Utilizzo di erbicidi per tutelare la flora spontanea di normale interesse degli insetti impollinatori, in contesti produttivi agricoli intensivi

Uno studio condotto dal Consiglio superiore britannico di Ricerca sulle Biotecnologie (BBSRC) in collegamento con Syngenta ha unito le necessità della tutela dell'ambiente con le opportunità offerte dalla ricerca scientifica ed ha mostrato che è spesso necessario il supporto di acquisizioni della scienza per conseguire concreti risultati anche in direzione del mantenimento della biodiversità.

La tutela della biodiversità agraria e dell'equilibrio dell'ecosistema è essenziale per mantenere elevate produzioni colturali, poiché gli insetti antagonisti presenti in un ambiente agrario in equilibrio contribuiscono ad ostacolare il verificarsi di pullulazioni di parassiti delle colture agricole.
Per questo motivo le tecniche di agricoltura integrata si servono abitualmente di fitofarmaci di sintesi selettivi per gli insetti utili (che quindi non li uccidono), permettendo in tal modo al produttore agricolo di avvalersi, nella lotta ai parassiti delle colture, del contributo addizionale di insetti ed acari antagonisti, per poter conseguire l'obbiettivo di ottenere più elevate produzioni.
Ma biodiversità agraria non è solo insetti antagonisti: è noto a molti il notevole ruolo che svolgono gli insetti impollinatori nell'attività agricola, ma non a tutti: vi è chi pensa spesso alle api solo con riferimento alla produzione di miele, in realtà esse, insieme con gli altri insetti impollinatori, contribuiscono in modo significativo alla produzione agricola di varie colture (es. mele, fragole, fagioli e brassicacee utilizzate per produrre oli di semi).

Nel caso qui riportato oggetto di attenzione dello studio del BBSRC è stata proprio la necessità di tutelare le popolazioni britanniche di insetti impollinatori, danneggiate dall'agricoltura intensiva, che ha condotto negli ultimi 20 anni alla scomparsa di due specie locali di api, lasciando anche la residua popolazione di questi insetti nella difficoltà di reperire nutrimento. Per questo motivo rispetto alla diffusa pratica di lasciare delle strisce incolte a ridosso degli appezzamenti, dove si possono propagare gli insetti utili e dove le api bottinano il nettare dei fiori, vi è ora la consapevolezza che tali strisce, se inserite in un contesto produttivo intensivo, necessitano anch'esse di massimizzare la loro efficacia: è quindi necessario ottenere la massima presenza in esse di fiori, sia pur di essenze selvatiche, senza trascurare il fatto che i relativi semi sono anche difficilmente reperibili e costosi.

Per ottimizzare la resa della semina di fiori selvatici riducendo i costi sono state utilizzate specie i cui semi non sono particolarmente costosi ed è stato infine testato il ricorso a trattamenti erbicidi, attivi nei confronti delle graminacee spontanee, molto competitive rispetto alle essenze da fiore presenti nei prati naturali.

La sperimentazione è stata condotta con la sovvenzione del BBSRC, in due diverse aziende agricole del sud dell'Inghilterra, dallo studente Robin Blake e suoi colleghi dell'Università di Reading e del Centro per l'Ecologia e l'Idrologia, insieme con il partner industriale Syngenta.

I risultati conseguiti attraverso il raffronto delle performance produttive di tre prove (terreno incolto, semina fiori selvatici senza trattamento erbicida, semina fiori selvatici con trattamento erbicida), hanno permesso di dimostrare che la coltivazione di fiori selvatici raggiunge la sua massima efficacia in parcelle colturali supportate da trattamento erbicida, il quale conferisce alle piante da fiore (per lo più dicotiledoni) quel vantaggio iniziale, essenziale per prevalere sulle graminacee, che infestano in modo massiccio i prati spontanei e si accrescono molto rapidamente, prevalendo spesso anche nelle strisce tampone inerbite appositamente realizzate per la tutela della biodiversità entomologica a ridosso delle colture agricole.

Il trattamento erbicida, nel caso in oggetto, si è valso del prodotto fluazifop-p-butile, un erbicida graminicida. Nei tre anni di sperimentazione 279 bombi hanno visitato le strisce appositamente seminate e per la maggioranza essi si sarebbero mossi attraverso la parcella trattata con erbicida. Un analogo risultato è pervenuto da una sperimentazione addizionale che ha valutato l'effetto di parcelle dello stesso tipo rispetto alla popolazione di lepidotteri (farfalle).

Pare quindi essenziale per il recupero della biodiversità entomologica nell'ambiente agrario intensivo la creazione di fasce tampone, coltivate con essenze usualmente spontanee e molto ricercate dagli insetti impollinatori.
Come riferisce Blake: 'La speranza è che questo lavoro possa segnalare un nuovo approccio per le politiche agro-ambientali e quindi condurre ad un incremento della biodiversità nelle aziende agricole inglesi'. Egli afferma inoltre che 'Le piante in questi habitat forniscono risorse cruciali di polline e nettare per le api, quindi il loro declino ha ridotto la quantità di risorse disponibili. Incrementando la quantità di fiori selvatici nelle zone agricole possiamo aiutare a risolvere questo declino'.

Link di approfondimento proposti dalla fonte:

Fonte/i: Biotechnology and Biological Sciences Research Council (BBSRC), 8 aprile 2011

Autore dell'articolo: , 30 aprile 2011

Indirizzo permanente di questo articolo: https://www.agrolinker.com/?id=1260

© Riproduzione Riservata          Collegamento all'elenco dei feeds RSS di Agrolinker         

I commenti per questo articolo sono stati chiusi.

Alcuni articoli tematicamente collegati:
  1. Le piante parassite migliorano l'eterotrofismo integrando geni dell'ospite nel DNA

  2. Censite le infestanti dei pascoli adesso, trattatele più tardi

  3. Secondo una recente ricerca i bombi sono in grado di identificare quali siano i pollini migliori

  4. Una recente ricerca sulla fisiologia degli strigolattoni permette di acquisire una migliore comprensione della relazione coltura - fungo e coltura – piante parassite del genere Striga

  5. Dati derivanti da due recenti ricerche potranno permettere di pianificare nuove strategie di difesa delle colture rispetto alle erbe infestanti ed alle piante parassite

Collegamento all'elenco dei feeds RSS di Agrolinker