Dichiarazioni di Coldiretti e Confagricoltura sulla Sentenza della Corte di Giustizia della UE riguardo la mutagenesi

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Dichiarazioni di Coldiretti e Confagricoltura sulla Sentenza della Corte di Giustizia della UE riguardo la mutagenesi

Messaggio da admin » 29 set 2018 15:33

(1) CORTE UE: COLDIRETTI, SERVE PRECAUZIONE ANCHE PER NUOVI OGM

Lo studio e l’impiego di ogni nuova tecnologia che aiuta ad esaltare la distintività del nostro modello agroalimentare, il made in Italy e i suoi primati di biodiversità, possono essere approfonditi e valutati solo nel rispetto del principio di precauzione, della sostenibilità ambientale, del libero accesso al mercato, della reversibilità e della necessità di fornire una risposta alle attese dei consumatori. E’ quanto afferma Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti, nel commentare la sentenza della Corte di Giustizia dell’UE nella quale afferma che gli organismi ottenuti tramite tecniche di mutagenesi, che sono comprese nel più ampio mondo delle nuove tecniche di selezione vegetale (NBTs), rientrano, in linea di principio, nell’ambito di applicazione della direttiva sugli OGM e sono soggetti agli obblighi previsti da quest’ultima.

Anche le nuove tecniche dunque – sottolinea la Coldiretti - non possono essere esonerate da un esame approfondito dei rischi ai fini dell’emissione deliberata nell’ambiente e dell’immissione in commercio in quanto simili a quelle della transgenesi dato che consentono di ottenere varietà “ad un ritmo ed in quantità non paragonabili a quelle risultanti dall’applicazione di metodi tradizionali” ed occorre “evitare gli effetti negativi sulla salute umana e l’ambiente e violare il principio di precauzione”. La Corte di Giustizia infatti – precisa la Coldiretti - esclude dall’applicazione della disciplina in materia di OGM soltanto le tecniche e i metodi di mutagenesi "che sono stati tradizionalmente utilizzati per varie applicazioni e la cui sicurezza è stata provata da molto tempo".

Spetterà agli Stati membri, al fine di promuovere le ricerche nel campo del miglioramento genetico e rendere disponibili agli agricoltori varietà vegetali resistenti ad insetti o a condizioni climatiche avverse, valutare – spiega la Coldiretti - la natura tradizionale delle applicazioni e l’osservanza di elevati livelli di sicurezza comprovando un precedente impiego risalente nel tempo.

Ad oggi sono rimasti solo due Paesi a coltivare i vecchi organismi geneticamente modificati nell’Unione Europea dove si registra anche nel 2017 un ulteriore calo della superficie coltivata del 4%, secondo le elaborazioni Coldiretti sulla base dell’ultimo rapporto ISAAA dai quali si evidenzia che in Europa sono stati seminati a biotech appena 131.535 ettari rispetto ai 136.363 dell’anno precedente. Nel 2017 infatti – conclude la Coldiretti – le colture ogm sopravvivono nell’Unione Europea solo in Spagna (124.227) e Portogallo (7.308) dove tuttavia si registra una riduzione delle semine del mais MON810, l’unico coltivato.

Comunicato stampa n.619 del 25 Luglio 2018, di Coldiretti - Relazioni Esterne


(2) Ogm, Confagricoltura: Sorpresi per la sentenza Corte di Giustizia Ue su mutagenesi. Dalle nuove biotecnologie effetti positivi per la salvagurdia delle nostre produzioni

“Siamo profondamente sorpresi per l’odierna sentenza della Corte di Giustizia dell’UE che, ribaltando il parere depositato a gennaio dall’avvocatura generale, ha stabilito come in linea di principio gli organismi ottenuti mediante nuove tecniche di mutagenesi siano Ogm. E in quanto tali soggetti agli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria in materia”. Questo il commento di Confagricoltura sul pronunciamento della Corte di Giustizia europea sulla mutagenesi.

“Si tratta di una tecnica innovativa in continua evoluzione – rimarca l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - dalla cui applicazione, utilizzata anche dai ricercatori italiani, possono derivare risultati positivi per la salvaguardia delle nostre produzioni”.

Queste nuove biotecnologie, a parere di Confagricoltura, possono, infatti, contribuire alla riduzione degli sprechi alimentari, a garantire una produzione alimentare sostenibile, a tutelare le nostre produzioni tipiche, oggi minacciate da malattie di difficile controllo, in continua evoluzione, e dai cambiamenti climatici.

“La sentenza della Corte – prosegue L’Organizzazione - tracciando di fatto una distinzione netta tra tecniche tradizionali ed innovative che penalizza queste ultime, non considera come Ogm gli organismi ottenuti da mutagenesi attraverso tecniche utilizzate convenzionalmente e con una lunga tradizione di sicurezza. Viene affidata però agli Stati Membri la facoltà di includerli ugualmente tra gli Ogm; aprendo così la strada verso possibili disparità tra Paesi membri”.

“E’ una sentenza che richiede una riflessione politica attenta, che magari – auspica concludendo Confagricoltura – porti ad un ripensamento complessivo della direttiva n. 2001/18 del Parlamento europeo e del Consiglio.”

Comunicato di Gabriella Bechi - Capo Ufficio stampa e Direttore Responsabile Mondo Agricolo - Area Comunicazione di Confagricoltura, 25 luglio 2018


(3) Mutagenesi, Confagricoltura: "Critiche alla sentenza della Corte di Giustizia UE anche da Francia e Spagna"

Continua a far discutere la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha stabilito, in linea di principio, che gli organismi ottenuti mediante nuove tecniche di mutagenesi rientrano nella sfera di applicazione della direttiva europea in materia di OGM.

Per criticare la sentenza della Corte di Giustizia della UE - rende noto la Confagricoltura - è scesa in campo pure la Fnsea, la principale Organizzazione delle imprese agricole francesi.

In un comunicato, sottoscritto anche dalle associazioni dei produttori di grano, mais, bietole e proteoleaginose, si sottolinea che la sentenza avrà "pesanti conseguenze per i consumatori e per gli agricoltori. Un'agricoltura carente sotto il profilo delle innovazioni varietali non potrà far fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico e rispondere alle attese dei consumatori, che sollecitano il settore agricolo a ridurre l'utilizzo di prodotti fitosanitari".

Critiche anche dal mondo agricolo spagnolo, con l'Asaja (Associazione dei giovani agricoltori) che ha posto in risalto che “l’Europa perderà competitività, dato che altri blocchi di paesi sviluppati o di paesi in via di sviluppo, stanno avanzando con queste tecnologie, mettendo a disposizione degli agricoltori i risultati che ottengono. I concorrenti diretti dell’Ue sui mercati internazionali, come gli Stati Uniti e la Cina, stanno lavorando intensamente sulla mutagenesi”.

Anche Confagricoltura ha preso posizione, esprimendo "profonda sorpresa" per la sentenza della Corte di Giustizia europea che penalizza le nuove tecnologie le quali, invece, possono contribuire alla riduzione degli sprechi alimentari, a garantire una produzione alimentare sostenibile, a tutelare le nostre produzioni tipiche, oggi minacciate da malattie di difficile controllo, in continua evoluzione, e dai cambiamenti climatici.

Comunicato stampa di Confagricoltura - Area comunicazione, 30 luglio 2018
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