<--- 1| accettando con soddisfazione che possano, comunque, essere una valida alternativa di scelta tra le coltivazioni praticabili in agricoltura per produrre del combustibile di origine naturale, in particolare considerando gli attuali prezzi del petrolio e specialmente potendosi avvalere, come nel caso italiano, di accordi di filiera stipulati a gennaio scorso dal Governo con le industrie di trasformazione, per una superficie complessiva di 70.000 ettari di terreno (fonte: sito internet Governo.it, notizia del 10 gennaio 2007).
Un minor rilievo conferito alle "colture energetiche" di pieno campo non reciderebbe comunque completamente l'aspirazione dell'agricoltura ad essere protagonista nel settore delle "energie pulite", poichè vi sono varie altre ricerche in corso e possibilità già concrete, che possono offrire delle alternative, forse anche più redditizie, per gli operatori del settore agro-forestale.
Se ne elencano di seguito alcune:
  1. La possibilità di produrre etanolo dal legname e quindi in boschi, il cui impatto ambientale è sicuramente minore di quello delle colture di pieno campo. Tale tecnica si servirebbe di batteri Escherichia coli geneticamente modificati, che fermentando i monomeri C5 e C6 della cellulosa produrrebbero etanolo (fonte: Sito internet Treehugger.com).
  2. La possibilità di utilizzare legno "liquefatto" per pirolisi (fonte: sito finlandese "Tekes"), che in Finlandia sarebbe già entrata in fase applicativa, ricavato da legname, residui legnosi e in prospettiva anche residui colturali trasformati in biocarburante per pirolisi, o distillazione asciutta (vedere ultimo paragrafo del seguente documento: "Pirolisi dei biocarburanti" - fonte sito russo in inglese: Stove.ru); ed utilizzabile per il riscaldamento domestico che in Finlandia assorbe molto del consumo di carburante fossile. Questa strategia di utilizzo integrale di "legno liquido" anzichè il normale combustibile fossile utilizzato per riscaldare le abitazioni potrebbe essere un'alternativa a quella di tagliare la benzina con oli naturali, perseguita altrove.
  3. Altri studi, ormai in fase applicativa, sono in corso da molti anni sulla produzione di biogas a partire da reflui zootecnici, (fonte: enciclopedia Wikipedia - in inglese).
  4. L'utilizzo di scarti di lavorazione dell'industria agro-alimentare, come bucce di arancio, od altre residui di lavorazione fermentabili per produrre etanolo, o grasso di pollo e di tacchino, ad originare biodiesel (Fonte: Washington Post, notizia del 3 gennaio 2007).
    Nello stesso ambito riveste interesse pratico anche il possibile impiego di residui solidi urbani per produrre energia, che in Gran Bretagna si stima potrebbe coprire il 17% dei consumi (Fonte: BBC News, notizia del 21 aprile 2005).
    Un interessante test di larga scala della tecnologia sviluppata in tanti anni di studio riguardo l'utilizzo di rifiuti (denominata: "anaerobic phased solids digester") è stato condotto a ottobre del 2006 dall' Università di Davis - California che ha riempito gli impianti di produzione di biogas con i residui prodotti dai migliori ristoranti della baia di San Francisco.
  5. Infine vi sarebbero studi per la produzione di idrogeno dall'attività di altri organismi allevati in condizioni particolari.
E' evidente che quindi la ricerca è molto impegnata in tutto il mondo in questo sforzo di arrivare ad offrire delle opportunità per la produzione di energia "pulita" e per questo motivo è plausibile credere che venga temuto che un possibile fallimento delle "colture energetiche" possa riflettersi sulle sovvenzioni alle ricerche in corso in moltissimi laboratori di tutto il mondo, specialmente laddove vi sia una particolare attenzione al legame tra ricerca effettuata e risultati conseguiti nell'implementazione di nuove tecnologie.
Altro aspetto che è stato oggetto di approfondimento nell'ultimo mese, da parte di molti siti internet, è quello alla base stessa delle scelte energetiche e cioè le problematiche del riscaldamento globale, ciò in particolare dopo la riunione del "Panel IPPC" (il gruppo di studi della Comunità Europea che si occupa del riscaldamento globale), il quale ha reso disponibile il secondo rapporto sul cambiamento climatico, in cui sono state aggiornate in senso più pessimistico le iniziali previsioni sul riscaldamento globale del nostro pianeta (Fonte sito internet: Verdi.it, della Federazione dei Verdi).

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