Un'etichetta permette di marcare indelebilmente le confezioni di surgelati avariati

Non è raro che i cibi congelati restino a temperatura ambiente per periodi prolungati, ad esempio in seguito alla sospensione dell'erogazione di corrente a piccoli supermercati, o al malfunzionamento di impianti di congelamento di supermercati e grandi camion-frigoriferi.
E' sufficiente un breve intervallo di tempo in cui un alimento congelato si trovi a una temperatura intorno ai 10 °C, per determinare lo sviluppo e la riproduzione dei batteri. Tali fenomeni non sono sempre percettibili, perché in alcuni casi la presenza di colonie batteriche non determina alcuna alterazione di sapore; né cicli di congelamento e scongelamento incidono necessariamente sull'aspetto di un alimento.

In tutti questi casi la creazione di etichette, in grado di evidenziare in modo semplice ed economico lo scongelamento di un cibo è utile per ridurre l'incidenza delle intossicazioni alimentari. Alcuni tipi di etichette rivelatrici dello stato degli alimenti congelati sono già in commercio, ma l'innovazione procede veloce anche in questo settore, producendo nuovi dispositivi che meglio si adattino alla soluzione di problematiche operative e a prezzi così contenuti da agevolare una più sempre diffusa adozione di nuove tecnologie.

La ricerca di seguito riportata ci mostra come sia stata sviluppata una nuova etichetta, di prestazioni maggiori e di costo inferiore ad altri dispositivi già in commercio. La comprensione delle caratteristiche di tale etichetta 'intelligente' è utile anche per capire contestualmente le problematiche della frigoconservazione di derrate deperibili e come ovviarvi.

Particolarità dell'etichetta sviluppata da ricercatori del Korea Research Institute of Chemical Technology (KRICT) è l'inserimento nel suo perimetro di un'immagine, che poi permette di evidenziare se i cibi conservati (es. carne, pesce, frutta e ortaggi) siano andati a male. Altri dati che possono essere resi disponibili dall'etichetta, ma che non sono resi visibili, sono la cronologia dell'esposizione a temperatura ambiente (nel caso di più episodi) e il tempo di esposizione a tali temperature, durante la frigoconservazione.

L'etichetta, viene segnalato, è sottile e di basso costo e sebbene non sia la prima del genere viene assicurato che il costo davvero ridotto e il suo non necessitare di inchiostro la rendono unica.

La tecnologia di base di questa etichetta di sicurezza per la filiera del freddo è nel suo film di nano-fibre. Sul retro di tale sottile dispositivo i ricercatori hanno inserito una pellicola che include un'immagine. Conseguentemente l'immagine visibile sulla pellicola incollata sul retro dell'etichetta diviene visibile dal davanti, segnalando che il cibo è andato a male.

Questa nuova tecnologia è stata sviluppata da un gruppo di ricercatori del Centro di Ricerca per la Chimica biologica dell'Istituto coreano (sud-coreano) di Ricerca sulla Tecnologia chimica (KRICT), composto dal dott. Dongyeop Oh, dal dott. Sung Yeon Hwang, dal dott. Jeyoung Park, dott. Sejin Choi.

I ricercatori sono riusciti a controllare il tempo necessario all'etichetta per diventare trasparente (quando esposta a temperatura ambiente), rendendo in tal modo possibile di creare etichette adattabili al tempo necessario a ciascun cibo per 'andare a male', con un intervallo di tempo regolabile compreso tra 30 minuti e 24 ore. Ciò è stato possibile regolando la composizione e la durezza delle nano-fibre utilizzate nelle etichette.

Una volta alteratesi, le fibre non possono recuperare il loro stato originario e quindi il marcatore non può essere riparato; neanche il dato (registrato) del tempo di esposizione a temperatura ambiente può essere ri-settato al suo originario valore e, in definitiva, non è possibile manipolare questo semplice dispositivo.

La nuova etichetta marcatrice ha un costo molto ridotto (1 centesimo/ciascuna) e quindi è proposta come più competitiva, rispetto all'unico prodotto alternativo rilevato sul mercato che, oltre a costare di più, necessita (come indicato dalla fonte) di particolari inchiostri che, reagendo tra loro, permettono di determinare il tempo di esposizione del cibo alla temperatura ambiente. Tale dispositivo concorrente è descritto come costituito di plastica spessa, circostanza che renderebbe difficile attaccarlo a vari oggetti.

Il Dott. Sejin Choi dell'Istituto KRICT ha riferito: 'Quei kit esistenti utilizzati per la distribuzione delle medicine e delle forniture mediche includono il rischio che lo speciale inchiostro contenuto al loro interno possa essere lisciviato, se essi sono danneggiati. All'opposto l'etichetta sviluppata per la filiera del freddo è esente da ogni rischio di perdite chimiche, anche se danneggiata durante la consegna. Essa continuerà a funzionare in modo adatto anche dopo tale danneggiamento.'

Gli avanzamenti scientifici conseguiti in questa ricerca sono stati pubblicati in un articolo del giornale 'Materiali Avanzati online'. Essi sono stati conseguiti nell'ambito dei 'Progetti Principali' (Major Projects) del Ministero della Scienza, di ICT e dell'Istituto coreano (sud-coreano) di Ricerca sulla Tecnologia chimica (KRICT).

Fonte/i: National Research Council of Science & Technology, 6 aprile 2020

Autore dell'articolo: , 30 aprile 2020

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