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Scheda: La ricerca sui biocarburanti
Proseguono in tutto il mondo gli studi volti a definire la possibilità di utilizzo di carburanti di origine
naturale per sostituire, almeno in parte, le necessità di carburanti fossili; tali ricerche sono accompagnate
da una sorta di entusiasmo collettivo per la volontà di molti governi di diminuire il
ricorso a fonti energetiche non rinnovabili e con esse di voler ridurre le emissioni di gas serra, attraverso
il ricorso alla miscelazione di carburanti di origine naturale, con quelli di origine fossile. Si parla di
miscelazione poiché non appare attualmente pensabile l'eventualità di riuscire a produrre quantità di bio-carburante
in grado di sostituire pienamente il petrolio, data l'elevata entità degli attuali consumi di carburante.
Il contributo apportato dai bio-combustibili sarebbe pertanto solo una delle possibili fonti di energia rinnovabile.
Il carburante di origine naturale può contribuire a ridurre le emissioni di gas serra poiché va ad immettere
nell'atmosfera carbonio che era stato precedentemente fissato dalle piante utilizzate per la produzione di
combustibile di origine naturale. Si creerebbe così un ciclo chiuso di emissione ed assorbimento di CO2.
Esistono comunque alcune perplessità a riguardo, ma non saranno qui approfondite poiché questa trattazione
vuole mantenersi nell'ambito degli studi che sono scaturiti da questo nuovo indirizzo di politica economica agraria.
L'elemento di particolare interesse legato alla volontà di utilizzare bio-carburanti è il fatto che tale
obbiettivo ha indirizzato risorse economiche verso il finanziamento di studi e ricerche sulle colture ed
altre fonti naturali oggetto di interesse per la produzione di bio-carburanti, colture agricole che sono
divenute importanti per l'autosufficienza energetica. Questa circostanza potrebbe riportare l'agricoltura
intensiva tra i settori strategici anche in paesi industrializzati, in cui essa ha da tempo perso molto
del suo peso nell'economia.
Alcuni studi di cui si può rinvenire traccia in internet facendo una ricerca tra i comunicati stampa di
enti di di ricerca di tutto il mondo evidenziano che i bio-carburanti possono essere di varia natura ed
essere prodotti a partire dalle sostanze più varie; si parla più frequentemente di etanolo negli Stati
Uniti prodotto in genere dal mais, ma anche di oli prodotti da oleaginose quali soia, girasole, colza e
palma da olio, o anche truciolati di legno derivati dalle potature di alberi cittadini, o da colture di
legna da ardere classificata come “coltura da biomassa”.
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