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Il Ministero dell'Agricoltura della Nuova Zelanda dà il benvenuto alle condanne
per maltrattamento degli animali
Il ministero dell'agricoltura neo-zelandese plaude alla condanna per maltrattamenti di un manager agricolo che si era reso protagonista di
due gravi episodi di maltrattamento del bestiame. Egli è risultato essere colpevole di 56 diversi capi di imputazione secondo quanto previsto
dalla locale legge sul benessere degli animali, per essersi reso volontariamente responsabile di due differenti episodi di maltrattamento.Per le responsabilità che gli sono state imputate il manager è stato condannato a 300 ore di affidamento ai servizi sociali, inibito dal potersi occupare di bestiame agricolo per un periodo di 5 anni e condannato a pagare una multa, per lo stesso episodio la società proprietaria dell'azienda in cui si sono svolti i due episodi di maltrattamento era stata condannata in agosto ad una multa di 10.500 dollari neozelandesi. Greg Reid direttore del "Compliance and Enforcement Investigations" del Ministero dell'Agricoltura Neozelandese riferisce le seguenti parole: "Siamo molto lieti del modo in cui sia terminato questo caso. Viene mandato un chiaro messaggio ai datori di lavoro e cioè che essi sono responsabili delle azioni dei loro dipendenti. Essi hanno l'obbligo di preoccuparsi del loro bestiame e di comportarsi in modo tale da impedire loro dolore, sofferenza e denutrizione, anche nei casi in cui essi contestino di avere solo un breve coinvolgimento diretto nella gestione giornaliera delle aziende. I direttori agricoli e gli operai devono avere piena consapevolezza delle loro responsabilità, secondo quanto previsto dalla legge sul benessere degli animali. I direttori agricoli hanno l'obbligo di indicare chiaramente ai loro subordinati ogni circostanza che possa nuocere all'attività alimentare e di cura degli animali che sono sotto la loro diretta responsabilità". Le argomentazioni utilizzate per stabilire la colpevolezza dell'azienda riguardano le omissioni del direttore condannato. Egli era stato nominato direttore dell'azienda agricola quando la società proprietaria acquistò l'azienda nel 2004. Durante i suoi primi tre mesi di attività come direttore 266 mucche in asciutta sono state mandate al pascolo in un bosco giovane di pini e lasciate a mangiare ogni genere di sostanza commestibile; quando furono chiamati gli investigatori del ministero dell'agricoltura neozelandese, essi trovarono che, di queste mucche, solo 179 erano sopravvissute e la maggior parte si trovavano in pessime condizioni. A cinque mesi dall'indagine lo stesso direttore agricolo, disinteressandosi di quanto contestatogli da un operaio, aveva tenuto 114 torelli svezzati in un prato recintato per due giorni senz'acqua sostenendo, per giustificarsi con l'operaio, che il bestiame poteva non risentire nello stare due giorni in tali condizioni. Ritornato con l'operaio dopo quattro giorni aveva trovato cinque capi morti ed altri due necessitanti eutanasia. I rimanenti sopravvissuti erano in stato di deperimento. Nonostante il duplice intervento del Ministero dell'Agricoltura e la grave natura delle imputazioni il direttore dell'azienda non era stato allontanato dal suo incarico ancora a distanza di 6 mesi dal secondo grave episodio di maltrattamento del bestiame. Traduzione di Luca Federico Fianchini, 29 settembre 2006. |