Una nuova tecnologia per distinguere la canapa da fibra da quella ad uso farmacologico e ricreativo

Una ricerca condotta presso l'Università del Texas permetterà di distinguere, con una strumentazione manuale di facile e rapido uso, la canapa indirizzata alla produzione di fibra, da quella utilizzata nel settore farmaceutico e ricreativo (negli stati in cui tali usi siano autorizzati).

Il genere Canapa è formalmente diviso nelle due specie sativa e indica, che un tempo distinguevano in modo netto l'uso nell'industria tessile da quello ricreativo e farmaceutico. In realtà entrambe le varietà possono avere una percentuale elevata di principi attivi ad effetto psicotropo. Questa circostanza ha portato in Italia al divieto di coltivazione della stessa canapa da fibra, che un tempo era molto coltivata, per la trasformazione industriale.
Negli ultimi anni il miglioramento genetico ha però permesso di ottenere varietà da fibra, utilizzabili per la trasformazione industriale, aventi basso contenuto di tetra-idrocannabinolo (THC); ciò ha permesso di conseguire la ri-legalizzazione della coltivazione della canapa da fibra.

In Italia è anche autorizzato, dal 2006, l'utilizzo farmaceutico della Cannabis, poiché ne è apprezzata l'efficacia per la cura di alcune patologie e ancor più per alleviare il dolore, tipico di alcune malattie croniche.
Negli Stati Uniti la possibilità di utilizzare la Cannabis varia moltissimo nei diversi stati della Confederazione, i quali negli ultimi anni hanno abbandonato in maggioranza la precedente normativa proibizionista, autorizzando l'uso terapeutico di questa pianta; in alcuni casi è stato anche autorizzato l'uso della Cannabis per fini ricreativi e la sua vendita.

La graduale liberalizzazione ha portato alcuni agricoltori statunitensi a divenire coltivatori di Cannabis ad uso farmaceutico e/o ricreativo, un settore che pare anche sia abbastanza remunerativo. Nonostante ciò, in alcuni stati confederali, come ad esempio il Texas, permane un forte divieto all'utilizzo anche dal punto di vista farmaceutico. In quest'ultimo caso si pone quindi con forza la necessità degli agricoltori di conoscere, prima del raccolto, il valore dei due parametri che possono creare qualche problema di natura legale: il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD).
Il prodotto viene infatti a essere differenziato tra 'hemp' (canapa da fibra) e 'marijuana' (ad uso farmaceutico/ricreativo), in base al contenuto di THC (non più in base alla specie: Cannabis sativa/Cannabis indica) il quale, nella canapa da fibra, deve essere minore dello 0,3%; in caso contrario il prodotto viene classificato come marijuana e il suo possesso diviene automaticamente illegale.

Fortunatamente presso l'Università A&M del Texas è stato realizzato un dispositivo (scanner), che consente di determinare agevolmente il tenore in THC, durante le fasi finali del ciclo, circostanza che può consentire agli agricoltori di mettere in opera le tecniche colturali necessarie per ridurre il contenuto di cannabinoidi prima di giungere alla raccolta della produzione; lo stesso dispositivo può ovviamente essere utilizzato anche da parte delle forze dell'ordine texane per identificare piantagioni illegali di marijuana.

Come riferisce il Dott. Dmitry Kurouski, assistente di biochimica e biofisica al Collegio di Agricoltura e Scienze della Vita dell'Università A&M del Texas, 'sia le restrizioni federali che statali sulla canapa da fibra si sono attenuate negli anni recenti. Come risultato il valore della canapa è schizzato in alto'.

Come racconta il dottor Kurouski la messa a punto di uno scanner, in grado di identificare la presenza di THC, è stata possibile grazie all'iniziativa del suo collega dottor David Baltensperger, professore di scienza del suolo e delle colture presso la stessa università, il quale ha lavorato sia con agricoltori che con funzionari di polizia e quindi era in grado di bilanciare le rispettive esigenze, nella realizzazione di un efficiente sistema di misurazione del tetraidrocannabinolo.

L'equipe del laboratorio del dottor Kurouski aveva fatto precedentemente esperienza con una tecnica chiamata Spettroscopia Raman, (link una pagina del sito internet della società Mettler – Toledo: www.mt.com) utilizzandola per creare un test, veloce e non invasivo, per identificare le malattie delle piante e la composizione nutrizionale degli alimenti. Tale tecnica si avvaleva di luce laser per evidenziare le strutture interne ai materiali (in questo caso tessuti).

Tale sistema d'indagine, al di là del riferimento al raggio laser, è comunque sicuro. I tessuti, irraggiati con luce laser, la assorbono ed essa viene dispersa o diffusa mantenendo la stessa energia; tra i fotoni di luce incidente una quantità estremamente ridotta acquisisce una diversa frequenza (=Effetto Raman), che viene utilizzata per ricavare un'immagine del tessuto vegetale, che risulta unica, del tutto simile a un'impronta digitale. Basandosi su queste conoscenze ed esperienze il dottor Kurouski ha ritenuto che l'utilizzo della luce laser fosse il metodo più adatto per realizzare un veloce ed accurato test per la determinazione del parametro del THC, eventualmente contenuto nei tessuti della canapa da fibra. Mancava solo di trovare un modo per scansionare molte piante di canapa da fibra e marijuana.

Un componente del laboratorio di Kurouski, Lee Sanchez aveva avuto precedenti esperienze nell'utilizzo dello spettrografo Raman e così tocco a lui far le prove sperimentali, valutando molte piante di canapa da fibra e di marijuana. Per poter effettuare questa prova egli fece la spola tra il Texas e Denver, capitale del Colorado, poiché in quest'ultimo stato è legale l'utilizzo ricreativo e quindi la coltivazione della Marijuana. La coltivazione sperimentale è stata realizzata in vecchi edifici adibiti a serre improvvisate.

Come riferisce la fonte, una volta tornato in Texas Sanchez ha analizzato i dati insieme al dottorKurouski e ciò ha permesso loro di evidenziare sette regioni dello spettro della luce laser, che differivano leggermente tra le le varietà di marijuana e canapa da fibra utilizzate nella prova. La complessiva lettura di queste regioni dello spetto ha permesso di distinguere le varietà di canapa da fibra e marijuana con un'accuratezza del 100%.

Come ha riferito Kurouski: 'Conosciamo le piante dalla A alla Z, nei termini delle loro caratteristiche spettroscopiche distintive. Ma quando abbiamo visto tale immagine cristallina del THC, che appariva in un secondo di acquisizione spettrale, ciò è stato strabiliante.

Adesso l'obbiettivo dei ricercatori è di stabilire collaborazione con qualche industria per rendere il loro test disponibile per il pubblico; essi puntano a realizzare un analogo test anche per la determinazione del CBD (cannabidiolo), altro elemento critico nella produzione di canapa da fibra per evitare 'complicazioni' di natura legale, alle quali evidentemente i produttori agricoli non sono interessati.

La studio compiuto ha infine mostrato la possibilità di utilizzare lo scanner realizzato, anche per riconoscere le varietà di marijuana, permettendo poi di escludere quelle di peggiore di qualità, ai fini della coltivazione, negli stati confederali in cui essa è autorizzata.

Fonte/i: Olga Kuchment - Texas A&M University College of Agriculture and Life Sciences, 10 febbraio 2020

Autore dell'articolo: , 29 febbraio 2020

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