MIPAAFT: La pratica rurale dell'arte dei muretti a secco patrimonio culturale immateriale UNESCO

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MIPAAFT: La pratica rurale dell'arte dei muretti a secco patrimonio culturale immateriale UNESCO

Messaggio da admin » 28 nov 2018 18:23

CENTINAIO: RISULTATO CHE CONFERMA IMPORTANZA DEI VALORI DELL’AGRICOLTURA

La pratica rurale dell’arte dei muretti a secco - appartenente a Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna e Svizzera - è stata iscritta nella lista degli elementi dichiarati patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La decisione è stata approvata all'unanimità dai 24 Stati membri del Comitato, riuniti a Port Louis.

È la seconda volta, dopo la pratica tradizionale della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, che viene attribuito questo riconoscimento a una pratica agricola e rurale.

“Ancora una volta i valori dell’agricoltura sono riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli – commenta il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, sen, Gian Marco Centinaio - Il nostro Paese si fonda sull’identità. I nostri prodotti agroalimentari, i nostri paesaggi, le nostre tradizioni e il nostro saper fare sono elementi caratterizzanti della nostra Storia e della nostra cultura. Non è un caso quindi che, dei 9 elementi italiani riconosciuti dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità, ben 4 appartengano al patrimonio rurale e agroalimentare. Un risultato che conferma l’importanza di questo comparto nel nostro Paese e quanto sia fondamentale, come Governo e come cittadini, non dimenticare mai le nostre radici. Ecco perché è necessario continuare a investire nella promozione e nella valorizzazione, anche a livello internazionale, delle nostre produzioni agroalimentari e dei nostri territori.”

Nel 2010 la Dieta Mediterranea è stata iscritta come primo elemento culturale al mondo a carattere alimentare nella lista Unesco; nel 2014 il riconoscimento della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, primo elemento culturale al mondo di carattere agricolo riconosciuto dall’Unesco; nel 2017 è stata la volta de “L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano”.

La candidatura della pratica rurale dell’arte dei muretti a secco è stata portata avanti dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo in sinergia con il MAECI e con la Commissione nazionale Unesco.

Comunicato stampa del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo (MIPAAFT), del 28 novembre 2018


Sullo stesso argomento è stato inviato un comunicato stampa anche dalla Coldiretti e pubblicato di seguito:

UNESCO: COLDIRETTI, TUTELA MURETTI A SECCO CONTRO DISSESTO

Un giusto riconoscimento a una tradizione che in Italia unisce da nord a sud la Valtellina e la Costiera amalfitana, Pantelleria con le Cinque terre e in Puglia il Salento e la Valle d'Itria, realizzata e conservata nel tempo grazie al lavoro di generazioni di agricoltori impegnati nella lotta al dissesto idrogeologico provocato da frane, alluvioni o valanghe. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per l’iscrizione dell' “Arte dei muretti a secco” nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell'umanità dall’Unesco sulla base della candidatura avanzata dall'Italia con Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

La tecnica del muretto a secco – spiega la Coldiretti - riguarda la realizzazione di costruzioni con pietre posate una sull'altra senza l'utilizzo di altri materiali se non un po’ di terra. La stabilità delle strutture è assicurata dall'attenta selezione e posizionamento dei sassi. Questi manufatti, diffusi per la maggior parte delle aree rurali e su terreni scoscesi, hanno modellato numerosi paesaggi, influenzando modalità di agricoltura e allevamento, con radici che affondano nelle prime comunità umane della preistoria. I muretti a secco – sottolinea la Coldiretti - svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle frane, delle inondazioni e delle valanghe e nella lotta all'erosione e alla desertificazione della terra, aumentando la biodiversità e creando condizioni microclimatiche adeguate per l'agricoltura in un rapporto armonioso tra uomo e natura.

La tutela Unesco dei muretti a secco – evidenzia la Coldiretti - è di fatto il riconoscimento del ruolo degli agricoltori nella difesa del territorio in una situazione in cui l’ultima generazione è responsabile della perdita in Italia di oltre ¼ della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico.

Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono – sottolinea la Coldiretti – i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più violente e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Il risultato – sostiene la Coldiretti – è che sono saliti a 7.275 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l’Italia – conclude la Coldiretti – deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola.

Comunicato stampa di Coldiretti - Relazioni Esterne n. 963, del 28 novembre 2018
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