La totale archiviazione digitale dei dati aiuterebbe l'Italia nel soddisfare i livelli di emissioni previsti dal Protocollo di Kyoto

Uno studio riguardo i consumi di carta negli uffici italiani e le conseguenze in termini di risparmio economico e di vantaggi per l'ambiente, dovute al suo minor consumo è stato compiuto dall’Istituto di ricerca sull’impresa e lo sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Torino (CERIS-CNR), in collaborazione con l’istituto danese DTCW, per conto di Wave Group ed InfoCert. Alla conclusione di questa ricerca i risultati che ne sono scaturiti sono apparsi sorprendenti. Inoltre è stato possibile di disporre per la prima volta di dati riguardanti il consumo di carta negli uffici e gli effetti positivi conseguiti e conseguibili, sul piano del minor consumo di carta e del minor numero di alberi abbattuti, se venisse applicata una totale archiviazione digitale dei dati.

Il consumo di materiali cartacei negli uffici italiani sarebbe pari a 1,2 milioni di tonnellate, con un consumo per addetto di 80 kg e per un totale di 240 miliardi di fogli ogni anno, ma il valore stimato si ritiene sia anche minore di quello effettivo, poiché i valori ottenuti sarebbero il frutto di valutazioni che partirebbero esclusivamente dai bilanci ambientali di impresa, dalle dichiarazioni ambientali EMAS (Eco-Management and Audit Scheme, uno strumento volontario creato dalla Comunità Europea) e da altre fonti, come i dati sul consumo di carta per fotocopiatrici e stampanti. Questa stima esclude altre rilevanti tipologie di consumi di carta negli enti pubblici non facilmente quantificabili.
Il risparmio degli 1,2 milioni di tonnellate di carta attualmente utilizzata corrisponde, qualora fosse conseguito, al non abbattimento di un numero di alberi maggiore di 20 milioni e alla riduzione delle emissione di oltre 4 milioni di tonnellate di CO2, cioè valori che superano quelli dell’intero settore ‘costruzioni’ nel nostro Paese.

Una notevole spinta in direzione dell'adozione di documenti in formato digitale è stata data dall'introduzione di apposite normative e così i settori in cui più agevole è stata la stima del risparmio nell'utilizzo di carta conseguito e conseguibile sono stati quelli in cui sono in vigore specifiche normative che impongono questo salto generazionale; ad esempio nella Pubblica Amministrazione, apposite delibere del CNIPA hanno svolto un ruolo molto importante in questo senso. Secondo le stime del CERIS-CNR, il risparmio potenziale dall’adozione del documento digitale, nei soli settori soggetti a normativa, oscilla tra le 168.000 e le 259.000 tonnellate di materiali cartacei, equivalente al 13-21% del consumo totale di carta negli uffici italiani, in sostanza un obiettivo di ‘1 foglio su 5’ utilizzati, che appare del tutto realistico.

Questi risparmi, visti dal punto di vista della tutela dell'ambiente permetterebbero di salvare 6 milioni di alberi dall'essere abbattuti e quindi consentono di ridurre di 900.000 tonnellate le emissioni di CO2; una tale entità di minor emissione di gas serra corrisponde, secondo i dati riportati dal CNR, all’impatto dell’intero sistema sanitario ed assistenziale in 5 mesi di funzionamento o di 550.000 automobili con standard medi europei (per una percorrenza unitaria di 10.000 km/anno). Oppure, al risparmio ambientale di circa 10 miliardi di litri di acqua.

Un ulteriore settore di grande interesse, in cui sarebbe possibile ottenere forti risparmi nell'utilizzo di carta è rappresentato dalle imprese assicurative e dai commercialisti e tributaristi: stando allo studio CERIS-CNR, in questi settori vengono consumati circa 3,1 miliardi di pagine annue, per circa 12.000 tonnellate di carta e 26.000 mq di superficie occupata per l’archiviazione dei documenti.

Come osserva Roberto Zoboli del CERIS-CNR, tra gli autori della ricerca: “La strada del documento digitale potrebbe contribuire notevolmente all’attuazione di alcune politiche pubbliche, come la riduzione del riscaldamento globale e delle emissioni di CO2, sancita dal protocollo di Kyoto. Pur esistendo in Italia specifiche normative riguardanti la conservazione sostitutiva, e nonostante una crescente informatizzazione delle attività d’ufficio, il problema è ancora sottostimato, per motivi organizzativi e legislativi, ma anche culturali, derivanti dalla diffusa diffidenza nei confronti dell’adozione delle nuove tecnologie”.
E' pertanto necessario svolgere delle campagne pubbliche per vincere le resistenze tuttora esistenti all'introduzione di moderne tecnologie e per promuovere l'utilizzo di soli documenti in formato digitale, perchè l'abbattimento delle emissioni di CO2, in cui tutti i paesi europei sono fortemente impegnati ed obbligati, può essere conseguito in primo luogo riducendo gli sprechi di energia e di materie prime.

 
Fonte: CNR, 13 dicembre 2007
Luca Federico Fianchini, 19 gennaio 2008.