Criminalità: Coldiretti/Eurispes, mappa territorio da sud a nord

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Criminalità: Coldiretti/Eurispes, mappa territorio da sud a nord

Messaggio da admin » 29 mag 2016 22:35

CRIMINALITA’: COLDIRETTI/EURISPES, MAPPA TERRITORIO, DA SUD A NORD

L’intensità dell’associazionismo criminale è elevata nel Mezzogiorno, ma emerge con chiarezza come nel Centro dell’Italia il grado di penetrazione sia forte e stabile e particolarmente elevata in Abruzzo ed in Umbria, in alcune zone delle Marche, nel Grossetano e nel Lazio, in particolar modo a Latina e Frosinone. Anche al Nord il fenomeno presenta un grado di penetrazione importante in Piemonte, nell’Alto lombardo, nella provincia di Venezia e nelle province romagnole lungo la Via Emilia. E’ quanto emerge dell’Indice di Organizzazione Criminale (IOC) elaborato dall’Eurispes nell’ambito del quarto Rapporto Agromafie con Coldiretti e l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare che si fonda su 29 indicatori specifici e rappresenta la diffusione e l’intensità, in una data provincia, del fenomeno dell’associazione criminale, in considerazione delle caratteristiche intrinseche alla provincia stessa e di conseguenza sia di eventi criminali denunciati sia di fattori economici e sociali. In regioni quali la Calabria e la Sicilia si denota un grado di controllo criminale del territorio pressoché totale, al pari della Campania (sia pur con minore intensità nell’entroterra avellinese e beneventano). Tale risultanza, purtroppo non particolarmente sorprendente, riflette la forza e l’estensione di organizzazioni quali la ‘Ndrangheta, la Mafia e la Camorra. Il grado di controllo e penetrazione territoriale della Sacra Corona Unita in Puglia, invece, pur mantenendosi significativamente elevato, risulta inferiore che altrove così come in Sardegna, regione dove all’elevata intensità dell’associazionismo criminale non corrisponde di pari grado l’egemonia di un’unica organizzazione. In Sicilia l’unica provincia non caratterizzata da un Indice IOC alto è stata Messina, mentre sul restante territorio i valori sono significativamente elevati, in particolar modo nelle zone meridionali ed orientali dell’Isola (Ragusa: 100,0; Caltanissetta: 69,4; Catania: 57,5; Siracusa: 49,2; Enna: 48,4). Anche il complesso delle province calabresi risulta profondamente soggetto all’associazionismo criminale, a partire da Reggio Calabria (99,4) fino alle restanti province (Vibo Valentia: 65,3; Crotone: 58,4; Catanzaro: 55,3; Cosenza: 47,3). Il grado di diffusione criminale in Campania è elevato sia nel capoluogo (Napoli: 78,9) che a Caserta (68,4) e Salerno (44,3), ma è inferiore nell’entroterra. Si denota una forte presenza di tipo associazionistico anche sul versante adriatico (Pescara: 71,4; Foggia: 67,4; Brindisi: 51,6), nel basso Lazio (Frosinone: 49,3; Latina: 43,3) e in Sardegna (Nuoro: 46,3; Sassari: 45,9). Infine, non devono sorprendere, in quanto fondamentalmente legati alle specifiche operazioni delle Forze di sicurezza nel territorio, i dati relativi a Perugia (55,9) e Imperia (54,3). Al di sopra della media nazionale, pari a 29,1, con un IOC medio-alto si collocano i territori che si trovano prevalentemente lungo la catena appenninica, sia in Meridione (Potenza: 42,9; Campobasso: 42,7; Avellino: 42,3; Benevento: 35,7) che in Italia centrale (Teramo: 31,5; L’Aquila: 31,2; Terni: 30,0) e lungo l’Appennino tosco-ligure (La Spezia: 38,7; Pistoia: 35,1). Elevata la numerosità delle province pugliesi: Barletta-Andria-Trani (40,9), Bari (40,9), Taranto (39,4) e Lecce (37,4). Sia pur con livelli inferiori alla media nazionale, è importante sottolineare come l’indicatore relativo alla provincia di Roma (26,7) possa essere considerato ad un livello medio-alto. Il livello medio-basso dell’IOC racchiude gran parte delle maggiori province del Centro e Nord Italia, quali Genova (23,4), Torino (18,8), Firenze (18,8), Milano (17,9), Bologna (15,2) e Brescia (14,9).

INDICE DI CRIMINALITA’: LA MAPPA DEL TERRITORIO

Province

Ragusa

100,0

Pistoia

35,1

Venezia

15,6

Reggio Calabria

99,4

Cagliari

34,7

Bologna

15,2

Napoli

78,9

Ancona

34,5

Brescia

14,9

Pescara

71,4

Gorizia

32,7

Ravenna

14,4

Caltanissetta

69,4

Teramo

31,5

Lucca

14,3

Caserta

68,4

L’Aquila

31,2

Forlì-Cesena

13,9

Foggia

67,4

Terni

30,0

Sondrio

13,8

Vibo Valentia

65,3

Viterbo

29,1

Varese

12,9

Crotone

58,4

Italia

29,1

Massa-Carrara

12,5

Catania

57,5

Trieste

27,9

Siena

12,1

Perugia

55,9

Ascoli Piceno

27,8

Verona

11,5

Catanzaro

55,3

Oristano

27,1

Pavia

11,1

Imperia

54,3

Grosseto

26,9

Padova

11,0

Brindisi

51,6

Alessandria

26,9

Reggio nell’Emilia

10,4

Frosinone

49,3

Roma

26,7

Cremona

10,3

Siracusa

49,2

Chieti

26,3

Mantova

9,4

Isernia

48,9

Novara

24,5

Udine

9,3

Enna

48,4

Savona

24,1

Modena

8,7

Palermo

47,5

Asti

24,0

Lodi

8,6

Cosenza

47,3

Prato

24,0

Piacenza

8,1

Nuoro

46,3

Arezzo

23,9

Parma

7,7

Sassari

45,9

Genova

23,4

Ferrara

6,4

Trapani

45,3

Macerata

23,3

Bergamo

5,9

Salerno

44,3

Verbano-Cusio-Ossola

22,7

Cuneo

5,7

Agrigento

43,4

Rimini

21,7

Como

5,6

Latina

43,3

Rovigo

21,3

Vicenza

4,6

Potenza

42,9

Livorno

20,2

Pordenone

3,0

Campobasso

42,7

Fermo

19,7

Bolzano

1,5

Avellino

42,3

Rieti

19,6

Belluno

0,9

Barletta-Andria-Trani

40,9

Vercelli

19,1

Trento

0,6

Bari

40,9

Biella

18,8

Treviso

0,5

Messina

40,6

Torino

18,8

Monza e della Brianza

0,1

Taranto

39,4

Firenze

18,8

Lecco

0,0

La Spezia

38,7

Milano

17,9

Carbonia-Iglesias

.

Lecce

37,4

Pesaro e Urbino

17,3

Medio Campidano

.

Matera

37,3

Pisa

17,1

Ogliastra

.

Benevento

35,7

Aosta

17,1

Olbia-Tempio

.

Fonte: Eurispes

Comunicato stampa di Coldiretti, n.°N.116 – 17 Febbraio 2016



Segue altro comunicato sullo stesso argomento (n.°117 del 17 Febbraio 2016):


FURTI: COLDIRETTI/EURISPES, SOS CAMPAGNE, DA LADRI POLLI A RAID OLIO

Dai ladri di polli ai raid criminali organizzati con furti di intere mandrie e carichi di extravergine, intere cantine di vino svuotate ma anche attrezzature e trattori fatti sparire su commissione da bande specializzate dei Paesi dell'Est. E' quanto è emerso alla presentazione del quarto Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare dal quale si evidenzia un salto di livello nei furti ai danni delle aziende agricole e degli allevamenti. La criminalità organizzata colpisce le campagne dove i coltivatori sono costretti a far scortare le proprie olive per difenderle dai raid criminali, ma sotto attacco sono anche gli alveari con le api lasciati incustoditi nei prati e gli animali al pascolo o nelle stalle tanto che vengono anche organizzate ronde tra agricoltori. Per combattere i furti sono entrate in gioco anche le nuove tecnologie come l'installazione di sistemi Gps sui trattori e di impianti d'allarme collegati alla centrale dei Carabinieri o della Polizia. Nelle aziende agricole sono stati ben 2.570 i furti di attrezzature agricole e trattori e 490 casi di abigeato secondo le rilevazioni dei Comandi Territoriali dei Carabinieri nel 2015 mentre. Nelle regioni del Sud Italia il furto di dotazioni agricole si mostra con particolare prepotenza nel 2015 (2.020), mentre al Centro i valori si attestano rispettivamente a 414, e al Nord a 136. Nelle regioni centrali vi è una più alta incidenza di reati di abigeato con 277 casi nel 2015, laddove al Sud le cifre calano rispettivamente a 181 casi e, contestualmente, aumenta il numero delle persone segnalate all'Autorità giudiziaria a 24 nel 2015, a fronte delle 13 del Centro. La criminalita' organizzata che opera nelle campagne incide più a fondo nei beni e nella libertà delle persone, perchè a differenza della criminalità urbana, può contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento degli operatori e di mancanza di presidi di polizia immediatamente raggiungibili ed attivabili. Si tratta dunque di lavorare - secondo Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare - per il superamento della situazione di solitudine invertendo la tendenza allo smantellamento dei presidi e delle forze di sicurezza presenti sul territorio, ma anche incentivando il ruolo delle associazioni di rappresentanza attraverso il confronto e la concertazione con la Pubblica amministrazione, perché la mancanza di dialogo costituisce un indubbio fattore critico nell'azione di repressione della criminalità.
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