Ricerca analizza le dinamiche delle popolazioni di insetti partenogenetici parassiti

Non sempre la ricerca scientifica produce risultati eclatanti; ciò non toglie che la divulgazione di un'anche semplice e banale deduzione può offrire, ai comunicatori di università e centri di ricerca, l'opportunità di collegare l'innovazione alla teoria, riuscendo così a portar fuori dall'anonimato nozioni scientifiche che, nella decontestualizzazione tipica dei testi universitari, risultano a volte sbiadite, noiose e incomprensibilmente collegate all'argomento principale.

Molti sapranno già cos'è la partenogenesi, ovvero lo sviluppo di un embrione a partire da una cellula gametica , o somatica non fecondata. Ad essere precisi la partenogenesi è un termine più specificamente usato nel mondo animale; mentre nel mondo vegetale si parla di apomissia, termine più generico, indicante tutti i processi apo-mittici (che prescindono cioé dalla missia, o gamia); tra essi ricordiamo in particolare:

  1. L'agamospermia (embrioni e quindi semi originati senza la realizzazione del processo sessuale).
  2. La riproduzione vegetativa naturale (a partire da cellule vegetative: propaguli, bulbilli, stoloni, ecc.); quest'ultima è comune in alcune bulbose ed in piante tropicali, come le crassulacee, che nei nostri climi non riescono a realizzare la riproduzione in forma sessuata.

La partenogenesi degli animali è particolarmente presente negli insetti. Gli afidi, che molti conoscono come pidocchi delle piante, sono insetti che la effettuano abitualmente, permettendo così di aumentare molto il numero degli individui, ma producendo una progenie che, per l'assenza del processo sessuale, risulta meno variabile geneticamente e quindi meno adattabile alle variabili ambientali (clima, malattie).
Altri organismi partenogenetici si trovano tra gli imenotteri parassitoidi, che si nutrono di larve di lepidotteri (farfalle), deponendo uova al loro interno, o li troviamo in altri insetti, come le mosche (ditteri brachiceri) che, se parassite, depongono le uova sulla preda (piante, o animali), o sugli alimenti.

A fine stagione alcuni degli organismi vegetali ed animali che durante l'anno si riproducono in maniera partenogenetica chiudono il ciclo con la riproduzione sessuata, per aumentare la loro variabilità genetica (fitness) in vista della stagione fredda.

Nella ricerca di seguito riportata è sorprendente notare l'onesta intellettuale del comunicatore dell'università statale russa Lomonosov ,di Mosca che, letteralmente, ci segnala a un certo punto del suo report: 'Gli scienziati hanno identificato la principale causa della partenogenesi, che è ovvia: gli insetti hanno difficoltà a trovare partner sessuali quando la densità di popolazione è bassa, che è spesso il caso tipico degli habitat estremi'.
Contemporaneamente viene evidenziato che la partenogenesi può verificarsi anche in presenza di alte densità di popolazione.

Lo studio a cui si fa qui riferimento è stato compiuto da un ricercatore della Facoltà di Biologia dell'Università Statale di Mosca (MSU), insieme con un suo collega di un'altra università russa; tale ricerca ha spiegato il frequente verificarsi di partenogenesi negli insetti a partire da uova non fecondate (partenogenesi aploide). I risultati sono stati pubblicati nel Journal of Zoological Systematics and Evolutionary Research.

I ricercatori han centrato l'attenzione sulla partenogenesi degli olometaboli, un termine che si riferisce ad insetti aventi uno sviluppo embrionale, con metamorfosi completa e fuoriuscita dalle uova già in forma di larva, che in tal caso è quello comune ad alcuni ordini tra cui i principali sono coleotteri, lepidotteri, ditteri e imenotteri, ovvero quello sviluppo che attraversa gli stadi di uovo, larva, pupa e adulto, tramite una metamorfosi di complessità diversa nelle diverse specie.

Come precisano i ricercatori: in alcune specie membre del gruppo degli olometaboli si verifica regolarmente la partenogenesi, che viene classificata, nelle tre forme di partenogenesi:

  1. La 'Arrenotoca' (aploide e facoltativa, che origina solo maschi), che viene specificato è tipica degli imenotteri come vespe, api e bombi.
  2. La 'Telitoca' (che origina solo femmine diploidi, a partire da cellule uovo diploidi XX) è invece presente in alcune specie di punteruoli (coleotteri curculionidi) e
  3. La 'Deuterotoca' (che origina entrambe i sessi) e che si verifica nelle vespette galligene (famiglia cynipidae).

Come segnala uno degli autori della ricerca, Vladimir Gokhman, dottore in biologia e capo-ricercatore dell'Orto Botanico dell'Università Statale di Mosca: 'E' stato mostrato che la partenogenesi è favorevole per la comparsa ed ulteriore esistenza di gruppi, quando la densità di popolazione è bassa, così come in molti casi quando emerge la necessità della rapida riproduzione di un particolare genotipo, in condizioni favorevoli.'

'Per altro verso, evidenzia Vladimir Gokhman, a volte le popolazioni di insetti che si riproducono in forma sessuata riescono a raggiungere dimensioni di popolazione molto ampie e ciò può anche provocare lo sviluppo di linee partenogenetiche', segnala Vladimir Gokhman.

Egli ha poi aggiunto: 'Molti seri parassiti dell'agricoltura e delle foreste, così come i loro nemici naturali tra gli insetti, sono partenogenetici; studiare vari tipi di partenogenesi è quindi necessario per controllare con successo queste specie parassite. Oggigiorno la letteratura scientifica mondiale sta sperimentando un rapido incremento degli studi dedicati alla genetica degli ecosistemi e altri aspetti della partenogenesi negli insetti. Questo genere di informazioni ha bisogno di essere adeguatamente e temporalmente sommarizzata e interpretata, ma varie indagini su questo argomento, come regola, invecchiano rapidamente'.

Tra le forme di partenogenesi i ricercatori che hanno preso parte a questo studio hanno infine lanciato l'allarme riguardo la pericolosità delle forme telitoche, che possono dare origine ad improvvise crescite delle relative popolazioni di insetti parassiti, data la loro possibilità di riprodursi in presenza di solo individui di sesso femminile.

Fonte/i: Lomonosov Moscow State University, 26 ottobre 2017

Autore dell'articolo: , 31 ottobre 2017

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