Caporalato: Arriva progetto diritti e lavoro migranti (Coldiretti) + Comunicati MIPAAF Piani di Contrasto

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Caporalato: Arriva progetto diritti e lavoro migranti (Coldiretti) + Comunicati MIPAAF Piani di Contrasto

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La Fondazione “Osservatorio Agromafie”, il cui comitato scientifico è presieduto da Gian Carlo Caselli, insieme a Coldiretti, rappresentata dal Presidente Ettore Prandini, e ANCI, rappresentata dal Presidente del Consiglio nazionale Enzo Bianco, ha avviato una riflessione congiunta, coordinata da Giovanni Salvi (Procuratore generale della Cassazione), finalizzata ad elaborare una proposta per contrastare il caporalato nel lavoro.

La proposta presentata nell’ambito dell’evento del 18 febbraio 2020 è mirata a affrontare in maniera concreta la situazione di grave vulnerabilità e marginalità nella quale versa un segmento consistente di cittadini stranieri oggi a rischio di grave sfruttamento lavorativo in ambito agricolo. Sfruttamento che si riflette sulla competitività delle imprese che rispettano le regole e sulle condizioni di lavoro anche del non migrante.

Una proposta sostenibile, coerente ed innovativa che vuole innanzitutto avvalersi degli strumenti previsti nell’attuale ordinamento, della collaborazione interistituzionale e del coinvolgimento diretto delle associazioni datoriali e dei lavoratori. La proposta è volta a:

1) rafforzare il sistema esistente utilizzando gli strumenti di Programmazione e definizione delle quote di ingresso per lavoro stagionale e contribuire ad una definizione puntuale del fabbisogno di lavoro stagionale (non solo in agricoltura) attraverso una previsione specifica di fabbisogno per aree determinate e collegarlo ad altre richieste di lavoro stagionale, nella stessa area o in aree vicine, in maniera da assicurare una continuità del rapporto lavorativo del dipendente stagionale;

2) far emergere le situazione di marginalità (irregolarità) e lavoro nero partendo dalle principali situazioni di vulnerabilità e precarietà attualmente riscontrate e che riguardano i lavoratori in agricoltura che versano in condizioni di irregolarità amministrativa e coloro i quali da anni presenti e attivi nel nostro Paese in qualità di richiedenti asilo si ritrovano, in qualità di diniegati o in assenza di rinnovo del titolo di soggiorno per motivi umanitari, in una situazione di strutturale precarietà e potenziale ricattabilità. In questo caso si tratterebbe di prevedere strumenti di emersione su base individuale, diversi dai provvedimenti straordinari di regolarizzazione generalizzata (cd. sanatorie), come ad esempio:

- regolarizzazione ad personam temporanea e condizionata attraverso l’introduzione nel TU sull’immigrazione di un permesso di soggiorno per lavoro stagionale per i migranti irregolari in agricoltura che consenta di avviare al lavoro il migrante irregolare, individuato attraverso l’intermediazione delle associazioni di categoria per il lavoro stagionale e che accetti la condizione di ritorno al paese di origine al termine del periodo massimo di lavoro (9 mesi) ma con la possibilità di ottenere il visto di ingresso per successivi periodi analoghi e anche per più annualità come la normativa attuale prevede.

3) promuovere interventi atti a contrastare la presenza del caporalato e volti a sostenere i lavoratori stagionali in varie sfere (dal trasporto all’alloggio) da realizzarsi sotto la regia dell’ente locale e con il supporto delle realtà del terzo settore. Tra gli interventi realizzabili: l’accompagnamento all’inserimento abitativo (temporaneo) per i lavoratori stagionali in agricoltura attraverso l’accoglienza diffusa in appartamenti; lo sviluppo di progetti di rigenerazione urbana, realizzando interventi innovativi di social housing in cui i servizi abitativi divengono parte integrante delle politiche sociali – complementarietà tra sicurezza, solidarietà, coesione sociale e lavoro; pianificazione dei trasporti, orientamento ai servizi ecc.

Scopo di questa proposta è migliorare la disciplina e gestione del lavoro stagionale, al fine di assicurare condizioni di lavoro dignitose e legali, e, al tempo stesso, di consentire alle imprese agricole di sostenere la concorrenza internazionale.


NOTA CONGIUNTA della Fondazione “Osservatorio Agromafie”, ANCI, COLDIRETTI inviata da Coldiretti - Relazioni Esterne, il 18 febbraio 2020



Sullo stesso argomento sono stati diffusi altri due comunicati dal MIPAAF il 20 febbraio 2020, che sono riportati di seguito:


(1) PIANO TRIENNALE PREVENZIONE E CONTRASTO AL CAPORALATO
MIPAAF, BELLANOVA: “SERVIZI INTEGRATI E CALENDARIO DEI FABBISOGNI: COSI SCONFIGGIAMO IL CAPORALATO E TUTELIAMO IL LAVORO”

“Per la prima volta lo Stato si dà un metodo preciso per la prevenzione e il contrasto del fenomeno. Il Piano, sul quale abbiamo lavorato con le Ministre Catalfo e Lamorgese, segna un fondamentale punto di svolta e consente la piena attuazione della legge 199/2016: repressione e prevenzione”.
Così la Ministra Teresa Bellanova, oggi al Tavolo presso il Ministero del Lavoro per approvare il Piano triennale di prevenzione e contrasto al caporalato.

“Se finora la Legge ha funzionato in modo importante sul piano della repressione”, prosegue Bellanova, “adesso la priorità è intervenire dando protezione alle persone, ai lavoratori italiani e stranieri a cui vengono negati diritti elementari, come le numerose e importanti operazioni della magistratura e delle forze dell’ordine ci dicono. Non dobbiamo più consentire che chi lavora nei campi divenga poi invisibile nel resto del tempo o sia confinato in ghetti squallidi e vergognosi dove si continua ad essere alla mercé dei caporali.
Contemporaneamente, ed è obiettivo strategico del Piano, dobbiamo dare risposte alle legittime aspettative di migliaia di aziende agricole oneste, che chiedono forme più efficienti per reperire manodopera legale.

Non è un caso che il piano abbia come prima azione prioritaria la redazione di un calendario dei fabbisogni della manodopera agricola. Dobbiamo conoscere di più quando, dove e quanti lavoratori servono nelle nostre campagne. Per questo, abbiamo chiesto, per la prima volta, di avere nel decreto flussi una sperimentazione che coinvolga le organizzazioni agricole nel rendere più efficiente il sistema di gestione delle quote dei flussi regolari.

Ritengo sia venuto il momento anche per un aggiornamento dei fabbisogni: se arrivano domande per circa 50mila lavoratori e abbiamo meno di 18mila quote c’è qualcosa che non sta funzionando.

La parola d’ordine su cui il Piano si articola è coordinamento e integrazione. Sono necessarie azioni coordinate, soprattutto in alcune aree di emergenza, alloggi, trasporti, intermediazione legale del lavoro, controlli. Se si interviene solo su uno di questi aspetti, si rischia di fallire l’obiettivo, perché la rete criminale continua ad offrire i servizi mancanti”.


(2) PIANO TRIENNALE PREVENZIONE E CONTRASTO AL CAPORALATO
MIPAAF, BELLANOVA: “NON ESISTONO FILIERE SPORCHE. NECESSARIA UNA PIÙ EQUA DISTRIBUZIONE DEL VALORE”

“Non esistono filiere sporche. Esistono i comportamenti penalmente rilevanti delle singole imprese, che dobbiamo mettere fuori dal sistema. Noi per questo investiremo sulla semplificazione amministrativa, sul collegamento e la condivisione dei dati tra diverse istituzioni, sui contratti di filiera e nelle politiche di filiera, perché vogliamo una più equa distribuzione del valore e vogliamo trovare un’alleanza col cittadino”. Così la Ministra Teresa Bellanova, oggi al Tavolo presso il Ministero del Lavoro per approvare il Piano triennale di prevenzione e contrasto al caporalato.

“È il consumatore che deve aiutarci a spezzare la catena dello sfruttamento, perché se un prodotto viene venduto sotto il costo di produzione, c’è qualcuno che quel costo lo paga. Sia il lavoratore in nero o l’azienda agricola o di trasformazione che non ce la fa. Per questo stiamo lavorando a rafforzare le norme per filiere più giuste a partire dalla lotta alle pratiche sleali di mercato”, spiega Bellanova.

E ancora “La funzione rilevante della Rete del lavoro agricolo di qualità è evidente: il piano stesso segnala l’esigenza che condivido di rendere effettiva la sua essenza di precontrollo delle aziende, orientando così i controlli sui non iscritti, e va rafforzata nell’apertura delle sezioni territoriali e sulle premialità. Nel collegato agricoltura alla legge di bilancio, che presenteremo a giorni, c’è una proposta normativa in questo senso e che è stata condiviso al Tavolo di contrasto al caporalato.”

“Dobbiamo rafforzare ed esaltare il valore delle imprese alimentari e agricole come laboratori di integrazione quotidiana”, conclude la Ministra. “Soprattutto nelle aree interne e rurali, dove l’attività agricola è un presidio fondamentale per il territorio e dove si sperimentano forme reali di integrazione sociale e culturale, non solo lavorativa”.

Comunicati dell'Ufficio Stampa
 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali del 20 febbraio 2020.
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