Le associazioni degli agricoltori italiani sull'accordo economico UE - Vietnam e sulle importazioni di riso dal Myanmar

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Le associazioni degli agricoltori italiani sull'accordo economico UE - Vietnam e sulle importazioni di riso dal Myanmar

Messaggio da admin » 27 giu 2019 12:04

Comunicato di Confagricoltura (riportato di seguito) tratta delle importazioni di riso dal Myanmar (ex Birmania) e accenna all'accordo recente UE - Vietnam:

Titolo del comunicato stampa: Riso, Giansanti (Confagricoltura): "Mercato invaso dal prodotto del Myanmar. Va ampliata la clausola di salvaguardia e controlli sistematici alle frontiere"


“Controlli alle frontiere ed ai porti e clausola di salvaguardia sulle importazioni di riso da Cambogia e Myanmar (Birmania), perché è minacciata una produzione tipicamente europea come la varietà Japonica”. Lo sollecita il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, denunciando le ‘anomalie’ della campagna risicola in corso.

“A sei mesi dall’introduzione della clausola di salvaguardia, che ha arginato le importazioni di riso Indica dal Sud Est Asiatico, il mercato europeo è nuovamente invaso da importazioni a dazio zero di riso dal Myanmar, questa volta del tipo Japonica – osserva il presidente di Confagricoltura -. Occorre controllare che le importazioni dalla Birmania non siano riferibili al tipo Indica, fatto passare per Japonica per aggirare la clausola di salvaguardia. È indispensabile salvaguardare la nostra risicoltura anche da queste importazioni soprattutto perché, nell’Unione Europea, il riso Japonica rappresenta il 75% della produzione totale”.

Come già avvenuto per il riso Indica, il presidente Giansanti ha deciso di scrivere al presidente della Commissione europea Juncker, alla vicepresidente Mogherini e alla commissaria per il Commercio, Malmstrom, per sensibilizzarli sul problema. Oltre a ciò ha avviato un’azione di sensibilizzazione delle altre associazioni agricole dei principali paesi produttori di riso (Spagna, Portogallo e Grecia) chiedendo ad esse ed al Copa-Cogeca (il coordinamento europeo delle organizzazioni agricole e cooperative) di impegnarsi con Confagricoltura in questa azione di giusta tutela dei risicoltori.

Secondo i dati forniti dalla Commissione europea e commentati da Ente Risi – informa Confagricoltura - dall’inizio della campagna, fino al 31 marzo 2019, l’Unione europea ha importato dal Myanmar 22.755 tonnellate di riso lavorato Japonica, il 54% delle quali rappresentate da riso Lungo A, mentre nel solo mese di aprile le importazioni hanno riguardato ben 11.261 tonnellate.

“Un aumento delle importazioni del 149% in pochi mesi è insostenibile e, continuando con questo ritmo, potrebbe portare al collasso della nostra produzione, visti i prezzi cui il prodotto è venduto – rimarca Massimiliano Giansanti -. La Commissione Europea deve tornare ad agire velocemente. Non possiamo permetterci di aspettare due anni come già avvenuto per l’attuazione della clausola di salvaguardia per il riso di tipo Indica proveniente sempre dal Sud Est Asiatico. Intanto i controlli alle frontiere ed ai porti, sul prodotto importato, dovranno essere sistematici ed attenti”.

“A Bruxelles occorrerà pure – conclude il presidente di Confagricoltura - mettere dei paletti nei negoziati bilaterali con il Mercosur e con l’Australia (avviato recentemente) che prevedono un ampliamento dei contingenti di riso esportabili nella UE a dazio zero o comunque ridotto. Tra l’altro abbiamo sempre contrastato le troppe concessioni nel settore risicolo dell’accordo concluso con il Vietnam, anche per il rischio di possibili triangolazioni”.

Comunicato stampa di Confagricoltura - Ufficio stampa del 25 giugno 2019.



Di seguito è infine riportato un comunicato stampa di Coldiretti sull'Accordo UE - Vietnam:


Titolo del comunicato stampa: 'UE: Coldiretti, con accordo Vietnam arriva riso sfrutta bambini'

“Con l’accordo di libero scambio con il Vietnam l’Unione Europea dà il via libera all’ingresso a dazio zero di 80mila tonnellate di riso lavorato, semilavorato e aromatico accusato di essere ottenuto con il lavoro minorile secondo la denuncia del Dipartimento del lavoro statunitense”. E’ quanto denuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in riferimento all’accordo di libero scambio tra Ue e Vietnam che sarà firmato ad Hanoi il 30 giugno sulla base della “List of Goods Produced by Child Labor or Forced Labor 2018” dell’US Department of Labour.

Si tratta – sottolinea Prandini – di una decisione sbagliata e contraddittoria in virtù della difficile situazione del comparto e della decisione dell’Unione Europea che da metà gennaio 2019 ha messo finalmente i dazi sulle importazioni provenienti dalla Cambogia e dalla Birmania (ex Myamar) che fanno concorrenza sleale ai produttori italiani.

“Il settore agricolo non deve diventare merce di scambio degli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale e ambientale sui territori”, continua il presidente della Coldiretti nel sottolineare che “è necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro e la salute”.

In gioco – conclude la Coldiretti – c’è il primato dell’Italia in Europa dove il nostro Paese è il primo produttore di riso con 1,40 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende che copre il 50 % dell’intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica su una superficie coltivata di circa 220mila ettari.

Comunicato stampa di Coldiretti - Relazioni esterne N. 517 del 25/6/2019.
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