Alcune dichiarazioni delle confederazioni agricole riguardo la peste suina in Belgio

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Alcune dichiarazioni delle confederazioni agricole riguardo la peste suina in Belgio

Messaggio da admin » 29 set 2018 17:21

(1) UE: COLDIRETTI, SUBITO STOP AD IMPORT DA BELGIO CON PESTE SUINA

Subito etichetta obbligatoria d’origine su tutti i salumi

Occorre uno stop immediato alla carne di maiale importata dal Belgio dopo la scoperta di due casi di peste suina africana rilevati dalle autorità sanitaria belghe nella città di Etalle, a circa dieci chilometri dalla Francia. A chiederlo è la Coldiretti nel sottolineare la necessità di adottare misure urgenti per tutelare gli allevamenti nazionali e garantire al consumatore la fornitura di carni provenienti da animali sani. Tra l’altro – sottolinea Coldiretti – l’Italia importa dal Belgio suini vivi e carni fresche e lavorate per un valore di oltre 52 milioni, in crescita nel 2017 del 4% rispetto all’anno precedente.

Dopo la scoperta l’Autorità per la sicurezza alimentare del Belgio (Afsca) si è subito attivata con i ministeri competenti per stabilire misure d’urgenza per evitare l’estendersi della malattia agli animali allevati. Francia e Lussemburgo hanno già chiesto misure di protezione allertando i propri servizi di sicurezza alimentare e i ministeri competenti anche in considerazione del fatto che il Belgio mantiene in questo momento lo status di “indenne da malattia” per quanto riguarda gli allevamenti suinicoli e non è dunque sottoposto ad alcun vincolo.

“Ma l’allarme scattato in Belgio conferma ancora una volta – dichiara il vicepresidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini - la necessità di introdurre subito l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti i salumi e i prodotti trasformati, che abbiamo più volte chiesto alle istituzioni, in una situazione che vede oggi due prosciutti su tre venduti in Italia provenienti dall’estero. Ma occorre anche togliere il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione pubblica delle aziende che importano prodotti per consentire interventi rapidi e mirati”.

La peste suina africana – ricorda la Coldiretti - è una malattia virale contagiosa che colpisce suini e cinghiali, ma non gli esseri umani. Questo virus può essere trasmesso facilmente da un animale all'altro attraverso stretti contatti tra individui, o con attrezzature contaminate (camion e mezzi con cui vengono trasportati gli animali, stivali, ecc.) o attraverso resti di cibo che trasportano il virus e abbandonati dall'uomo. Considerata dunque la facilità di trasmissione – conclude Coldiretti – il rischio che il contagio possa essere esteso agli allevamenti italiani rappresenterebbe un gravissimo danno economico per le imprese e per la pubblica amministrazione, con costi di decine di milioni di euro per procedere ai necessari interventi di prevenzione.

Comunicato stampa n.734 del 14 Settembre 2018, di Coldiretti - Relazioni Esterne


(2) Casi di peste suina in Europa, Confagricoltura: "I vettori sono i cinghiali". Attivare misure di sicurezza dell'EFSA

“I nuovi casi di peste suina che si stanno manifestando in diversi Stati membri europei sono un serio problema che per ora non coinvolge l’Italia e le sue produzioni di prosciutti, salumi ed insaccati di eccellenza. Bisogna però porre in essere tutte le misure di controllo e prevenzione necessarie”. Lo sottolinea Confagricoltura che ricorda come la peste suina sia trasmessa anche dai cinghiali, così come evidenziato dal parere scientifico del rapporto dell’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) del 12 giugno scorso.

“L’attuale sovrabbondanza degli ungulati e di numerose altre specie di animali selvatici, di cui si è perso il controllo per numero e diffusione, sta causando seri danni all’ambiente, all’agricoltura ed alla sicurezza delle persone e delle strade – pone in evidenza Confagricoltura -. Ormai è chiaro che può causare pure rischi alimentari e, anche in tal senso, va controllata e gestita. L’attenzione quindi va altresì indirizzata verso la legislazione alimentare”.

Confagricoltura chiede l’immediata attivazione, nel nostro Paese, delle misure preventive più efficaci, prevista dall’ EFSA, per contenere il rischio di propagazione dell’epidemia, ovvero piani coordinati di prelievo selettivo. Lo studio dell’Autorità europea riporta come tale tecnica - dove è stata applicata - abbia ridotto il numero dei cinghiali dell’80% e, conseguentemente, abbia pure limitato il pericolo di diffusione dell’epidemia.

Per garantire una più efficace e capillare prevenzione, attraverso il modello EFSA, è necessario disporre di molte persone ad essa dedicata. Per questo Confagricoltura chiede da tempo che siano autorizzati gli stessi agricoltori come coadiutori nei piani di abbattimento. Gli agricoltori sono distribuiti su tutto il territorio e possono contribuire attivamente ed efficacemente al controllo della popolazione delle specie selvatiche.

Comunicato stampa di Confagricoltura - Area comunicazione, 19 settembre 2018


(3) Casi di peste suina in Europa, Giansanti (Confagricoltura): "Bene il programma di azioni indicato dal ministro Centinaio"

“Apprezziamo che il governo abbia innalzato il livello di attenzione, allertato le autorità sanitarie territoriali ed indicato rigorose misure preventive da porre in essere, con controlli, monitoraggi ed interventi per far sì che il nostro Paese rimanga indenne dai casi di peste suina riscontrati in Repubblica Ceca e Belgio”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in relazione all’intervento alla Camera del ministro per le Politiche agricole ed il Turismo Gian Marco Centinaio.

“I nuovi casi di peste suina che si stanno manifestando in diversi Stati membri europei sono un serio problema che, per ora, non coinvolge l’Italia e le sue produzioni di prosciutti, salumi ed insaccati di eccellenza – ha evidenziato il presidente di Confagricoltura -. Bisogna subito porre in essere tutti gli sforzi per salvaguardare i nostri allevamenti ed i nostri prodotti”.

Il ministro Centinaio ha ricordato che la diffusione della malattia è favorita dal contatto tra popolazioni animali domestiche e selvatiche e che vanno poste in essere azioni concrete volte al contenimento delle specie selvatiche, “tanto più che i danni causati dal cinghiale sono già da tempo, e ben prima della peste suina, un grave problema conosciuto dal comparto agricolo”. Ha quindi sottolineato che la gestione della fauna selvatica va condotta “con piani di ampio respiro” ed ha annunciato la costituzione di un tavolo tecnico interministeriale con i dicasteri Ambiente e Salute e proposte di modifica, di concerto con le regioni, alla legge 157/92 sulla caccia.

“L’importante è attivare immediatamente i piani coordinati di prelievo selettivo degli ungulati – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Un recente studio dell’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) riporta come tali interventi, dove sono stati applicati, abbiano ridotto il numero dei cinghiali dell’80% e, conseguentemente, abbiano pure limitato il pericolo di diffusione dell’epidemia”. Concetto peraltro ripreso della nuova strategia dell’Unione europea per il controllo della diffusione della malattia.

Per garantire una più efficace e capillare prevenzione, attraverso il modello EFSA, è necessario disporre di molte persone ad essa dedicata. Per questo Confagricoltura ha chiesto che siano autorizzati gli stessi agricoltori come coadiutori nei piani di abbattimento. “Gli agricoltori sono distribuiti su tutto il territorio e possono contribuire attivamente ed efficacemente al controllo della popolazione delle specie selvatiche”.

Comunicato stampa di Confagricoltura - Area comunicazione, 29 settembre 2018
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