Una vicenda di cronaca ci riporta alla vita dei pastori

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Diritto agrario, l'accesso a sovvenzioni e agevolazioni, lavoro in agricoltura, pari opportunità, imprenditoria femminile, economia agraria, statistica agricola, politiche comunitarie.

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Una vicenda di cronaca ci riporta alla vita dei pastori

Messaggio da admin » 26 apr 2015 22:13

Chi frequenta i social-network si sarà forse imbattuto nel video girato ai follower con l'hashtag #macerata, da un gruppo di animalisti e diffuso dalla trasmissione 'Striscia la notizia', che ci ha portato sulle montagne di Ussita, nel Parco dei Sibillini, dove la primavera, si vede, è anche un pò in ritardo.

Ecco di seguito i link, rispettivamente, al video di Mediaset diffuso dal gruppo animalista e un articolo del giornale online 'CronacheMaceratesi':

- https://twitter.com/Animalisti_FVG/stat ... 3471407104

- http://www.cronachemaceratesi.it/2015/0 ... ti/647657/

Senza entrare nel merito della vicenda c'è comunque da rimanere impressionati a vedere, nella realtà, le condizioni di lavoro dei pastori delle zone montane: le stalle scomode e mal strutturate in cui è svolto il lavoro quotidiano; situazioni che persistono in contesti in cui l'agricoltura è poco redditizia ma presidia il territorio abbandonato, dove sempre più gli animali selvatici, i lupi in particolare, si avvicinano agli ovili e alle case, rendendo la vita ancor più dura e problematica.

Il video proposto da questo articolo può fare impressione (ognuno ha le sue idee), ma probabilmente pochi conoscono davvero l'agricoltura da vicino e il suo complesso contesto normativo (qui si fa riferimento alle normative sul benessere degli animali) che è difficilmente applicabile in modo uguale ovunque senza, in tal modo, portare l'agricoltura marginale (piccole aziende che resistono nelle zone più povere) fuori da quella soglia di convenienza economica, che mantiene la presenza umana su territori altrimenti abbandonati, popolati quasi solo da anziani, dove l'affezione al posto prevale a volte sulla stessa convenienza economica e dove l'assistenza tecnica, strumento importantissimo nell'agricoltura moderna, non è in genere accessibile.

Il paradosso di tutto ciò è che le sovvenzioni della politica agricola europea di sviluppo rurale sarebbero finalizzate a mantenere vive agricoltura e allevamento particolarmente nelle zone collinari e montane, ma ciò pare contraddetto dall'evidenza di tante situazioni in cui agricoltori e allevatori di grosse mandrie e greggi non possano agevolmente realizzare nuove stalle, o migliorarle (probabilmente per mancanza di sussidi specifici, o di supporto tecnico per renderli disponibili, o chissà magari anche per vincoli paesaggistici), strutture necessarie per tenere in piedi l'economia agricola montana ed il relativo paesaggio che molti affascina.

Quello che si evidenzia è invece il fiorire di bandi di sovvenzione per attività presuntamente agricole, che in alcuni contesti sono comunque solo folkloristiche e di promozione turistica (es. le fattorie didattiche), le quali difficilmente si accostano alla realtà produttiva agricola, dove invece di solito si consiglia di tenere lontani i bambini, perché vi sono attrezzature pericolose, i ritmi produttivi sono alti e quindi anche i rischi di infortuni e i pericoli.
Nei contesti produttivi agricoli la presenza dei giovani è comunque simpatica ed educativa, però prima viene l'attività agricola. Questo aspetto è stato compreso proprio dalle più recenti politiche agricole comunitarie, che ora fanno riferimento all'importante figura dell'Agricoltore Attivo, come soggetto destinatario degli incentivi economici e questo aspetto può far meglio sperare per il futuro.

L'agricoltura che piace dei campi dorati di grano, o la pastorizia dei pascoli pieni di pecore, celano infatti il lavoro svolto necessariamente con continuità quotidiana e finalizzato alla produttività e/o morte degli animali allevati, che poi genera il reddito agricolo, tramite le produzioni, anche promosse come tipiche locali, delle quali poi molti si vantano perchè collegate alle proprie origini (agricole e pastorali).

Prima della città c'era la campagna e tutti, o quasi erano lì a fare qualcosa, finché ciò rendeva. Poi per molti ha prevalso l'interesse a guadagnare dippiù spostandosi verso le città, ma tanti ancora ricordano come si viveva nel territorio agricolo dove il paesaggio era spesso ammirato dopo giornate di duro lavoro; essi riescono forse a capire, nel loro reale contesto, anche le burrascose vicende come quella raccontata in questi giorni dalla cronaca locale marchigiana e nazionale.

Luca Federico Fianchini

Tutte queste considerazioni (molte), lasciano necessariamente da parte aspetti importanti di questa vicenda, sotto l'aspetto dei dettagli di cronaca, sotto l'aspetto umano, dei diritti della persona, dell'etica giornalistica, comunque ben compresi e spiegati, con maggiore riferimento al contesto del fatto, dall'autore di quest'ultimo articolo (un giornalista), pubblicato il 25 aprile da CronacheMaceratesi (http://www.cronachemaceratesi.it/) ed a cui è utile fare riferimento:

LINK: http://www.cronachemaceratesi.it/2015/0 ... vo/649180/


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