Web tax: Possibili nuovi dazi USA anche per l'agroalimentare made in Italy. Il presidente di Confagricoltura Giansanti..

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Web tax: Possibili nuovi dazi USA anche per l'agroalimentare made in Italy. Il presidente di Confagricoltura Giansanti..

Messaggio da admin » 27 gen 2020 06:43

Titolo integrale del comunicato stampa:

Web tax: Possibili nuovi dazi USA anche per l'agroalimentare made in Italy. Il presidente di Confagricoltura Giansanti chiede al governo la sospensione

WEB TAX: POSSIBILI NUOVI DAZI USA ANCHE PER L’AGROALIMENTARE MADE IN ITALY. IL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA GIANSANTI CHIEDE AL GOVERNO LA SOSPENSIONE

“Anche il settore agroalimentare potrebbe essere colpito dai dazi aggiuntivi allo studio negli Stati Uniti, come misura di ritorsione contro l’Italia per la tassazione delle grandi imprese digitali in vigore dall’inizio dell’anno”. E’ l’allarme lanciato dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, a seguito del recente annuncio fatto dal segretario al Tesoro degli USA sulla possibilità di far partire in tempi brevi una procedura per inasprire le tariffe doganali sulle importazioni in arrivo dall’Italia.

Un’analoga procedura – ricorda Confagricoltura – è già stata avviata contro la Francia con la prevista applicazione di dazi fino al 100% del valore su una lista di prodotti, tra cui champagne e formaggi, esportati sul mercato Usa per un controvalore di 2,4 miliardi di dollari.

“Tenendo conto dei colloqui in corso tra Francia e Stati Uniti, chiediamo al Parlamento e al governo di sospendere l’applicazione della tassazione sulle imprese digitali – ha dichiarato Giansanti - rafforzando il sostegno dell’Italia alle iniziative della Commissione europea per raggiungere, entro la fine dell’anno, un’intesa globale tra i Paesi che aderiscono all’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).

“Un aspetto va sottolineato con forza. Gli eventuali dazi USA per la tassa sulle imprese digitali – ha dichiarato il presidente di Confagricoltura – si aggiungerebbero a quelli già in vigore nell’ambito del contenzioni sugli aiuti pubblici al gruppo Airbus, di cui l’Italia non fa parte. I nostri prodotti rischierebbero di finire fuori mercato, con gravi conseguenze di natura economica e sociale. E i mercati, una volta perduti, sono difficili da riconquistare”.

Confagricoltura ricorda che, da ottobre, sono in vigore dazi aggiuntivi USA pari al 25% del valore su formaggi, agrumi, salumi e liquori importati dall’Italia. Inoltre, i dazi potrebbero essere estesi – e salire fino al 100 per cento - entro la prima metà di febbraio a vini, olio d’oliva e pasta che assicurano un flusso di esportazioni sul mercato statunitense che sfiora i tre miliardi di euro, circa il 70% delle esportazioni complessive annuali del “Made in Italy” agroalimentare.

“Non possiamo accettare di subire le pesanti conseguenze per vicende assolutamente estranee al nostro settore”, ha concluso Giansanti.


Comunicato stampa di Confagricoltura - Ufficio stampa, del 22 gennaio 2020.



Sullo stesso tema c'è anche un comunicato di Coldiretti (24/1/2019):


COMMERCIO ESTERO: COLDIRETTI, DOPO DAZI -7,7% EXPORT IN USA

Con i dazi di Trump entrati in vigore il 18 ottobre crollano del 7,7% le esportazioni Made in Italy in Usa a dicembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, in netta controtendenza rispetto all’andamento generale. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio extra Ue sul quale pesano le misure tariffarie già decise dal Presidente Usa che ha minacciato peraltro di estenderle per lo scontro sulla web tax.

Dopo una crescita sostenuta delle esportazioni italiane in Usa dell’11,3% nei primi dieci mesi del 2019 si è verificato – sottolinea la Coldiretti - un brusco calo sia novembre (-10,5%) che a dicembre (-7,7%) successivi ai dazi aggiuntivi del 25% che hanno colpito tra l’altro per un valore di mezzo miliardo di euro prodotti agroalimentari italiani come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello.

Una situazione che potrebbe ulteriormente peggiorare se – continua Coldiretti – i dazi dovessero aumentare fino al 100% ed estendersi ad altri prodotti per effetto dei braccio di ferro tra Usa e Ue sulla web tax e sulla disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus dopo che il Wto ha autorizzato gli Usa ad applicare un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari delle sanzioni alla Ue.
“Una eventualità devastante per il Made in Italy agroalimentare che mette a rischio il principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari Made in Italy fuori dai confini comunitari e sul terzo a livello generale dopo Germania e Francia” denuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’Unione Europea ha appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia che come ritorsione ha posto l’embargo totale su molti prodotti agroalimentari che è costato al Made in Italy oltre un miliardo in cinque anni ed è ora paradossale che l’Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato.”

Comunicato stampa di Coldiretti - Relazioni Esterne N. 74 del 24 gennaio 2020.



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