Uno studio sovvenzionato dalla Fondazione Nazionale della Scienza (USA) analizza l'impatto del mais Bt sugli ecosistemi acquatici

Il mais Bt è una varietà geneticamente modificata, commercializzata negli Stati Uniti fin dal 1996, che introduce all'interno del genotipo di questo cereale la capacità di sintetizzare la tossina prodotta dal Bacillus thuringensis Berliner, un batterio sporigeno che è utilizzato da molto tempo in modo abbastanza proficuo nella lotta agli insetti parassiti delle colture forestali ed in particolare alla processionaria del pino.

Negli ultimi anni l'utilizzo del Bacillus thuringensis si è esteso, particolarmente in frutticoltura, fornendo in varie situazioni la soluzione più idonea per un contrasto a basso impatto, dei lepidotteri parassiti, ma l'efficacia di questo preparato, distribuito nell'ambiente esterno, è limitata dal fatto che, per essere efficace, necessita di particolari condizioni ambientali.
Per questo motivo l'introduzione del mais Bt, una varietà geneticamente modificata, nella quale la tossina del Bacillus thuringensis è disponibile nella sua forma attiva già all'interno della pianta, ha portato ad un reale vantaggio per i produttori di mais, i quali possono in questo modo annullare completamente il rischio di infestazioni da parte della piralide del mais (Pyrausta nubilalis), delle sesamie, delle nottue e cioè di quei lepidotteri che, in alcune annate, incidono in modo significativo sulla redditività di questa coltura.
Nonostante ciò, fin dall'inizio della diffusione di questo ibrido, forti erano le perplessità riguardo le conseguenze della massiva diffusione della tossina del Bacillus thuringensis nell'ecosistema, particolarmente per i suoi possibili effetti sull'entomofauna utile ed anche a causa della possibilità che si selezionassero popolazioni di lepidotteri resistenti a questa molecola, molto importante per una difesa a basso impatto delle colture forestali.
Eppure gli studi ed i test effettuati hanno indotto finora coloro che redigono le normative in quei paesi in cui sia consentito coltivare colture transgeniche, ad autorizzare l'uso di questa varietà di mais, nonostante forti erano le critiche provenienti non solo dalle organizzazioni ambientaliste, ma anche da parte di alcuni agricoltori e tecnici; di queste critiche se ne può trovare traccia, ad esempio, negli archivi delle discussioni che hanno avuto luogo durante gli anni scorsi nei newsgroup agricoli ed ambientalisti internazionali (si inseriscano ad esempio, nella casella di ricerca dei messaggi della sezione 'gruppi' di Google, le parole chiave “ogm”, o “mais Bt”, relativamente al newsgroup prescelto).
Nel frattempo la coltura del mais Bt si è diffusa moltissimo nelle zone di coltivazione, particolarmente nel 'Midwest' degli Stati Uniti d'America e complessivamente si estende su circa il 35% della superficie maidicola statunitense (dati NSF); l'uso di varietà Bt è inoltre in crescita in vista del forte incremento della domanda di mais da utilizzare per la produzione di bio-etanolo.

Nel numero dell'8 ottobre 2007 degli atti dell'Accademia Nazionale delle Scienze (USA) è stato pubblicato uno studio sovvenzionato dalla Fondazione Nazionale della Scienza (NSF) (un'agenzia federale indipendente che finanzia la ricerca e la educazione di base in tutti i campi della scienza e dell'ingegneria), che ci invita a soffermarci in un approfondimento delle conseguenze della coltivazione di mais Bt sull'ecosistema acquatico che circonda le colture di mais, particolarmente in alcune regioni degli Stati Uniti, conseguenze che, secondo quanto riferiscono gli autori di questo studio, non erano state precedentemente valutate.
Il mais è una pianta coltivata in file e questa circostanza favorisce, in corrispondenza di eventi meteorici, o di intense irrigazioni, il ruscellamento e la formazione di correnti, che poi giungono ai corsi d'acqua maggiori, trasportando con se frammenti della pianta, tra i quali particolarmente il suo polline. Gli autori di questo studio sostengono che questa circostanza può danneggiare l'ecologia delle correnti d'acqua, poiché si sarebbe evidenziato che le tossine del mais Bt possono viaggiare nelle correnti d'acqua per lunghe distanze e possono quindi danneggiare gli insetti acquatici che servono come cibo per i pesci. Inoltre viene riferito che precedenti studi mostravano che la tossina Bt, presente nei sottoprodotti delle piante di mais, danneggiava gli insetti utili viventi nel suolo.

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