->'Proteine della parete della vegetale aiutano i funghi fitopatogeni a far marcire i frutti maturi' -
Pagina 2

Fase sperimentale:

Per determinare i valori dell'isotopo 15 (concentrazioni fisse di azoto espresse come differenze relative del rapporto tra i due isotopi rispetto a quello, espresso in parti per mille, contenuto in una quantità internazionalmente standardizzata) presenti in piante di peperone coltivate in serra in ambiente e condizioni pedologiche controllate, sono state analizzate le foglie (giovani e vecchie), gli steli, le radici ed i frutti sia in piante coltivate col metodo biologico, sia in quelle in cui furono utilizzati trattamenti con fertilizzante chimico.
Tre tipi di concime di origine animale (pecora, gallina e cavallo) furono somministrati in pre-piantagione e durante il ciclo colturale in ciascuna zona fertilizzata con letame; metà delle piante ricevette solo acqua, mentre le altre piante ricevettero fertilizzanti chimici come normalmente effettuato nelle coltivazioni convenzionali.

Il risultato di questo studio ha mostrato che:

  1. L'uso di fertilizzante sintetico riduceva significativamente il rapporto tra gli isotopi 15 e 14 dell'azoto (15/14N2 rispetto all'N2 atmosferico) in confronto con le piante che ricevettero solo acqua.
  2. Con riferimento agli organi delle piante, le vecchie foglie e frutti erano più sensibili ad aggiunte di fertilizzante sintetico con riduzioni del rapporto tra gli isotopi 15 e 14 dell'azoto (15/14N2 rispetto all'N2 atmosferico) rispettivamente del 24,1% e del 27,8% e
  3. Indipendentemente dal tipo di concime organico utilizzato non fu richiesta alcuna fertilizzazione aggiuntiva (sintetica, od organica) fino a 106 giorni dal trapianto, in presenza dell'usuale dosaggio di di concime organico, dato che il peso fresco delle piante non si ridusse.

In definitiva è possibile discernere se una coltura di peperone sia stata concimata con fertilizzante di sintesi, valutando il rapporto tra gli isotopi 15 e 14 dell'azoto, che risulterà in tal caso più basso che nell'atmosfera, specialmente nelle foglie vecchie e nei frutti.


Fonte: Società Americana di Agronomia (ASA), Madison, Wisconsin, 28 gennaio 2008

Articolo realizzato da Luca Federico Fianchini
Data di pubblicazione 20 febbraio 2008.