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Il trattamento del letame (manure) riduce i livelli di antibiotici e
di geni per la resistenza agli antibiotici
Nel numero di novembre-dicembre (November-December issue) del Giornale di Qualità Ambientale (si segnala che ) i ricercatori investigano il ruolo degli escrementi animali (animal waste) nel diffondere antibiotici e geni per la resistenza agli antibiotici. La resistenza agli antibiotici stà facendo crescere la preoccupazione dell'uomo. Ricercatori di
tutto il mondo hanno trovato antibiotici ed altri prodotti farmaceutici nelle acque superficiali
e nei sedimenti, nelle acque reflue urbane, nei luoghi di deposito dei reflui zootecnici e nelle
acque sotterranee. In un articolo recente pubblicato nel numero di novembre-dicembre del Giornale
di Qualità Ambientale, ricercatori dell'Università Statale del Colorado (CSU) descrivono uno studio
avente il fine di scoprire (to find out) se i reflui animali contribuiscono alla diffusione di
antibiotici (spread of antibiotics ) e di geni per la resistenza agli antibiotici (ARG), e se
essi possono essere ridotti per mezzo di appropriate pratiche di gestione del letame (appropriate
manure management practices).
Nello studio sovvenzionato dalla stazione sperimentale agricola dell'USDA (funded by the USDA
Agricultural Experiment Station) presso l'Università Statale del Colorado e dalla Fondazione Nazionale
della Scienza (NSF), i ricercatori hanno investigato gli effetti della gestione del letame sui
livelli di antibiotici e di geni per la resistenza agli antibiotici nel letame. Lo studio è
stato condotto a due diverse scale di dettaglio. Nell'esperimento a livello pilota letame di
cavallo (horse manure) fu trattato con l'antibiotico clortetraciclina, tilosina e monensina e
confrontato con letame di cavallo non trattato con antibiotici per determinare la risposta dei
geni per la resistenza in escrementi non abituati alla presenza antibiotici. Nell'esperimenti di
larga scala fu controllato nel tempo il letame di bovini da latte (dairy manure) ed il letame
derivato da mangime miscelato per bestiame bovino da carne (beef fedlot), che quindi era quindi
già adattato alla presenza di antibiotici.
Il letame dei due diversi esperimenti e stato trattato per sei mesi con gestione ad alta intensità
(HIM = high intensity management = ammendati con foglie ed erba medica, irrigati e girati) e a
bassa intensità (LIM = low intensity management = non ammendati, irrigati e girati). Durante
questo periodo di tempo i livelli di antibiotici furono controllati utilizzando cromatografia
liquida ad alta prestazione (HPLC) e spettrometria di massa 'tandem' (MSMS). In aggiunta a ciò
due tipi di geni per la resistenza agli antibiotici che conferiscono resistenza alla tetraciclina
tet(W) e tet(O) furono controllati usando reazione a catena di polimerasi quantitativa (Q-PCR).
Nello studio pilota, la clortetraciclina, la tilosina e la monensina si dispersero tutte più
rapidamente nel letame gestito con metodo ad alta intensità , rispetto a quello gestito a bassa
intensità. Nello studio di larga scala il letame derivato da razione alimentare per bovini da
carne, inizialmente presentava più alte concentrazioni di parecchi tipi di tetracicline rispetto
al letame prodotto da bovini da latte. Dopo quattro mesi di trattamento le tetracicline tet(W)
e tet(O) diminuirono significativamente nel letame derivato da bestiame da latte, ma furono
necessari due ulteriori mesi di trattamento (two more months of treatment were necessary) per
ottenere simili riduzioni dei geni per la resistenza agli antibiotici nel letame derivato da
razione per bestiame da carne.
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