Comunicato CNR: 'Val Padana, la nebbia si dimezza'

Questo è un forum di lettura, ma è possibile anche inserirvi messaggi, sui seguenti argomenti:

Agronomia generale, chimica e microbiologia del terreno, tecnica dell'irrigazione, idraulica, meccanica, meccanizzazione agricola, genetica, tecnica delle coltivazioni agricole ed ornamentali floricole, novità recenti sulle organizzazioni di mercato delle colture (OCM).
Bloccato
Avatar utente
admin
YaBB Administrator
YaBB Administrator
Messaggi: 967
Iscritto il: 01 gen 1970 02:00
Località: Rome

Comunicato CNR: 'Val Padana, la nebbia si dimezza'

Messaggio da admin » 12 dic 2014 04:54

Val Padana, la nebbia si dimezza

Studio sulla frequenza e contenuto di inquinanti della nebbia in Val padana

I dati di uno studio condotto dall’Istituto di scienza dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Bologna, pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Environment, confermano che la nebbia in Val Padana è diminuita della metà

Dai primi anni ’90 ad oggi, sono diminuiti di circa il 50% gli episodi di nebbia, si è abbassata la concentrazione di inquinanti in essa contenuta e ridotta di 10 volte l’acidità che oggi è prossima alla neutralità. Sono i primi risultati di uno studio ventennale, condotto dall’Istituto di scienza dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (ISAC-Cnr) di Bologna, pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Environme
nt.

La pianura padana è una delle aree più inquinate d’Europa; l’orografia del territorio favorisce, durante la stagione invernale, la stagnazione dell’aria intrappolando gli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera.

Con la nebbia, l’alta concentrazione di microscopiche goccioline di acqua riduce sensibilmente la visibilità, con pesanti ricadute su traffico e viabilità. “Le stesse goccioline agiscono, inoltre, come veri e propri assorbitori e concentratori degli inquinanti presenti nell’aria, che in tal modo sono più facilmente trasportati nell’atmosfera, depositati sulla vegetazione e inalati nelle nostre vie respiratorie”, spiega Sandro Fuzzi, ricercatore dell’Isac-Cnr e responsabile della ricerca.

Lo studio, in dettaglio, evidenzia una tendenza alla diminuzione della frequenza degli episodi di nebbia in Val Padana del 47%. Secondo i ricercatori tale diminuzione va di pari passo con l’aumento della temperatura dovuto al riscaldamento climatico.

“La notizia buona è che negli ultimi decenni anche la concentrazione di inquinanti nelle goccioline di nebbia si è parallelamente ridotta, di circa l’80%, riflettendo una riduzione delle emissioni dei principali inquinanti: anidride solforosa, ossidi di azoto, ammoniaca, rispettivamente del 90%, 44% e 31%, e”, aggiunge Fuzzi, “soprattutto sono diminuite le emissioni acidificanti portando l’acidità della nebbia in condizioni prossime alla neutralità.”

Addio alle nebbie acide in Val Padana quindi, a beneficio della vegetazione e dei beni artistici esposti alle intemperie? “Sembrerebbe di si”, continua Fuzzi, “tuttavia, persiste la presenza di componenti dannosi per la salute dell’uomo, in particolare per la presenza di un’elevata concentrazione di particelle carboniose”. Nelle goccioline d’acqua i ricercatori hanno infatti rilevato un contenuto medio di 1 mg per litro di particolato carbonioso originato da processi di combustione (riscaldamento domestico, combustione di legna e residui agricoli, produzione di energia, traffico).

L’Organizzazione mondiale della sanità ha da tempo dato l’allarme sui possibili effetti di questi composti che potrebbero essere responsabili delle affezioni respiratorie e cardiovascolari e, in alcuni casi, di insorgenza di tumori.


Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) del consiglio nazionale delle ricerche - Roma, 27 novembre 2014

Comunicato stampa inviato da Ufficio stampa CNR, il 27/11/2014
Bloccato

Torna a “Agronomia, coltivazioni, produzioni agricole | News, articoli”