Motivo espansione foraggere nelle Marche, risp,plz

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giacomo r
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Motivo espansione foraggere nelle Marche, risp,plz

Messaggio da giacomo r » 17 set 2010 13:04

Ciao, tra i temi dell'esame di stato da agronomo nella facoltà di Agraria di Ancona nella 1° prova del 2007 chiedono il motivo dell'espansione delle colture foraggere nelle Marche negli ultimi anni dopo un periodo piuttosto lungo di marginalizzazione. A cosa è stato dovuto il periodo di abbandono della coltivazioni foraggere e come mai si sono riprese negli ultii anni nella nostra regione? Conoscete qualche articolo online sulle foraggere nelle Marche? Per favore, rispondetemi, se sapete qualcosa, ve ne sarei molto grato.
Ciao.
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Re: Motivo espansione foraggere nelle Marche, risp,plz

Messaggio da admin » 18 set 2010 13:20

Dato che lei manifesta una necessità di avere una rapida risposta, provo a risponderle già io (in attese di altri), provando a dire alcune cose, che spero non siano scontate.
Innanzitutto per quanto riguarda pubblicazioni sulle foraggere nelle Marche, mi vengono in mente ora come ora i dati ISTAT, provenienti dai censimenti, che mostrano le tendenze produttive negli anni scorsi: http://censagr.istat.it/dati.htm .
La produzione foraggera è vincolata all'attività zootecnica e quindi alla presenza dell'allevamento bovino, ovino, caprino ed equino, ma anche al fatto che rompere il suolo in collina ed in montagna, a parte la convenienza in calo a produrre poco di commodities sempre meno remunerate, comporta maggiori rischi di dissesti idrogeologici, in territori spesso franosi e vincolati.

Inoltre sempre dal punto di vista dei vincoli vi sono vincoli paesaggistici, che ostacolano la realizzazione di strutture per le aziende e rendono meno conveniente svolgere attività agricole, in parte forse anche per scelte di comuni che sembrano voler avvantaggiare il settore turistico a scapito di quello agricolo, con la possibile idea che ciò porti (sempre) un maggiore benessere sul territorio.

Sul lato del mercato delle colture: la ristrutturazione del settore bieticolo, un tempo molto diffuso potrebbe essere un altra delle cause dell'espansione delle foraggere.
Inoltre nel dato foraggere bisognerebbe valutare l'incidenza dei prati stabili e pascoli, che comportano meno cure  e che in un agricoltura estensiva non sempre sono seguiti/falciati/pascolati con regolarità, particolarmente considerando che in presenza di molte terre disponibili (specie nelle zone alto collinari) per la coltivazione in rapporto alle aziende agricole in diminuzione, forse non vi è neanche la possibilità di coltivare in modo più intensivo tali terre.
Inoltre vi è stato un forte sviluppo dell'agricoltura biologica, che è stata incentivata dai PSR, così come l'agricoltura estensiva, il che significa più che altro zootecnia estensiva, dato che non poter usare fertilizzanti e a volte trattamenti chimici in terreni collinari (magari anche come scelta obbligata rispetto a vincoli di natura ambientale) incide, più che altrove, sulla redditività di colture come i cereali, il cui prezzo è negli ultimi anni sceso molto (quest'anno è in rialzo il prezzo del grano e vedremo cosa cambierà).
Da questo punto di vista vi sono state anche iniziative per valorizzare i cereali coltivati con metodo biologico (tramite accordi di filiera), che oltre a mantenere la ceralicoltura in un territorio in cui un tempo era molto diffusa, anche per questo contribuiscono a mantenere l'estetica del paesaggio agrario e quindi in questo contesto potrebbero essere un'alternativa alla foraggicoltura.
Quindi potrebbe essere utile una maggiore divulgazione di opportunità di questo tipo, ma anche forse avere sempre delle chiare scelte di programmazione per evitare che gli agricoltori si trovino ad operare in un territorio avverso, in cui non vi siano più le condizioni per svolgere un'attività che invece conferisce un qualcosa di caratterisitico al paesaggio per un turismo, che dove esiste si avvale molto, a mio modo di vedere, della componente estetica fornita al paesaggio dall'agricoltura e dalla pastorizia.
In definitiva tra le motivazioni dello sviluppo delle foraggere contano secono me anche scelte di programmazione effettuate localmente.
Altro fattore da valutare potrebbe essere nella eventualmente maggiore  presenza localmente di opportunità per la trasformazione lattiero-casearia del latte (es. di pecora), rispetto a opportunità di collocare il prodotto di colture ceralicole convenzionali ad un prezzo conveniente.
Infine per quanto riguarda il girasole, possibile coltura alternativa, un tempo molto coltivato per l'olio, adesso è vincolato agli eventuali sviluppi del settore bio-energetico.
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Re: Motivo espansione foraggere nelle Marche, risp,plz

Messaggio da giacomo r » 20 set 2010 22:52

La ringrazio veramente per la chiara spiegazione. Se ha voglia e tempo, potrebbe dirmi quali sono le specie foraggere più diffuse nelle Marche, in quali zone pedoclimatiche solitamente vengono coltivate e quali possono essere le prospettive per le colture foraggere nel nostro territorio? Se non ha voglia di rispondere a tutte e 3 le domande, per favore, almeno alle prime due, che non penso ci voglia una risposta lunga. La ringrazio di nuovo in anticipo per la disponibilità.
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Re: Motivo espansione foraggere nelle Marche, risp,plz

Messaggio da admin » 21 set 2010 21:40

Non conosco tutto il territorio marchigiano, ma orientativamente le colture più diffuse in collina sono la medica e forse il trifoglio violetto, oppure prati permanenti di graminacee.
Se uno vuole diversificare (visto che si parla tanto di biodiversità agraria) potrebbe provare anche la lupinella e la sulla, che si adattano molto alle condizioni molte pendici aride e/o franose (e sono anche belle esteticamente); la lupinella ha il problema che a volte cresce un pò tanto e tende ad allettare divenendo poi difficile da falciare, entrambe poi hanno un pò di problemi con in ristagni di umidità (pianura, fondovalli).
Mi pare vi sia scarso utilizzo del trinciato di mais, che penso sia più adatto per l'allevamento da latte.

Una buona traccia mi pare questo documento che ho trovato tramite google:
http://pabs.assam.marche.it/progetti/di ... aggere.pdf

un recentissimo progetto dell'Agenzia di Sviluppo agricolo ASSAM, insieme con l'Università Politecnica delle Marche 'PABS' dove questa sigla sta per Piano di Azione Bieticolo-saccarifero ed è collegato alla riconversione a colture cerealicole delle zone ex-bieticole: 'La diversificazione colturale in aree precedentemente dedicate alla bieticoltura: diffusione di colture da granella (soia, cece, cicerchia, sorgo) e da foraggio (mais e sorgo da insilato, erba medica, erbai autunno primaverili) come materie prime per la zootecnia'.
Ultima modifica di admin il 21 set 2010 22:19, modificato 1 volta in totale.
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Re: Motivo espansione foraggere nelle Marche, risp,plz

Messaggio da giacomo r » 28 set 2010 11:51

Grazie mille per l'aiuto, non potevo trovare una spiegazione più chiara.
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