Negli Stati Uniti è in corso una pausa di riflessione
del mondo scientifico sulle bioenergie: 23 scienziati chiedono la fissazione di standard ambientali
per la produzione dei biocarburanti
Introduzione - L'articolo, le motivazioni
Negli Stati Uniti è in corso un periodo di ragionamento sui biocarburanti, probabilmente a causa
degli intensi dibattiti pre-elettorali che focalizzano l'attenzione dell'opinione pubblica locale sui
principali temi di attualità, tra questi uno dei più importanti è quello del riscaldamento globale e quindi
anche delle fonti di energia alternative, in una fase in cui le problematiche ambientali hanno acquisito
particolare rilevanza.
La politica dei biocarburanti statunitensi si basa sulla Legge di Politica Energetica
del 2007 che ha portato alla fissazione di incentivi che consistono in un sussidio ai raffinatori pari a
1.01 dollari per gallone di etanolo ed un altro di 45 dollari per tonnellata di biomassa prodotta dagli
agricoltori. Queste circostanze di natura economica spingono a gonfie vele l'industria dei biocarburanti,
che allo stato attuale conta prevalentemente sulla produzione di etanolo a partire da
granella di mais, ma che in una prospettiva non molto lontana dovrebbe cominciare a produrre etanolo
a partire dalla cellulosa.
Ciò che è accaduto in questi giorni è che un gruppo di 23 scienziati di fama internazionale si sono
trovati ed hanno steso un documento comune, che ha dato luogo ad un articolo pubblicato il 3 ottobre dalla
nota rivista scientifica 'Science' ed intitolato 'Sustainable Biofuels Redux'.
Gli autori sono noti ecologi, agronomi, biologi conservazionisti ed economisti; tra essi il
principale estensore del documento è Phil Robertson, professore di Scienze delle Colture e del Suolo
presso l'Università del Michigan, il quale ha poi rilasciato delle dichiarazioni, che ci giungono attraverso
l'ufficio stampa dell'Università del Michigan.
Contemporaneamente anche altri scienziati, tra gli autori del
documento, hanno rilasciato dichiarazioni agli uffici stampa delle rispettive università che, richiamando
l'articolo di Science, hanno diffuso il punto di vista sulla questione dei loro docenti presenti nella
lista dei 23. Tra le obiezioni presentate dagli scienziati molti gli spunti tecnici sui biocarburanti ed il
loro impatto sull'ambiente, derivanti dalla loro ricca esperienza professionale di ricerca.
Riguardo la collaborazione dei suoi colleghi nella stesura dell'articolo il Prof. Robertson segnala: 'Questo è stato
veramente uno sforzo di collaborazione. Vi sono forti e divergenti opinioni scientifiche sulla
sostenibilità dei sistemi di coltura dei biocarburanti. Ciò che è rimarcabile è il fatto che questo gruppo
possa produrre consenso a partire da differenti formazioni scientifiche ed esperienze professionali.
Coloro che prendono decisioni sulle politiche dovrebbero fare attenzione'.
Si deve quindi ritenere che gli scienziati si siano sentiti spaventati dai possibili effetti
sull'ambiente della, prossimamente più intensa, produzione di biocarburanti statunitense, considerato che
è stato stabilito, sulla base di considerazioni prettamente produttive, che le Compagnie americane
acquistino 21 miliardi di galloni di etanolo di origine cellulosica entro il 2022.
C'è anche chi ha fatto notare che la produzione statunitense rischia di spingere a ruota una intensa
produzione in altri paesi del mondo, ed il paesaggio rischia di ridursi complessivamente ad una distesa
di colture bioenergetiche.
Gli scienziati riunitisi in questo sforzo collaborativo sostengono che, affinché la
produzione di bioetanolo possa estrinsecare tutto il bene che ad essa viene comunemente attribuito
è necessario vengano fissati da subito degli standard ambientali che, insieme ad idonei incentivi,
predisposti dai redattori delle politiche economiche di settore, indirizzino la produzione di etanolo
cellulosico verso una direzione sostenibile; tutto ciò deve essere fatto prima che la nascente e molto
promettente industria faccia partire i suoi roboanti motori.
In particolare l'articolo conclude, secondo quanto riportato dall'Università dell'Illinois, sostenendo
che: 'Sistemi di produzione sostenibile dei biocarburanti potrebbero giocare un ruolo marcatamente positivo
nel mitigare il cambiamento climatico, migliorare la qualità dell'ambiente e rafforzare l'economia globale, ma
è necessaria una politica sana e fondata su basi scientifiche ed uno sforzo addizionale di ricerca per fare
in modo che tutto ciò si verifichi effettivamente".