Etichetta a semaforo, Martina: Bocciatura in Parlamento UE è successo dell'Italia

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Etichetta a semaforo, Martina: Bocciatura in Parlamento UE è successo dell'Italia

Messaggio da admin »

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali informa che il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza per la revisione del regolamento n° 1924/2006 sui claim nutrizionali e salutistici alla base del sistema della cosiddetta ‘etichettatura a semaforo’.

“Siamo sempre stati in prima linea contro il sistema di etichettatura a semaforo, che penalizza i nostri prodotti agroalimentari di qualità. Lo abbiamo ribadito – ha affermato il Ministro Maurizio Martina - anche in recenti Consigli dei Ministri europei, con l’appoggio di 15 Paesi”.

“Il voto di oggi in Parlamento europeo è un successo che l’Italia ha costruito facendo squadra. Abbiamo unito le filiere produttive, quelle agricole e collaborato costantemente con i nostri parlamentari, a partire da Paolo De Castro. Ora ci aspettiamo che la Commissione Ue faccia un salto di qualità concreto su questo piano. Lo dobbiamo soprattutto – ha concluso il Ministro - ai consumatori, che vengono tratti in inganno da questi sistemi basati su criteri discutibili. Non è ammissibile che le nostre aziende che lavorano sulla qualità e producono alcuni dei prodotti cardine della Dieta mediterranea vengano penalizzate, mentre invece le bibite gassate ‘light’ ricevono il bollino verde. L’Italia andrà avanti con determinazione”.

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - Ufficio Stampa, 12.04.2016



Di seguito si riportano Ii commenti di Coldiretti e Confagricoltura, attraverso relativi comunicati stampa:



UE: COLDIRETTI, STOP ETICHETTA A SEMAFORO SALVA 60% MADE IN ITALY
Prosciutto di Parma, Parmigiano e Grana tra le vittime illustri dei supermercati inglesi


La bocciatura dell'etichetta a semaforo salva le esportazioni delle principali denominazioni Made in Italy, dal Prosciutto di Parma al Parmigiano Reggiano e Grana Padano, ma anche gli oli extravergine di oliva, la mozzarella o le nocciole che sono tra le vittime illustri della normativa adottata ingiustamente dal Regno Unito che colpisce il 60% delle produzioni italiane. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare il parere del Parlamento europeo che si è espresso sulla Relazione Kaufmann relativa al programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione europea, nella quale si invita la Commissione a "riesaminare la base scientifica, l'utilità e la fattibilità del regolamento 1924/2006 nonché eventualmente a eliminare il concetto di profili nutrizionali", ovvero quelle soglie tecniche di determinati nutrienti "critici" (come grassi, grassi saturi, zuccheri, sale). Fino ad ora, nonostante la prescrizione del Regolamento in questione di esprimersi entro il 2009, la Commissione non ha mai dato seguito alla loro definizione e ha di fatto tollerato - denuncia la Coldiretti - la decisione della Gran Bretagna di far adottare tale sistema dal 98% dei supermercati inglesi con un ostacolo alla libera circolazione delle merci che sta mettendo in pericolo alcuni settori cardine dell'export Made in Italy. Si tratta - spiega la Coldiretti - di una informazione visiva sul contenuto di nutrienti con i bollini rosso, giallo o verde ad indicare il contenuto di nutrienti critici per la salute. La segnalazione sui contenuti di grassi, sali e zuccheri - critica la Coldiretti - non si basa sulle quantità effettivamente consumate, ma solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze. Il sistema - continua la Coldiretti - finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e promuovere, al contrario, le bevande gassate senza zucchero, fuorviando i consumatori rispetto al reale valore nutrizionale. Il risultato è che, secondo i dati Nomisma, è il prosciutto di Parma con il bollino 'incriminato' a soffrire di piu', registrando una perdita a quota 84% fra maggio e luglio 2015 rispetto agli stessi mesi del 2014, mentre quello non etichettato cresce del 40%. Nel caso del Parmigiano Reggiano preporzionato, quello senza bollino fra dicembre e febbraio 2014 ha aumentato le vendite del 70%, mentre lo stesso prodotto con il bollino è calato del 4%. "Si tratta di un primo passo per porre fine ad una ingiustificata discriminazione dei prodotti italiani su mercati esteri che non trova alcun riscontro sul piano scientifico" ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "una classificazione semplicistica di cibi buoni o cattivi, basata su singoli nutrimenti non promuove una corretta informazione ai consumatori ma si pone anche in contrasto con la politica dell'Unione Europea rivolata a tutelare le denominazioni di origine che sono risultate le piu' danneggiate".

Coldiretti - Relazioni esterne, comunicato stampa n.°273 del 12 Aprile 2016


SEMAFORO, CONFAGRICOLTURA: “L’EUROPA HA COMPRESO CHE LE ETICHETTE
ALL’INGLESE SONO FUORVIANTI. ORA SI FACCIA CHIAREZZA”


“Estendere agli altri Paesi dell’Unione europea il sistema inglese delle
etichette a semaforo è improponibile, inaccettabile e soprattutto contrario
ai regolamenti comunitari. Ringraziamo i parlamentari europei di aver dato
un segnale preciso sulla necessità di rivedere il regolamento n° 1924/2006
sui profili nutrizionali in un’ottica di corretta informazione al
consumatore a cui ora la Commissione dovrà attenersi. Sollecitiamo anche la
Gran Bretagna a conformarsi alle disposizioni comunitarie”. E’ questo il
commento di Confagricoltura alla notizia che l’Europarlamento ha chiesto di
rimettere in discussione il fondamento scientifico dei cd 'profili
nutrizionali'.

“Non è con i semafori che si fa una corretta informazione alimentare,
occorrono piuttosto adeguate iniziative educazionali – ha concluso
Confagricoltura -. Il 'semaforo rosso' (a seconda del contenuto di grassi,
grassi saturi, sale e zuccheri di un alimento) dà l'idea di una situazione
di pericolo per la salute. Non è però il prodotto in sé che è dannoso, bensì
il suo uso non corretto. Invece una dieta alimentare corretta, ad esempio, è
proprio quella mediterranea con prodotti genuini, unici, che fanno bene e,
in alcuni casi, come l’extravergine, sono anche nutraceutici”.


Confagricoltura - Area Comunicazione, comunicato del 12 aprile 2016
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