Nel Lazio è emergenza per il fotovoltaico a terra, come segnalava ItaliaNostra il 22 febbraio scorso (2019)

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Nel Lazio è emergenza per il fotovoltaico a terra, come segnalava ItaliaNostra il 22 febbraio scorso (2019)

Messaggio da admin » 09 mag 2019 16:51

EMERGENZA FOTOVOLTAICO A TERRA

Il 25 febbraio audizione alla Regione Lazio



Italia Nostra denuncia la proliferazione incontrollata di mega impianti fotovoltaici a terra in aree a vocazione agricola del Lazio. Una escalation di autorizzazioni che rischia di compromettere zone dove il paesaggio rurale preindustriale si era miracolosamente salvato e sottrarre suolo ricco di biodiversità alle generazioni future, impoverendo il capitale naturale e compromettendo potenzialità turistiche. Di questo si parlerà nell’audizione pubblica alla Regione Lazio il 25 febbraio con in nostri rappresentanti dei territori.

Ecco il bollettino di guerra nel Lazio: a Latina un mega impianto con una potenza di picco di 10.5 MW; a Pian di Vico a Tuscania un impianto che si estenderà per 250 ettari; in Sabina a Castel Nuovo di Farfa (località Cappella) 3.4 MGW un progetto con estensione di 7,5 ettari e potenza di 3,6 MWp; a Montalto di Castro, un impianto da 85 MWp, descritto come il secondo più esteso al mondo; a Canino, un impianto grande quanto il centro storico della cittadina.

Sul tema delle energie rinnovabili, Italia Nostra ha ripetutamente sottolineato che la collocazione più idonea per simili impianti siano i tetti di capannoni industriali, di abitazioni residenziali fuori dai centri storici, sulle serre, etc. etc. Questa visione è condivisa da una parte delle istituzioni e da molti comitati che si battono contro la proliferazione indiscriminata dei pannelli solari su terreno agricolo.

Con il d.lgs. 387/2003 l’Italia si è prefissata lo scopo di incrementare la quota minima di elettricità prodotta da fonte rinnovabile, in sintonia con gli obiettivi previsti dalla direttiva comunitaria 2001/77/CE. Detta priorità, se giustifica un sacrificio parziale del paesaggio per venire incontro ad altri interessi di pari rilevanza, quali l'ambiente e la tutela della salute (leggasi riduzione dell’inquinamento), in ogni caso impone di stabilire un limite alla proliferazione, individuando aree agricole non idonee all’installazione di pannelli solari a terra. Ancora più esplicita la sentenza del Consiglio di Stato, sez. IV, n. 1274/2016, con la quale si precisa che la realizzazione di impianti in zona agricola sia solo una delle possibilità da valutare, tenendo conto anche della tutela del patrimonio culturale e del paesaggio rurale.

In assenza dell’individuazione da parte della Regione Lazio delle aree non idonee al fotovoltaico (ai sensi delle linee guida contenute nel D.M. 10-09-2010), si sta determinando un incontrollato sviluppo di impianti a terra, la cui proliferazione, per effetto del regime autorizzatorio semplificato, sta generando importanti impatti sul paesaggio.

Italia Nostra chiede la chiara individuazione delle aree non idonee e, tra queste, indica prioritariamente: le zone vincolate; i parchi le riserve, i monumenti naturali e i siti della rete natura 2000 e le loro potenziali zone di incidenza; la aree DOP; le aree IGP; le aree con specifico interesse agrituristico; le zone agricole ricomprese nel PTPR in approvazione alla voce “Paesaggio agrario di rilevante valore” e “Paesaggio agrario di valore; le zone agricole interessate dalle visuali dai centri storici.

Mariarita Signorini
Presidente nazionale di Italia Nostra


Ebe Giacometti
Vice Presidente nazionale di Italia Nostra

Comunicato stampa 'Emergenza Fotovoltaico / Italia Nostra', dell'Ufficio stampa Italia Nostra, inviato da Flavia Corsano, il 22 febbraio 2019
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