Al crescere delle temperature le piante necessitano maggiormente di fitofarmaci

Il ricordo storico di una delle peggiori ondate fitopatologiche di cui vi sia memoria storica, ovvero l'epidemia di peronospora della patata in Irlanda nel 1845, quando un anomalo clima contemporaneamente umido e caldo ha fornito la condizione di attivazione di questa epidemia che distrusse il raccolto di patate che, a quell'epoca, era la principale risorsa economica ed alimentare di molte famiglie irlandesi.
Ma anche temperature elevate possono determinare perdite di raccolto: implicito è il pensiero dei ricercatori agli incombenti cambiamenti climatici

Una ricerca condotta presso la Michigan State University ha voluto definire se il calore incide maggiormente nel ridurre le difese delle piante, o se incide maggiormente l'aumento della virulenza del patogeno. Il risultato è stato: entrambi.

'Proprio come le persone le piante si ammalano più probabilmente, quando stanno crescendo in ambienti stressanti,' ha detto Huot, che ha pubblicato l'articolo di ricerca con Sheng Yang He, professore universitario di biologia vegetale e ricercatore all'Istituto medico Howard Hughes e con Beronda Montgomery, professore alla Fondazione della Michigan State University.

Tramite questa ricerca è stato mostrato che elevate temperature indeboliscono le difese delle piante, mentre contemporaneamente potenziano l'attacco dei batteri. Ciò dipende dal fatto che come le persone ingeriscono aspirine (composte di acido salicilico) anche le piante si difendono utilizzando l'acido salicilico, che producono in buona quantità, mentre a 30°C la sua produzione è già molto diminuita, lasciando le piante più vulnerabili. Gli autori hanno trovato che la peronospora diviene più forte a temperature elevate, sebbene le piante siano suscettibili alle temperature elevate a prescindere dalla presenza del patogeno.

Come riferisce Huot: 'Poiché le piante ad elevate temperature potrebbero non produrre più l'acido salicilico, noi abbiamo spruzzato su di esse una composto chimico che agisce come l'acido salicilico. Questo trattamento le protegge efficacemente dall'infezione, sebbene i batteri sono anche più virulenti ad elevate temperature, le piante riescono a sconfiggerli se somministriamo loro l'acido salicilico, che non possono più produrre.'
Anche se le questioni legate al cambiamento climatico globale fossero risolte, si verificano sempre delle fluttuazioni climatiche locali, le quali hanno comunque un forte impatto sulla crescita delle colture ed il raccolto, ha aggiunto Huot.

'Aumentare la nostra comprensione di come fattori ambientali specifici influiscono sull'ospite e anche sul patogeno, così come le loro interazioni, può indirizzare le strategie per lo sviluppo di una robusta resistenza delle piante coltivate', egli ha detto, precisando che ciò è importante per mantenere la disponibilità di cibo sulle nostre tavole.

Fonte/i: Michigan State University, 27 Novembre 2017

Autore dell'articolo: , 30 novembre 2017

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