utilizzabili come conservanti al posto di nitriti e nitrati
non possono che destare un particolare interesse per gli operatori dell'industria degli insaccati e degli
stessi consumatori, tant'è che la Comunità Europea ha deciso di assecondare questa tendenza del mercato
dedicando a questo settore di ricerca un'apposita Area Tematica Prioritaria nell’ambito del VI Programma
Quadro di ricerca. Proprio in questa area è stato presentato lo scorso anno questo progetto che è stato
quindi valutato positivamente ai fini del finanziamento per i prossimi tre anni, per un importo complessivo
di 2.260.000 Euro.
Il progetto sarà portato avanti da un consorzio di cui fanno parte, oltre all’Isa-Cnr che ne è capofila, numerosi altri partner. Tra questi, due istituti di ricerca spagnoli, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, Ambientali e Microbiologiche dell’Università del Molise, una grossa società svizzera che produrrà i vari estratti vegetali, e tre salumifici, di nazionalità italiana, spagnola e greca, al fine di sperimentare gli estratti su tipi diversi di insaccati, caratteristici dei tre paesi europei. Agrolinker, 31 dicembre 2006. |