I cani possono identificare precocemente le malattie delle piante

Non è una novità che i cani siano utilizzati per identificare sostanze di vario tipo: essi sono da tempo impiegati nella ricerca di droghe ed esplosivi, alle dogane e nei porti, o anche per le attività di soccorso alpino. Di recente è stata infine valutata la loro abilità abilità di identificare organismi fitopatogeni e insetti parassiti delle piante, specialmente in ambienti confinati, come i piccoli parchi e giardini, nei quali il valore aggiunto del loro lavoro è anche più elevato.

Quando si trattano questi temi molti dicono che, dopo tutto, il cane è il migliore amico dell’uomo, perché si adatta senza problemi ad attività impegnative e rischiose, spesso in cambio di un piccolo premio; probabilmente se esistesse un sindacato dei cani tutto questo non sarebbe possibile, ma fino a quel momento possiamo avvalerci di loro anche nel settore della fitopatologia vegetale e dell’entomologia urbana.

In questo ambito in Italia sono stati compiuti vari studi per identificare la presenza del punteruolo rosso della palma che colpisce in particolare la Phoenix canariensis; inoltre i cani sono impiegati per trovare le cimici dei letti (negli alberghi), le termiti Reticulitermes flavipes, alcuni lepidotteri defogliatori dei boschi come la Lymantria dispar e da ultimo, come riportato di recente dalla Società Americana di Scienze Orticole, le unità cinofile sono risultate efficaci nell’identificazione precoce dell’avvizzimento dell’alloro, una malattia che, negli Stati Uniti, colpisce gravemente le coltivazioni di avocado e le piante di alloro. Ciò risulta da uno studio condotto presso l’Università internazionale della Florida.

Come nel caso della grafiosi dell’olmo, che ha decimato gli olmi italiani negli ‘70 e ‘80, l’avvizzimento dell’alloro è diffuso da un coleottero scolitide, lo Xyleborus glabratus, il quale si nutre nelle piante colpite scavando gallerie nel fusto degli alberi e diffondendo, nelle piante di alloro e nelle coltivazioni di avocado della Florida, una malattia nota come avvizzimento dell’alloro.

Lo Xyleborus glabratus è stato identificato negli Stati Uniti per prima volta nel 2005, esso proveniva dall’Asia, attraverso carichi di legname non trattato con insetticidi, ma è agevole ritenere che una volta raggiunti i vivai si possa essere diffuso in moltissimi giardini portando con sé anche la malattia dell’avvizzimento dell’alloro.

L’avvizzimento è, in generale, una forma di appassimento rapido e marcato, causato da varie malattie che colpiscono prevalentemente, o interessano almeno in parte i vasi che trasportano la linfa, che quando si interrompono provocano l’appassimento delle piante colpite. L’avvizzimento dell’alloro, come riferisce la fonte, ha causato, negli Stati Uniti, la morte di 300 milioni di piante di alloro e ha devastato negli ultimi anni anche le coltivazioni di avocado, una pianta che tra le coltivazioni frutticole della Florida è la più diffusa dopo gli agrumi.

Tutto ciò si verifica poiché ogni organismo vegetale, o animale che arriva in un ambiente per lui nuovo, non trova i suoi abituali antagonisti e predatori e quindi riesce a diffondersi molto più che nel paese di origine; si parla in tal caso di ‘organismi invasivi’, sebbene alcuni giornalisti utilizzino la più diffusa espressione di ‘organismi alieni’, che colpisce maggiormente l’attenzione della gente, ma che rischia di spostare la nostra attenzione dalla scienza alla fantascienza.

Lo studio qui riportato è stato condotto presso l’Università Internazionale della Florida, dai ricercatori Julian Mendel, Kenneth G. Furton e DeEtta Mills ed è stato pubblicato in un recente articolo della rivista HortTechnology, un giornale online della Società Americana di Scienze Orticole (ASHS).

Con nel caso di molte malattie, quando l’avvizzimento dell’alloro si manifesta in maniera evidente sulle coltivazioni colpite, non c’è oramai quasi più nulla da fare. Quindi è importante identificare precocemente le infestazioni; inoltre l’infezione può diffondersi velocemente tra piante adiacenti attraverso il semplice contatto stretto tra le loro radici.

I ricercatori riferiscono che finora era molto difficile identificare la malattia e che quindi, sulla base dei risultati della ricerca, i cani possono essere considerati in questo ambito al pari di uno strumento tecnologico di avanguardia.

Essi, durante le prove sperimentali, hanno allenato tre cani nell’identificare campioni contenenti il detto organismo fitopatogeno, per poi misurare il loro livello di efficienza operativa e hanno così riscontrato che l’apparato olfattivo dei cani era in grado di identificare, all’interno del campione utilizzato, livelli di presenza del patogeno di anche solo 1-2 parti per miliardo; pertanto i ricercatori ritengono che unità cinofile appositamente addestrate potranno in futuro identificare questo pericoloso parassita delle coltivazioni di avocado molto più precocemente, disinnescando la sua pericolosità e riducendo in tal modo l’entità dei danni prodotti.

I ricercatori durante la fase sperimentale del loro studio hanno compiuto 229 prove di campo, con solo 12 falsi allarmi e quindi essi hanno in definitiva riscontrato un’alta efficienza operativa delle unità cinofile, anche in presenza di temperatura ed umidità elevate, ovvero in condizioni di forte stress. Non è però stato chiarito se tali fattori, nel momento in cui si verificavano, possano aver anche influenzato i risultati delle prove, rendendo gli odori maggiormente percettibili.

Ad ogni modo il dottor Mills, che ha preso parte a questo studio, ci segnala in modo chiaro il livello di affidabilità operativa dei cani:’E’ la migliore tecnologia finora (so far) (disponibile) poiché permette di identificare un albero malato prima che i sintomi esterni siano visibili’.

La Società Americana di Scienze Orticole (ashs.org), che ha pubblicato questo studio, è stata fondata nel 1903. Essa è la più nota e più grande associazione scientifica impegnata nell’avanzamento delle ricerche nel settore dell’orticoltura, del suo insegnamento e della loro applicazione nella produzione agricola (fonte: ASHS).

Fonte/i: Società Americana di Scienze Orticole (ASHS), 8 giugno 2018

Autore dell'articolo: , 30 giugno 2018

Indirizzo permanente di questo articolo: https://www.agrolinker.com/?id=1795

© Riproduzione Riservata          Collegamento all'elenco dei feeds RSS di Agrolinker         

I commenti per questo articolo sono stati chiusi.

Alcuni articoli tematicamente collegati:
  1. I feromoni di allarme delle api allontanano gli elefanti dalle aree agricole

  2. I cani possono identificare precocemente le malattie delle piante

  3. Disinfestazione anaerobica del suolo come alternativa sostenibile al bromuro di metile

  4. I batteri dell'intestino degli scarafaggi influiscono sulla loro capacità di aggregazione sociale

  5. I maschi delle zanzare sono attratti dal suono prodotto dal battito delle ali delle femmine

Collegamento all'elenco dei feeds RSS di Agrolinker