Il settore dell'agricoltura biologica e la ricerca in Italia

La superficie interessata da coltivazioni in regime di agricoltura biologica è la più ampia tra i paesi europei (circa 1 milione di ettari) e attualmente è in una fase di crescita. Contemporaneamente l'Italia è il secondo paese al mondo per numero di aziende che seguono questa metodologia produttiva.

Questi dati sono stati resi disponibili dall'Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) e dall'Istituto Tedesco per la Ricerca in Agricoltura Biologica (FiBL) durante la conferenza 'Avanzamento delle conoscenze e agricoltura biologica: le nuove frontiere per il bio', che ha avuto luogo il 16 aprile 2008 presso il dipartimento Agro-alimentare del Consiglio Nazionale delle Ricerche(CNR), a Roma.
La conferenza è stata promossa dallo stesso dipartimento con la partecipazione del Consiglio per la Sperimentazione e la Ricerca in Agricoltura (che nei mesi scorsi ha stipulato un accordo di collaborazione con il CNR) e dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB).
Il convegno è stato l'occasione per un confronto tra gli operatori del settore dell'agricoltura biologica italiana (ricercatori e produttori) ed i consumatori.
Sebbene le statistiche di questo settore mostrano un andamento soddisfacente per questo settore è necessario impegnarsi per rafforzare la tendenza di mercato poiché il fatturato di questo settore incide solo per il 2% sul complessivo mercato dei prodotti agroalimentari di produzione italiana, per un totale di circa 1,5 miliardi di euro ((Fonte: Coldiretti-Ispo).
Alcuni comparti del settore biologico italiano mostrano una crescita: per esempio, mentre nel 1996 solo 69 scuole acquistavano per le loro mense alimenti prodotti da aziende condotte in regime di agricoltura biologica, questo numero è salito a 683 nel 2007. Una tendenza simile si registra nel settore delle mense aziendali (Rapporto Bio-Bank).
La ricerca scientifica nel settore dell'agricoltura biologica si avvantaggia in Italia di solo una piccola percentuale delle risorse finanziarie destinate al settore della ricerca agricola ed agro-alimentare e ciò potrebbe essere il punto debole di questo settore produttivo, come ci fa capire Mauro Gamboni, portavoce del dipartimento agroalimentare del CNR. Egli inoltre aggiunge che è necessario rendere più competitive le aziende 'biologiche' e quindi più a buon mercato gli alimenti prodotti, oltre a migliorare la conoscenza scientifica riguardo l'agricoltura biologica.
In questa direzione può essere utile sostenere una più mirata ricerca a carattere interdisciplinare ed incoraggiando le innovazioni tecnologiche; a tal fine sono state sviluppate collaborazioni tra il mondo della ricerca e le aziende produttive del settore.
Durante la conferenza sono state infine fornite informazioni circa i principali settori di ricerca portati avanti dal CNR e dal CRA, riguardanti gli studi in corso, o appena conclusi, con descrizione delle innovazioni prodotte, particolarmente nei settori della fitopatologia e difesa dai parassiti, della tecnica di agricoltura biologica, della qualità nel settore agroalimentare e della tutela dell'ambiente.

Potete trovare maggiori informazioni scientifiche su questo settore oggetto di studio, presso il sito internet del Consiglio Nazionale delle Ricerche al seguente indirizzo web: www.daa.cnr.it.

Fonte/i: Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), 16 aprile 2008

Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 29 maggio 2008



I commenti per questo articolo sono stati chiusi.


Alcuni articoli tematicamente collegati

If a reasearch from your equipe has been reviewed into this article and you realize there is a lack in our source-reporting, feel free (->)to send by email (e.g.) a WebSite address referring to the research/ers (specifying the web-address of this article), so that they could be linked (note: sometimes are also links within the article).
Every report about outdated links and articles will be pleased as well.

- Please, don't send curricula and not related data.