Dazi USA, Confagricoltura: Ultimi dati su accordo Ceta dimostrano che va perseguita la strada dei negoziati bilaterali

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Dazi USA, Confagricoltura: Ultimi dati su accordo Ceta dimostrano che va perseguita la strada dei negoziati bilaterali

Messaggio da admin » 27 gen 2020 06:28

“Gli ultimi dati relativi all’accordo Unione europea-Canada (CETA) dimostrano che l’unica strada perseguibile per rilanciare l’export, in base a principi di reciprocità ed equilibrio tra le parti, è quella dei negoziati bilaterali. L’alternativa, a seguito pure della difficoltà di intese WTO, finisce per essere quella dei rapporti di forza basati sull’imposizione di dazi e sulle inevitabili misure di ritorsione, come sta accadendo, negli ultimi tempi, tra Ue-Usa”. Lo ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.

In base alle elaborazioni del Centro Studi di Confagricoltura su dati Istat, a seguito dell’accordo CETA, le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani sul mercato canadese sono aumentate nel complesso del 9,7% (gen-set 2019 su gen-set 2018).

Circa un quinto dell’export totale, in valore, dell’Italia verso il Canada è composto da prodotti agricoli ed agroalimentari e, di questi, quasi il 40% è costituto da prodotti vitivinicoli.

C’è sempre più interesse per vini e spumanti made in Italy di qualità, tanto è vero che le esportazioni di imbottigliato in recipienti superiori a 2 litri (come ad esempio il vino sfuso o in damigiana) sono fortemente diminuite, sia in valore, sia in quantità (-33,8%). C’è indubbiamente una fascia di consumatori che apprezzano i vini e gli spumanti italiani (+12%) di qualità, trainati dal Prosecco, e che sono disposti a spendere di più.

Il Ceta – pone in evidenza l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - fa bene anche alle esportazioni dei nostri formaggi che, nel primo trimestre 2019, sembravano avere avuto una battuta d’arresto e che invece, tra giugno e settembre, risultano al di sopra della media mensile.

Importante nell’accordo Unione europea-Canada, ad avviso di Confagricoltura, pure la tutela delle indicazioni geografiche agroalimentari, in particolare delle dieci che rappresentano il 90% del valore dell’export di tutte le denominazioni agroalimentari del nostro Paese. E’ il caso delle denominazioni ‘Prosciutto di Parma’ e ‘Prosciutto San Daniele’ che non potevano essere utilizzate in Canada da oltre venti anni.

Comunicato stampa di Confagricoltura - Ufficio stampa, del 17 gennaio 2020.



Sullo stesso tema è stato emesso il 21 gennaio un comunicato anche da parte di Coldiretti:


DAZI: COLDIRETTI, DOPO ACCORDO TRUMP CON FRANCIA, RISCHIA UE


Dopo l’accordo trovato dagli Stati Uniti con la Francia sul digital tax adesso va cercata la pace anche con tutta l’Unione Europea contro la quale Trump è pronto ad aumentare i dazi fino al 100% in valore su una nuova black list allargata dei prodotti che comprende tra l’altro vino, olio e pasta Made in Italy oltre ad alcuni tipi di biscotti e caffe esportati negli Usa per un valore complessivo di circa 3 miliardi.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’intesa con Parigi trovata alla vigilia del summit di Davos è destinata ad avere effetti rilevanti anche sull’Unione Europea e sull’Italia che a novembre nel primo mese successivo all’entrata in vigore delle prime misure tariffarie contro l’Unione Europea ha visto crollare le esportazioni agroalimentari Made in Italy negli States del 6,5% con una drastica inversione di tendenza rispetto ai dieci mesi precedenti in cui erano aumentate in media del 12% secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat a novembre.

Una situazione che potrebbe precipitare dopo la conclusione della procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio (USTR) degli Usa, con Trump che – sottolinea la Coldiretti – minaccia di aumentare e di estendere i dazi a prodotti simbolo del Made in Italy, a quasi tre mesi dall’entrata in vigore il 18 ottobre 2019 dei dazi aggiuntivi del 25% che hanno colpito per un valore di mezzo miliardo di euro prodotti agroalimentari italiani come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello.

La nuova black list – continua la Coldiretti – rischia di colpire circa i 2/3 del valore dell’export del Made in Italy agroalimentare in Usa che è risultato pari al 4,5 miliardi in crescita del 13% nei primi nove mesi del 2019, secondo l’analisi della Coldiretti.

Il vino – precisa la Coldiretti – con un valore delle esportazioni di quasi 1,5 miliardi di euro in aumento del 5% nel 2019 è il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States mentre le esportazioni di olio di oliva sono state pari a 436 milioni anch’esse in aumento del 5% nel 2019 ma a rischio è anche la pasta con 305 milioni di valore delle esportazioni con un aumento record del 19% nel 2019 secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi nove mesi dell’anno.

Se entrassero in vigore dazi del 100% ad valorem sul vino italiano una bottiglia di prosecco venduta in media oggi al dettaglio in Usa a 10 dollari ne verrebbe a costare 15, con una rilevante perdita di competitività rispetto alle produzioni non colpite.
“Una eventualità devastante per il Made in Italy agroalimentare che mette a rischio il principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari Made in Italy fuori dai confini comunitari e sul terzo a livello generale dopo Germania e Francia” denuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’Unione Europea ha appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia che come ritorsione ha posto l’embargo totale su molti prodotti agroalimentari, come i formaggi, che è costato al Made in Italy oltre un miliardo in cinque anni ed è ora paradossale che l’Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato, con pesanti ipoteche sul nostro export negli Usa.

Il braccio di ferro tra Usa e Unione Europea si riferisce alla disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus dopo che il Wto ha autorizzato gli Usa ad applicare un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari delle sanzioni alla Ue. Per l’Italia al danno si aggiunge la beffa poiché il nostro Paese si ritrova ad essere punito dai dazi Usa nonostante l’Airbus sia essenzialmente un progetto francotedesco al quale si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna.

Comunicato stampa di Coldiretti - Relazioni Esterne N. 61 del 21 gennaio 2020.
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