UNESCO: Transumanza è patrimonio culturale dell'umanità

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UNESCO: Transumanza è patrimonio culturale dell'umanità

Messaggio da admin » 18 dic 2019 06:04

La transumanza è stata proclamata patrimonio culturale immateriale dell'umanità. E’ quanto annuncia la Coldiretti nel commentare positivamente la decisione del Comitato intergovernativo dell'Unesco riunito a Bogotà, in Colombia per tutelare l’ antica pratica della pastorizia che consiste nella migrazione stagionale del bestiame lungo le rotte migratorie nel Mediterraneo e nelle Alpi.

La candidatura della Transumanza, che ha visto l’Italia capofila di una alleanza con Grecia e Austria, è stata avanzata nel 2017 per tutelare una pratica ancora oggi diffusa sia nel Centro e Sud Italia, dove sono localizzati i Regi tratturi, partendo da Amatrice e Ceccano nel Lazio ad Aversa degli Abruzzi e Pescocostanzo in Abruzzo, da Frosolone in Molise al Gargano in Puglia. Pastori transumanti sono ancora in attività anche nell'area alpina, in particolare in Lombardia e nel Val Senales in Alto Adige.

Il voto positivo dell’Unesco – evidenzia la Coldiretti – certifica il valore della tradizionale migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, insieme ai loro cani e ai loro cavalli, si spostano dalla pianura alla montagna, percorrendo le vie semi-naturali dei tratturi, con viaggi di giorni e soste in luoghi prestabiliti, noti come "stazioni di posta".

Un riconoscimento importante – sottolinea la Coldiretti – che conferma il valore sociale, economico, storico e ambientale della pastorizia che coinvolge in Italia ancora 60mila allevamenti nonostante il fatto che nell’ultimo decennio il “gregge Italia” sia passato da 7,2 milioni di pecore a 6,2 milioni perdendo un milione di animali.

Il riconoscimento tutela un’attività ad elevato valore ecologico e sociale poiché – continua la Coldiretti – si concentra nelle zone svantaggiate e garantisce la salvaguardia di ben 38 razze a vantaggio della biodiversità del territorio, dalla rustica pecora sarda alla pecora Sopravissana dall’ottima lana, dalla Brogna con testa e gli arti privi di lana alla pecora Comisana con la caratteristica testa rossa, dalla gigantesca Bergamasca fino a quella massese dall’insolito manto nero che rappresentano un patrimonio di biodiversità il cui futuro è minacciato da un concreto rischio di estinzione.

A pesare sono i bassi prezzi pagati ai pastori, il moltiplicarsi degli attacchi degli animali selvatici, la concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati per nazionali ma anche del massiccio consumo di suolo che ha ridotto drasticamente gli spazi e i tradizionali percorsi usati proprio per la transumanza delle greggi con pesanti ripercussioni sull’economia nazionale ma anche sull’assetto ambientale del territorio perchè quando un allevamento chiude si perde – conclude Coldiretti – un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni.

L’ Italia può contare su molti “tesori” già iscritti nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. L’elenco tricolore comprende l’Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l’Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014), l’’arte dei pizzaiuoli napoletani (2017), la Falconeria, iniziativa cui l’Italia partecipa assieme ad altri 17 Paesi e dal novembre 2018 l’“Arte dei muretti a secco” sulla base della candidatura avanzata dall’Italia con Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera. Accanto al patrimonio culturale immateriale, l’Unesco – conclude la Coldiretti – ha riconosciuto nel corso degli anni anche un elenco di siti, e proprio l’Italia è lo stato che ne vanta il maggior numero a livello mondiale.


Comunicato stampa di Coldiretti - Relazioni esterne N. 1036 del 10 dicembre 2019.



Sullo stesso tema è stato pubblicato un comunicato anche da Confagricoltura:


Transumanza patrimonio culturale immateriale Unesco. Confagricoltura: E’ un ulteriore riconoscimento al settore primario

Confagricoltura esprime soddisfazione per il riconoscimento della transumanza come Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Si tratta di un’ulteriore valorizzazione delle pratiche rurali di cui il mondo agricolo è portatore e custode.

La transumanza è una pratica dal forte valore identitario e culturale e rappresenta per i territori una tradizione storica, un momento importante dell’anno in cui il bestiame attraversa i paesi per seguire l’andamento delle stagioni: non mancano occasioni di socializzazione tra la popolazione, di festa e di rafforzamento delle proprie origini agricole. E’ anche un elemento attrattivo dal punto di vista turistico. Oggi è attuata in numerose regioni: Abruzzo, Puglia, Basilicata, Campania, Lazio, Molise, ma anche Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta. Molte di queste regioni hanno sostenuto la candidatura Unesco insieme alle comunità di Austria e Grecia che hanno voluto dare ulteriore importanza a questa pratica.

Il riconoscimento Unesco - ricorda Confagricoltura - si aggiunge a quelli recenti della coltivazione della vite ad alberello e dei muretti a secco, ma anche della dieta mediterranea e dell’arte del pizzaiolo, tutti riconducibili ai settori agricolo e agroalimentare, a conferma del talento e del valore che essi racchiudono.


Comunicato stampa di Confagricoltura - Ufficio stampa, dell'11 dicembre 2019.
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