Identificata un'elevata presenza di funghi fitopatogeni nel feltro paglioso dei campi da golf

Un recente studio ha proposto un nuovo approccio alla gestione e cura del 'dollar-spot', nome comune attribuito ad una malattia che colpisce i tappeti erbosi.

I tappeti erbosi sebbene siano costituiti da un insieme di singole piante graminacee, nel caso di un campo da golf sono analizzati sotto l'aspetto fitopatologico come un agro-ecosistema, nel quale una malattia risulta quindi dannosa, nel momento in cui colpisce estese aree della coltura graminacea, di cui il tappeto erboso è composto.

In questo contesto, già per se stesso meno usuale di quello di una normale ricerca di fitopatologia, i ricercatori hanno adottato un approccio nuovo che consiste nell'analizzare la presenza degli organismi fitopatogeni (batteri e funghi) in tutti e tre gli strati di cui sono composti i tappeti erbosi e cioè non solo all'interno del tappeto erboso e del profilo del suolo, ma anche nella paglia depositata sul terreno e che costituisce il feltro permanente del tappeto erboso di un campo da golf.

La corretta identificazione dell'inoculo di funghi e batteri fitopatogeni, viene segnalato, è essenziale per mettere in atto efficaci strategie di contrasto; ma la maggior parte dei precedenti studi sulla presenza microbica si era focalizzata sul solo strato di suolo e per tale motivo gli autori di questa ricerca hanno deciso di estendere la loro attenzione all'intero profilo dei tappeti erbosi, ovvero a tutti e tre gli strati che lo compongono, per valutare la presenza di funghi e batteri fitopatogeni.

La complessiva ricerca, di cui qui si riferisce, è stata condotta da Elisha Allan-Perkins e Geunhwa Jung, della Scuola di Agricoltura Stockbridge, dell'Università di Amherst – Massachusetts e Daniel Manter del Centro di Ricerca di Fort Collins (Colorado), del Ministero dell'Agricoltura degli Stati Uniti d'America (USDA).

L'agente eziologico del Dollar Spot è la Sclerotinia homeocarpa (più recentemente inquadrata come Clarireedia spp.), una malattia diffusa in tutto il mondo e che risulta la più dannosa ai campi da golf del nord degli Stati Uniti d'America.

Le procedure sperimentali, come riportate dal giornale open-access “Phytobiomes”, pubblicato dalla Società americana di Patologia Vegetale sono state le seguenti: i ricercatori hanno misurato sia i batteri, che in funghi presenti nei detti tre strati del tappeto erboso utilizzando un metodo quantitativo basato sul DNA (qPCR) che, come indicato, è più sensibile di altre tecniche colturali.

I campioni sono stati ottenuti a maggio e a settembre, da tre campi da golf posti entro una distanza di 10 chilometri l'uno dall'altro, in ciascuno dei quali erano stati attuati differenti regimi di trattamento antiparassitario (convenzionale, biologico e un ibrido di entrambe le tecniche).

Il risultato di questa ricerca indica che c'è una maggior presenza di Sclerotinia omeocarpa nel frazione pagliosa, che costituisce il fondo del campo da golf, che nel suolo sottostante. Inoltre con sorpresa i ricercatori hanno rilevato che non vi era differenza nell'abbondanza di questo micete tra le aree di trattamento con differenti fungicidi di ciascun campo da golf osservato, né tra i 'putting greens' (le zone a ridosso delle buche), il 'farway' (la zona rasata) e il 'rough' (zona in cui l'erba è mantenuta più alta); ciò si è verificato nonostante la zona a ridosso delle buche sia quella che abitualmente riceve il maggior trattamento fungicida.

Pertanto questo studio non supporta la tesi comunemente accettata che i fungicidi riducano l'inoculo di Sclerotinia homeocarpa e quindi il suo potenziale d'infestazione poiché è stato rinvenuta una pari quantità di inoculo in ciascuna delle dette tre aree, pur in presenza di trattamenti fungicidi di differente intensità.

La cosa intrigante di questa ricerca è l'aver rilevato che a settembre c'era una maggiore presenza di inoculo di questo fungo parassita, con evidenza dei tipici centri a forma di moneta di diametro 1-10 cm (dollar spot), nella porzione rasata del campo da golf, che era stata trattata con fungicidi, in base al metodo convenzionale. Al contrario nelle zone non rasate e in quelle a ridosso delle buche, anch'esse trattate con metodo convenzionale, convenzionale, non si evidenziavano sintomi, così come non c'erano nei due rimanenti campi da golf, trattati con tecnica biologica, o mista.

Queste controverse rilevazioni hanno indotto i ricercatori ad evidenziare la necessità di un maggiore approfondimento della biologia di Sclerotinia homeocarpa e delle differenti abilità dei fungicidi di eradicare patogeno dallo strato di feltro paglioso del campo da golf.

Questa ricerca evidenzia complessivamente la necessità di un maggiore studio dei fattori ambientali che influenzano le interazioni microbiche ospite-patogeno, per poter mettere a punto più efficaci tecniche di gestione integrata dei parassiti, applicabili sia nel contesto dei campi da golf, che in differenti ecosistemi come quello forestale, foraggero, di una coltura da biocarburanti ed in colture agricole di pieno campo, in cui siano presenti elevate quantità di residui colturali (es. nei contesti di applicazione di tecniche di agricoltura conservativa).

Fonte/i: Società americana di Patologia vegetale, 10 settembre 2018

Autore dell'articolo: , 31 ottobre 2018

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