Le larve dell'Anoplophora chinensis si nutrono anche di piante sgradite agli adulti

Un ricerca condotta presso la PennState University (Pennsylvania, Stati Uniti) ha permesso di meglio comprendere le abitudini alimentari e quindi la fisiologia dell'Anoplophora chinensis un parassita pericoloso presente in alcuni stati della confederazione statunitense (Illinois, New Jersey, New York e Massachusetts). Esso è diffuso anche in Italia, in alcune zone della Lombardia e del Lazio (Roma). Come riferisce la fonte questo parassita è giunto negli Stati Uniti nel 1990, proveniente dall'Asia, presumibilmente all'interno di imballaggi in legno e da allora è stato molto studiato presso il Collegio di Scienze Agrarie dell'Università della Pennsylvania.

Questo parassita, un coleottero cerambicide, compie un solo ciclo annualmente e in corrispondenza dello sfarfallamento delle larve, a giugno, fuoriesce, dalla base del fusto degli alberi, dopo aver prodotto notevoli danni al loro interno, al punto da renderli instabili.

Da quest'ultima ricerca è emerso che il parassita allo stadio larvale si nutre del legno di alcune piante preferite (aceri, olmi e salici) su cui allo stadio adulto non riesce invece più a nutrirsi, poiché gli risultano tossiche. Questa nuova informazione è in grado di spiegare la necessità degli adulti di spostarsi su specie differenti, che non rappresentano spesso il loro cibo preferito, ma nonostante ciò vi depongono (anche) le loro uova.

Come riferisce Kelli Hoover, professoressa di entomologia alla PennState University: 'In Nord-America, il coleottero attacca e può uccidere dozzine di specie di 15 famiglie di piante. Le foreste settentrionali di legno duro, che si estendono dall'Oceano Atlantico ai Grandi Laghi e oltre, sono costituite di specie vulnerabili, per una superficie complessiva di circa 4 milioni di acri (1.618.749 ettari) negli Stati Uniti, più della maggior parte delle foreste di legno duro del Canada.'

'Alcune piante come il pioppo sono ben poco resistenti all'Anoplophora', evidenzia Charlie Mason,; egli sta studiando un post-dottorato in entomologia ed ha condotto questa ricerca, che era partita da un obiettivo leggermente differente dal risultato ottenuto: i ricercatori avevano inizialmente il compito di definire il motivo della diversa resistenza al parassita da parte del pioppo cinese, rispetto a quello nativo degli Stati Uniti. E' stato quindi chiarito che la differenza consiste nell'abilità degli alberi di secernere, nella loro corteccia e nei tessuti legnosi, dei composti che li rendono non appetibili a quegli insetti, che scavano nel legno; più in particolare è stato, poi, definito che gli adulti dell'Anoplophora non riescono a consumare gli stessi tessuti legnosi, che invece risultano appetibili per le larve, le quali, una volta che si sono schiuse le uova, penetrano nei tessuti legnosi, di cui si nutrono, evitando così di doversi alimentare della corteccia.

Nel loro studio i ricercatori notarono che piante differenti erano attaccate in modo diverso dagli adulti di Anoplophora chinensis, ma ciò non valeva sugli stadi giovanili. Essi notarono che i coleotteri adulti di sesso femminile erano in grado di produrre uova nutrendosi sull'acero rosso, ma non sul pioppo localmente più diffuso, il Populus deltoides e sul pioppo cinese bianco. Tuttavia nonostante le femmine si nutrissero solo sull'acero rosso potevano deporre uova su tutte e tre le specie sulle quali poi si sviluppavano le larve.

'Ciò si verifica poiché il pioppo ha nel suo tronco concentrazioni rimarcabilmente più alte di fenoli salicinoidi, che scoraggiano gli adulti dell'Anoplophora chinensis dal nutrirsi, mentre il pioppo bianco ne ha solo delle tracce', ha detto Mason, che ha poi precisato:'La resistenza dell'albero è dovuta ai composti presenti nel legno che lo rendono inappetibile per gli adulti'.

Nutrendosi del legno e scavando dentro tre strati, indebolendolo, rendendolo instabile ed esposto in ogni momento a crollare sulle persone sottostanti, questo parassita è divenuto pericoloso anche nelle aree urbane di alcuni grandi città statunitensi, nelle quali è stato necessario tagliare migliaia di alberi.

In conclusione la profess.ssa Hover ha indicato: 'Adesso noi sappiamo che il numero di ospiti non è uguale tra adulti e larve. Gli individui giovani sembrano avere un più ampio range di alberi su cui possono nutrirsi poiché essi possono evitare le sostanza chimiche tossiche presenti nella corteccia'.

Questa ricerca è stata di recente pubblicata sul Giornale di Ecologia animale (Journal of Animal Ecology). Hanno partecipato a questa ricerca anche David Long, tecnologo di ricerca in entomologia presso la Penn State University e Richard Lindroth, professore di ecologia presso il Dipartimento di Entomologia della Università del Wisconsin ,di Madison.

Fonte/i: PennState University, 12 agosto 2019

Autore dell'articolo: , 25 agosto 2019

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