I ratti più attrattivi sono anche maggiormente uccisi dai loro predatori

Il ratto è un animale pericoloso per l'ambiente domestico ed agricolo e trasmette varie malattie sia all'uomo che agli animali; esso è anche vettore di allergie ed inoltre danneggia e rende inutilizzabili le produzioni agricole contaminandole con i suoi escrementi. Ma i danni non si fermano qui: in città i ratti mangiano anche i fili elettrici e le relative canaline, danneggiando quindi linee elettriche e gli impianti di comunicazione via cavo; essendo animali onnivori essi predano in campagna il piccolo bestiame e le specie avicole selvatiche. Si tratta quindi di una specie invasiva che risente degli squilibri ambientali creati dall'uomo ed a volte se ne avvantaggia.

Se avete letto qualcosa sui ratti, o sui topi (si tratta di animali differenti), per cercare di venire a capo delle loro infestazioni, vi sarete probabilmente scontrati con alcune difficoltà nella fase applicativa del contrasto di questi roditori. In particolari vari manuali su questo argomento invitano ad evitare le trappole con esca, poiché essi sono molto diffidenti e furbi; inoltre le popolazioni dei ratti, avendo un ritmo di riproduzione molto elevato, si sono nel tempo selezionate ed hanno acquisito la resistenza alle principali molecole chimiche utilizzate per contrastarli; viene quindi spesso suggerito di utilizzare trappole meccaniche, oppure di sistemare in modo astuto le esche alimentari avvelenate, sfruttando particolari criteri, la cui efficacia dipende spesso dall'esperienza degli operatori delle derattizzazioni e dall'adeguata conoscenza delle abitudini (etologia) di questi animali.

Come si rileva dalla ricerca compiuta presso la Fraser University (Canada) e di seguito riportata si può ottenere un'adeguata efficacia degli interventi con la combinazione di più meccanismi di contrasto. La detta ricerca ha permesso in particolare di identificare e artificialmente riprodurre, un feromone di ratto bruno, ovvero una molecola attrattiva, in questo caso prodotta dai maschi e in grado di attrarre le femmine, le quali potranno così essere indotte ad avere maggiore interesse a nutrirsi delle esche alimentari avvelenate utilizzate nelle trappole, che quindi potranno divenire più efficaci che in passato.

Un particolare sui feromoni del maschio di Rattus norvegicus ci giunge dal risultato di un'altra recente ricerca, compiuta dai ricercatori cinesi Yao - HuaZ Hang, Hong-Chun Liang, Hong-Ling Guo e Jian-Xu Zhang e pubblicata nel numero di marzo 2016 del giornale online 'Current Zoology': Il maschio di Rattus norvegicus che produca un elevata quantità di feromone è ovviamente avvantaggiato nella fase riproduttiva, ma risulta anche più attaccato dai predatori, in particolare il gatto che ne fiuta la presenza attraverso le urine, che appunto contengono il feromone.
Questo aspetto della correlazione negativa tra attrattività sessuale e durata della vita, secondo quanto riferiscono tali ricercatori, è comune anche ad altri animali, come ad esempio i pesci d'aquario noti come 'guppy' (Poecilia reticulata), i cui maschi hanno delle livree particolarmente appariscenti.

Tornando alla ricerca della Fraser University come riferiscono i biologi Gerhard Gries, Stephen Takács e Regine Gries e il ricercatore chimico Huimin Zhai, questo feromone di recente scoperta risulta molto efficace nell'indurre le femmine di ratto bruno ad entrare nelle trappole a scatola innescato con il feromone sessuale maschile, sia in laboratorio che in prove di campo.

'Stiamo cominciando a parlare in rattese' (We're beginning to speak rat), riferisce Gerhard Gries, professore di scienze biologiche e Direttore della Ricerca industriale in Ecologia multi-modale della Comunicazione animale per il Consiglio nazionale canadese per le Ricerche biologiche ed ingegneristiche (NSERC), presso la Fraser University e aggiunge: 'Stiamo cominciando a scoprire i loro feromoni (gli attrattivi chimici), noi capiamo la loro comunicazione sonora e possiamo riprodurla e abbiamo capito le loro preferenze alimentari'.

La scoperta fa parte di una triplice tattica di controllo dei ratti che questi ricercatori stanno sviluppando e che sfrutta il loro sistema interno di comunicazione'. Essa potrà permettere, secondo quanto essi riferiscono, di aumentare di dieci volte e più la cattura dei ratti e di eliminare le postazioni con esche avvelenate, che hanno lo svantaggio di poter causare la morte anche dei predatori dei ratti.

La ricerca di cui qui si riferisce è stata pubblicata dall'edizione internazionale del giornale accademico Angewandte Chemie.

Sulla base della scoperta del feromone, l'equipe di ricercatori della Fraser University in collaborazione con Pawel Kowalski dell'ufficio tecnico-scientifico hanno costruito un dispositivo elettronico sperimentale che, utilizzando uno speciale algoritmo, emette in modo casuale ed intermittente il verso dei cuccioli di ratto. Con la collaborazione della dottoranda Antonia Musso l'equipe di ricerca ha quindi sviluppato una trappola alimentare, che anche induce i ratti a nutrirsi dell'esca, circostanza essenziale per attivare il meccanismo, che poi li cattura; in tal modo il gruppo di ricercatori spera di aggirare la usuale scarsa efficacia delle trappole con esca alimentare.

'Il messaggio complessivo', dice Gries, 'è che qui c'è dell'ottimo cibo da mangiare, e che qui c'è sicurezza, poiché esse (n.d.r. le femmine dei ratti) possono non solo udire ratti vivi, esse possono anche sentire l'odore del feromone del ratto maschio. Poiché ciò sembra complessivamente sicuro, entrano nella scatola trappola, si nutrono dell'esca e sono uccise nella trappola a scatto'.

La ricerca è stata sovvenzionata attraverso NSERC e il partner industriale Scotts Canada Ltd., che detiene i diritti per la commercializzazione dei risultati della ricerca, in modo analogo a quanto avvenuto precedente per un'altra ricerca della stessa equipe, che portò alla sintesi di una sostanza per attrarre e catturare le cimici dei letti.

Fonte/i: Simon Fraser University (Canada), 11 aprile 2016

Autore dell'articolo: , 30 aprile 2016

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