Considerazioni di rappresentanti di Confagricoltura e di Coldiretti riguardo i dazi e il rischio di guerre commerciali

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Considerazioni di rappresentanti di Confagricoltura e di Coldiretti riguardo i dazi e il rischio di guerre commerciali

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“Bene i tre Paesi europei contro la guerra dei dazi. Ci auguriamo, comunque, che non venga innescata una spirale di ritorsioni”. Così il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti sul monito di Merkel, Macron, May a Trump.

Confagricoltura ribadisce che va assolutamente scongiurata una guerra commerciale; la necessità è semmai quella di più regole e più accordi.

“Le guerre dei dazi rischiano di accrescere squilibri di mercato – evidenzia il presidente Giansanti -. Si parte dall'acciaio, ma si puó arrivare facilmente all’agricoltura ed all'agroalimentare, con effetti molto negativi per un Paese come il nostro. Nel rispetto del ruolo del lavoro ed in ossequio alla sicurezza alimentare che deve sempre essere al centro della nostra azione, quello che dobbiamo perseguire è l’abbattimento delle barriere tariffarie e non tariffarie”

Nell’epoca degli accordi bilaterali basta che una delle parti non sia d’accordo per trovarsi di fronte all’imposizione di dazi. “Nel solco della nostra tradizione – continua Giansanti – sollecitiamo il ritorno ad accordi multilaterali capaci di valorizzare le nostre produzioni di qualità”:

A parere di Confagricoltura l’Europa deve essere compatta e dura nei confronti di questo approccio alla politica commerciale di Trump, arrivando a chiedere l’apertura di un panel del WTO.

“Al centro – aggiunge conclude il presidente Giansanti – deve rimanere sempre la competitività dell’impresa, per la quale è di primaria importanza un’azione forte a livello comunitario.”

A tal proposito Confagricoltura sottolinea le prime indiscrezioni che circolano sul budget UE per il periodo 2020/2027, che saranno presentate il 2 maggio: se, come sembra, la PAC subirà un taglio del 6% (con un contributo degli Stati membri che dovrebbe aggirarsi intorno all’ 1,13% - 1,18%), la proposta di MFF prevederebbe un “capping” per le aziende agricole pari a 60.000 euro.

“Tale massimale di aiuti – conclude Giansanti – se mantenuto, avrà un impatto negativo sulle medie e grandi imprese agricole, le uniche in grado di garantire posti di lavoro, qualità, innovazione e sicurezza alimentare”.

Comunicato stampa di Confagricoltura - Ufficio stampa del 30 aprile 2018.



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Dazi: Coldiretti, A rischio 40,5 mld di Made in Italy in USA

La guerra commerciale con gli Stati Uniti mette a rischio 40,5 miliardi di esportazioni Made in Italy che hanno raggiunto nel 2017 il record storico grazie ad un aumento del 9,8% rispetto all’anno precedente.
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat, in riferimento alla scadenza il primo maggio del periodo di esenzione concesso dagli Usa all’Unione europea dai dazi su acciaio e alluminio, che potrebbe scatenare una escalation per le annunciate contromisure comunitarie dal mais al riso, dal bourbon al succo di arancia fino al burro di arachidi e molto altro.

Le tensioni nei rapporti hanno già avuto i primi effetti nel primo trimestre del 2018 in cui si registra un sostanziale stallo (+0,3%) delle esportazioni italiane in Usa rispetto allo scorso anno. Gli Stati Uniti – sottolinea la Coldiretti – sono di gran lunga il principale mercato di riferimento per il Made in Italy fuori dall’Unione Europea con un impatto rilevante anche per l’agroalimentare.

La nuova strategia Usa “America First” – precisa la Coldiretti – sembra avere fino ad ora i primi effetti in una politica monetaria aggressiva che rischia di costare caro all’Italia anche in campo alimentare considerato che le esportazioni di cibo e bevande sono aumentare del 6% nel 2017 per un totale di circa 4 miliardi di euro, il massimo di sempre.

Gli Usa – continua la Coldiretti – si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna. Il vino – conclude la Coldiretti – risulta essere il prodotto più gettonato dagli statunitensi, davanti a olio, formaggi e pasta.

Comunicato stampa di Coldiretti - Relazioni esterne N. 374 del 30 aprile 2018.
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