Coronavirus: Coldiretti, da Taiwan stop a 1mln Kg carne maiale (+49%) (Coldiretti) + Comunicato di Confagricoltura

Questo è un forum di lettura, ma è possibile anche inserirvi messaggi, sui seguenti argomenti:

Zootecnia - allevamento - Forum tecnico di documentazione sugli animali domestici: allevamento bovino, suino, ovino, caprino, equino, avicolo, cunicolo, apicoltura, bachicoltura, molluschicoltura, acquacoltura, problematiche ambientali dell'allevamento, organizzazioni di mercato, normative e politiche del settore zootecnico.
Rispondi
Avatar utente
admin
YaBB Administrator
YaBB Administrator
Messaggi: 1156
Iscritto il: 01 gen 1970 02:00
Località: Rome

Coronavirus: Coldiretti, da Taiwan stop a 1mln Kg carne maiale (+49%) (Coldiretti) + Comunicato di Confagricoltura

Messaggio da admin » 27 feb 2020 03:24

Con un aumento record del 49% ammontano a quasi un milione di chili nel 2019 le esportazioni di carne di maiale Made in Italy a Taiwan che ha deciso di mettere il bando a questi prodotti dopo la decisione del governo italiano di sospendere fino al 28 aprile prossimo i voli con la Cina, che riguarda anche l'isola, per i timori di contagio da coronavirus.

E’ quanto emerge da una proiezione della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al 2019 sugli effetti delle misure adottate dal paese asiatico. Come accaduto per i dazi americani imposti per il braccio di ferro tra boeing ed airbus e con l’embargo russo dopo le sanzioni europee ancora una volta – sottolinea la Coldiretti - è l’agroalimentare Made in Italy a subire le ritorsioni di azioni che non hanno nulla a che fare con il settore.

Si aggrava cosi – sottolinea la Coldiretti - il conto dei danni all’agroalimentare Made in Italy provocato dall’emergenza sanitaria. Il clima recessivo provocato dall’emergenza coronavirus ha provocato una brusca frenata delle esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy in Cina dopo aver fatto segnare il record storico nel 2019 per un valore stimato in 460 milioni di euro, con un aumento del 5% grazie alla progressiva apertura del gigante asiatico a stili di vita occidentali, secondo le proiezioni della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi dieci mesi del 2019.

I vincoli ai trasporti per cercare di contenere il contagio – sottolinea la Coldiretti – si stanno riflettendo anche sulla logistica delle merci con incertezze e ritardi che impattano sugli scambi commerciali. A pesare – precisa la Coldiretti – sono anche i limiti agli spostamenti interni dei cittadini cinesi che cambiano le abitudini di consumo soprattutto fuori casa.

A pagare un conto salato è dunque il Made in Italy a tavola con il vino che è il prodotto tricolore più esportato in Cina per un valore stimato dalla Coldiretti in 140 milioni di euro nel 2019. La Cina – sottolinea la Coldiretti – per effetto di una crescita ininterrotta della domanda è entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano più vino nel mondo ma è in testa alla classifica se si considerano solo i rossi.

Ma difficoltà ci sono anche per le esportazioni di frutta e verdura fresca Made in Italy che avevano fatto segnare in Cina il record storico con un balzo nel 25% grazie alla progressiva apertura del gigante asiatico. Una minaccia soprattutto – continua la Coldiretti – per il boom delle esportazioni di kiwi e degli agrumi Made in Italy dopo l’apertura lo scorso anno per la prima volta delle frontiere cinesi grazie agli accordi sulla via della seta.

Il rischio è anche che si fermino i negoziati per l’apertura delle frontiere anche a per e mele al momento ancora chiuse per motivi fitosanitari. Bisogna superare gli ostacoli tecnici alle esportazioni agroalimentari Made in Italy per riequilibrare i rapporti commerciali nell’agroalimentare con le importazioni dalla Cina che – conclude la Coldiretti – hanno superato di quasi il 50% il valore delle esportazioni per un valore stimato in 680 milioni nel 2019.


Comunicato stampa di Coldiretti - Relazioni Esterne N. 164 del 20 febbraio 2020.




--Sullo stesso argomento il 21 febbraio 2020 è stato diffuso un comunicato anche da Confagricoltura:


EXPORT, STOP DI TAIWAN ALLE CARNI SUINE ITALIANE. CONFAGRICOLTURA: RITORSIONE PER PROVVEDIMENTI PER EMERGENZA CORONAVIRUS

“La decisione delle autorità di Taiwan ha tutta l’aria di essere un’inaccettabile ritorsione commerciale contro un provvedimento di emergenza sanitaria finalizzato a ridurre il contagio del coronavirus”. Questo il commento del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti alla decisione della nazione insulare di bloccare le importazioni di carni suine e salumeria dall’Italia, dal momento che il nostro Paese ha bloccato i voli verso la Cina.

Ufficialmente il provvedimento di Taipei è una misura precauzionale per evitare il rischio veterinario di introduzione della peste suina africana (PSA) sull’isola a causa di un peggioramento delle condizioni veterinarie della Sardegna. “In realtà – osserva Giansanti - la situazione della PSA nella nostra isola è sotto controllo e le autorità veterinarie, con i produttori, stanno facendo un ottimo lavoro per la sua totale eradicazione; cosa di cui la stessa Tapei è ben consapevole”.

“E’ nostra intenzione evidenziare al più presto ai ministri degli Affari Esteri e delle Politiche agricole, Di Maio e Bellanova, la situazione che si è creata e le preoccupazioni che lo stop si possa allargare a tutta la Cina – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Servirà un attento lavoro diplomatico perché non si metta a rischio un accordo commerciale faticosamente raggiunto dal nostro Paese due anni fa, fornendo tutte le rassicurazioni richieste da Pechino sulla salubrità e sulla qualità delle carni suine e dei salumi italiani”.


Comunicato stampa di Confagricoltura - Ufficio stampa, del 21 febbraio 2020.



----------------------------
Rispondi

Torna a “Zootecnia - allevamento - apicoltura | News, articoli”