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accettando con soddisfazione che possano, comunque, essere una valida alternativa di scelta tra
le coltivazioni praticabili in agricoltura per produrre del combustibile di origine naturale,
in particolare considerando gli attuali prezzi del petrolio e specialmente potendosi avvalere, come nel caso
italiano, di
accordi di filiera stipulati a gennaio scorso dal Governo con le industrie di trasformazione, per una
superficie complessiva di 70.000 ettari di terreno
(fonte: sito internet Governo.it, notizia del 10 gennaio 2007).
Un minor rilievo conferito alle "colture
energetiche" di pieno campo non reciderebbe comunque completamente l'aspirazione dell'agricoltura ad essere
protagonista nel settore delle "energie pulite", poichè vi sono varie altre ricerche in corso e possibilità
già concrete, che possono offrire delle alternative, forse anche più redditizie, per gli operatori del settore
agro-forestale.
Se ne elencano di seguito alcune:
E' evidente che quindi la ricerca è molto impegnata in tutto il mondo in questo sforzo di arrivare ad offrire delle
opportunità per la produzione di energia "pulita" e per questo motivo è plausibile credere che venga temuto che un
possibile fallimento delle "colture energetiche" possa riflettersi sulle sovvenzioni alle ricerche in corso in moltissimi
laboratori di tutto il mondo, specialmente laddove vi sia una particolare attenzione al legame tra ricerca effettuata e
risultati conseguiti nell'implementazione di nuove tecnologie.
Altro aspetto che è stato oggetto di approfondimento nell'ultimo mese, da parte di molti siti internet, è quello alla
base stessa delle scelte energetiche e cioè le problematiche del riscaldamento globale, ciò
in particolare dopo la riunione del "Panel IPPC"
(il gruppo di studi della Comunità Europea che si occupa del riscaldamento globale), il quale ha reso disponibile il
secondo rapporto sul cambiamento
climatico, in cui sono state aggiornate in senso più pessimistico le iniziali previsioni sul riscaldamento globale
del nostro pianeta (Fonte sito internet: Verdi.it, della Federazione
dei Verdi).
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