L'emergenza alimentare nei paesi in via di sviluppo spinge l'innovazione, ma si scontra con la carenza di tecnici agricoli attivi
Premessa
L'emergenza alimentare internazionale è sempre più un tema di attualità di fronte alle oscillazioni del prezzo
dei cereali, che risentono di forti variazioni della domanda non sempre prevedibili. Questa situazione spinge gli agricoltori di molti paesi
ad aumentare esageratamente l'offerta con il risultato che nell'ultimo anno vi è stato un marcato calo dei prezzi a seguito della
sovrapproduzione. Leggendo i comunicati di organizzazioni internazionali si fa fatica a capire se vi sia a volte un miglioramento
della situazione o meno, essendo molti gli interessi anche opposti in gioco (consumatori, produttori, grossisti,
(->)brokers) ed essendo le situazioni
anche favorevoli di mercato, solo delle circostanze momentanee.
Per questo motivo si parla, in modo sempre più frequente, di volatilità del prezzi dei cereali, termine che
nasconde la difficoltà di fornire previsioni attendibili.
L'emergenza alimentare nei paesi in via di sviluppo - spazi per l'assistenza tecnica
Molte nazioni in via di sviluppo, di fronte all'emergenza alimentare, hanno capito che devono puntare in modo più deciso
sull'auto-approvvigionamento, non potendo più contare su forniture sicure ed a prezzo stabile provenienti dall'estero; ciò spinge
l'interesse verso l'adozione di tutti gli strumenti a disposizione utili per incrementare le produzioni e tra
questi la stessa assistenza tecnico-agraria e divenuta una risorsa importante, specialmente laddove, da un lato il costo del lavoro
è bassissimo e i fattori produttivi troppo cari o inaccessibili, e per altro verso vi sia abbondante presenza di tecnici disoccupati.
Uno dei paesi in cui si configura un quadro di questo tipo è Cuba, nazione che conta di avvalersi dei più recenti ritrovati dei suoi
centri di ricerca, ma che ha scoperto di essere sprovvista di un adeguato numero di tecnici attivi, necessari per mettere a frutto
le dette innovazioni. In effetti in quest'isola i tecnici agricoli non mancano ma, come anche altrove, essendo sottopagati e precari,
molti di essi si sono dedicati ad altre attività.
L'improvvisa emergenza alimentare ha reso adesso l'agronomo ed il veterinario le professioni più apprezzate per il loro ruolo
cruciale nel tentare di sfamare la popolazione e curare le malattie del bestiame agrario, come ci testimoniano alcuni articoli
pubblicati sui giornali locali. Inoltre nei giorni scorsi vari giornali cubani hanno dato grande spazio al 3° Congresso
dell'Associazione Cubana dei Tecnici
Agricoli e Forestali(ACTAF), associazione che conta 22.662 iscritti (quindi per avere un'idea, più degli agronomi italiani).
Cuba importa annualmente dall'estero 2 miliardi di dollari di alimenti (Fonte: 'Trabajadores; 2 febbraio 2009) e quindi la necessità
di far ridurre le spese per approvvigionamenti alimentari e di aumentare la loro disponibilità ha ridato un ruolo di rilievo alla
categoria professionale dei tecnici agricoli, che invece era meno considerata negli ultimi anni.
Il problema degli agronomi in molte nazioni è probabilmente la scarsa rilevanza delle problematiche alimentari sul livello di
qualità della vita e anche parlare di alimentazione di qualità a volte può far sorridere, se si dà un occhio alla composizione della spesa
alimentare media, spesso
sovra-calorica ed insana (vedasi per l'Italia i dati ISMEA del rapporto consumi alimentari, 2007), per contro l'alimentazione dei
non abbienti (35% della popolazione italiana - dati ISTAT) è carente di sostanze essenziali.
In questo contesto, pur evidenziando la necessità di dover considerare sempre tutte le accortezze necessarie nel testare le nuove
varietà, la generica paura degli OGM, supposti come comunque dannosi alla salute umana, pare contraddittoria se si considera che la nostra
alimentazione spesso non è comunque sana; paradossalmente invece, proprio negli Stati Uniti, dove gli OGM sono regolarmente coltivati,
uno dei punti cardine della politica del neo-eletto Ministro dell'Agricoltura è l'attenzione a promuovere una alimentazione sana ed
equilibrata; tale promozione avveniva peraltro anche prima, attraverso attività educational (anche) online come il sito
(->)MyPiramid.
Il congresso dei tecnici agricoli di Cuba dell'ACTAF, si è focalizzato invece sull'agricoltura sostenibile, riguardo la quale
è possibile trovare molto sul loro sito internet, per quanto riguarda gli studi e le sperimentazioni portate avanti in quest'isola; molte
delle informazioni sono pubblicate nella rivista online dell'ACTAF
(->)Revista Agricultura Organica. Parallelamente non si può neanche dimenticare che Cuba è meta di scienziati di tutto il mondo
in occasione di convegni
(->)sulle biotecnologie (fonte: www.staminali.aduc.it).
Gli estensionisti e gli agricoltori - dati sull'assistenza tecnica a Cuba
Il problema sorto d'improvviso in una nazione all'avanguardia nella
ricerca agro-tecnologica è che, trovandosi di fronte all'emergenza alimentare si è scontrata con la difficoltà a far giungere
conoscenze tecniche agli agricoltori, acquisendo così la consapevolezza che non bastano i ricercatori, ma ci voglio anche i
tecnici agrari ed in particolare gli 'estensionisti', come rimarcato al recente convegno dell'ACTAF.
Il termine estensionista è in uso particolarmente negli Stati Uniti dove questa attività è molto diffusa. L'estensionista è il divulgatore
scientifico, che in ambito agricolo opera a stretto contatto con gli agricoltori, spesso al servizio di università e centri
di ricerca pubblici, perché al contrario di quanto potrebbe sembrare ad alcuni, la tecnica agricola non è così semplice ed
inoltre l'acquisizione di alcuni aspetti del ciclo della coltura permette agli operatori di campo di migliorare essi stessi
la modalità di applicazione delle tecniche agrarie. Pertanto in questo ambito è essenziale la presenza di agronomi operativi
in campo e dotati di buona abilità nell'interagire con gli agricoltori.
Ovviamente queste contraddizioni non sono sfuggite al giornale 'Trabajadores' della Centrale sindacale dei Lavoratori di Cuba
che pur essendo all'apparenza un giornale filo-governativo, lo scorso settembre ha pubblicato alcuni articoli molto critici,
uno in particolare sarebbe stato pubblicato il 10 novembre 2008, ma è attualmente irreperibile in internet e viene
(->)citato dalla rivista spagnola 'Encuentro de la Cultura Cubana' e dal quotidiano 'El Pais'.
'Encuentro de la cultura cubana' riferisce che a Cuba le 'Unità Basiche di Produzione Cooperativa' (UBPC), detenenti il 40%
della superficie agricola, avrebbero bisogno di circa 3000 agronomi. Ciò appare paradossale quando si scopre che in questa
nazione nel 2007 vi erano 31.000 tecnici agricoli di cui 7.000 ingegneri agronomi. Quindi, a fronte di questi dati, la
direttrice dell'ufficio di aggiornamento tecnico del Ministero dell'Agricoltura cubano riferiva, secondo quanto riportato
dallo stesso giornale, che il riordinamento delle attività agricole "deve invertire la piramide" con i professionisti che
"devono stare per lo più dove si produce".
Un altro articolo pubblicato il 16 luglio 2008 dal giornale governativo 'Juventud :Rebelde' ed intitolato
(->)'Confessione di uno dei 31.000 agronomi' riporta un'intervista ad un anziano agronomo, che ripercorre la sua carriera
professionale, parallelamente allo sviluppo e diffusione delle tecniche e delle produzioni agricole a Cuba. Egli ricorda che dal 1957
sarebbero stati formati ben 31.000 agronomi; per questo motivo alla fine dell'articolo non risparmia critiche
alle politiche precedentemente condotte, critiche espresse con il linguaggio usuale del tecnico, che conosce, analizza e
capisce i molteplici aspetti della realtà agricola del territorio in cui opera, ma che si scontra a volte con incomprensibili
politiche economiche imposte dall'alto, che mortificano le professionalità ed in certi casi danneggiano anche l'economia.
Mancanza di agronomi nei paesi in via di sviluppo?
Gli agronomi, viene sottolineato, sono sempre stati formati a Cuba con una visione collettivista
dell'agricoltura e del lavoro della terra, volta all'obbiettivo di fornire ogni giorno alimenti per la popolazione e per
conseguire un'agricoltura che sia contemporaneamente collettivista, sostenibile, proiettata verso il futuro e conservazionista
della fertilità del suolo, senza tener conto della logica del guadagno.
Forse in quest'ultimo punto vi è l'errore sociologico, più che necessariamente politico, che a volte sembra rivelarsi
anche in altre differenti realtà: non si può, laddove le attività produttive
acquisiscano una maggiore valenza collettiva, utilizzare le persone come semplici ruote di un ingranaggio, che svilisce
il livello di competenza intellettuale, che è alla base della loro formazione: è necessario riconoscere al tecnico agricolo,
specialmente in un contesto collettivista, la stessa dignità, professionalità ed autonomia di decisione di solito riconosciuta
ad altre professioni, condizione che lo motiva a sentirsi parte attiva di un'agricoltura rivolta al futuro; laddove ciò
non si verifica, immancabilmente il tecnico cerca una diversa più dignitosa occupazione.
Questo tipo di frustrazione si avverte in parte leggendo i commenti che espatriati cubani, probabilmente già attivi nel
settore agricolo locale, hanno inserito
(->)sotto l'articolo, nel blog della rivista spagnola 'Encuentro de la cultura cubana';
ma è anche necessario riconoscere che questo genere di problematiche si riscontra ovunque e fin quando chi pianifica le
politiche economiche ritenga non ci sia bisogno in agricoltura di efficienti servizi di assistenza tecnica, che operino a
stretto contatto con l'agricoltore, per aiutarlo ad ottimizzare le scelte produttive e ad acquisire le tecniche e le informazioni
utili a rendere competitiva la sua attività in agricoltura.
Approfondimenti:
Fonte/i: Centro di ricerca sulle biotecnologie 'CIGB' - Cuba
Autore dell'articolo:
Luca Federico Fianchini, 22 febbraio 2009
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