APRIRE UN'AZIENDA AGRICOLA

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MAORNI

APRIRE UN'AZIENDA AGRICOLA

Messaggio da MAORNI » 15 nov 2010 12:51

Buongiorno a tutti,
vivo in provincia di Trento e sono da sempre amante del verde!
Mi sono "stufata della scrivania" e vorrei cambiare "vita".

Visto che da sempre sono amante della campagna ho pensato di esaudire un mio grande sogno aprendo un'azienda agricola. Mi sono accorta però,  da perfertta profana in materia, che non è però così semplice come credevo...o per meglio dire speravo, per questo ho pensato di chiedere a Voi.

Innanzitutto premetto di avere fra le mani un appezzamento di terreno di circa 4600 mq. in parte coltivato a vigneto. Nella nostra zona vi sono parecchi olivi e avendo avuto in passato un uliveto di famiglia avrei pensato di adibire la restante parte del terreno appunto ad uliveto. Ho sentito dire però che ci sono delle caratteristiche fondamentali per riuscire a diventare un agricoltore di seconda (che poi non so nemmeno la differenza fra agricoltore di prima e di seconda), come ad esempio un minimo di metratura di terra; c'è chi parla di 2000 mq. chi di 5.000 e perciò ho una gran confusione in testa.

Inoltre chiedo se è possibile costruire magazzino e abitazione su questo terreno e se si che possibilità di ampliamento vi è. Se mi devo attenere a delle normative nazionali, regionali o addirittura comunali!! ecc....ecc....

Come avrete letto ho veramente una gran confusione in testa e poche idee chiare; per chiedo un Vostro aiuto ;)
Grazie fin d'ora
Maor
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Re: APRIRE UN'AZIENDA AGRICOLA

Messaggio da bill1 » 18 dic 2010 08:53

Buongiorno a tutti,
vivo in provincia di Trento e sono da sempre amante del verde!
Mi sono "stufata della scrivania" e vorrei cambiare "vita".
Visto che da sempre sono amante della campagna ho pensato di esaudire un mio grande sogno aprendo un'azienda agricola. Mi sono accorta però,  da perfetta profana in materia, che non è però così semplice come credevo...o per meglio dire speravo, per questo ho pensato di chiedere a Voi.
Questa già è una cosa difficile, non c'è una vita migliore di un'altra. ogni cosa ha dei pro e dei contro. Certo si può comunque cambiare se si è pronti ad affrontare delle difficoltà, per questo è utile raccogliere prima molte informazioni.
La variabile che conta dippiù è spesso di carattere locale, in relazione alle colture che si vogliono attuare ed al contesto locale presenza di 'filiere' attive, cioè un ambito economico e vocazionale in cui inserire la propria attività e che, a volte, è in grado di fornire adeguati redditi e sbocchi commerciali per le produzioni, in altri casi possono essere utili contatti ed accordi in sede locale che puoi effettuare tu stessa con commercianti di specifici settori.

Di solito è utile inizialmente consultare un qualche elenco online, od offline delle associazioni dei produttori generiche e di settore, che in zone non di pianura sono spesso collegate alla valorizzazione della qualità del prodotto (agricoltura biologica, marchi di qualità locali, ecc), circostanza che permette di avvalersi anche di sovvenzioni e/o che di condizioni particolari di mercato, oltre a quelle anche di carattere fiscale collegate all'esercizio dell'attività agricola. Le associazioni di categoria però spesso vincolano i consigli all'iscrizione, quindi devi prima raccogliere informazioni esterne su quale sia l'associazione di riferimento degli operatori del settore che a te più interessa in una data zona e magari anche qualcuno all'interno di queste associazioni, che sia noto per avere un buon rapporto con gli agricoltori.
Per cose più complesse (esempio un piano aziendale devi forse contattare un professionista, es. un agronomo, oppure anche perito agrario, o agrotecnico), queste figure professionali, particolarmente la prima operano su molto ampi spazi di competenza e su tutta Italia e quindi pui contare su un'assistenza completa per il settore agricolo da parte di un professionista di una qualsiasi provincia italiana. Anche in ambito edilizio se non hai bisogno di un architetto, o un ingegnere, per molte costruzioni agricole un agronomo competente in materia va più che bene.
Innanzitutto premetto di avere fra le mani un appezzamento di terreno di circa 4600 mq. in parte coltivato a vigneto. Nella nostra zona vi sono parecchi olivi e avendo avuto in passato un uliveto di famiglia avrei pensato di adibire la restante parte del terreno appunto ad uliveto.
I terreni non sono tutti uguali, anche se in zona di collina alpina vi possono essere caratteristiche molto omogenee. Le varianti che incidono maggiormente, oltre alle caratteristiche del suolo, sono l'esposizione al sole e la posizione (versante, o fondo valle, dove in qust'ultimo caso hanno luogo spesso inversioni termiche e quindi gelate). Un terreno un tempo a vigneto, se è stato abbandonato significa, in genere, che vi era un qualche motivo che lo rendeva meno produttivo. Spesso un vigneto abbbandonato è anche un possibile focolaio di malattie più, o meno gravi. Un vigneto vecchio è comunque meno produttivo. Il ciclo di un vigneto intensivo è molto breve e comporta quindi esborsi economici ammortizzati su un certo numero di anni, che devono essere valutati per la possibile redditività della coltura e delle politiche agricole future di medio-lungo periodo, ad es. possibile liberalizzazione delle quote di produzione, o adozione di tecnologie di vinificazione moderne, che aumentando la produzione, magari anche in settori di qualità, possano determinare una discesa dei guadagni, incidendo quindi sulla possibilità di ammortizzare i costi, che un'azienda distribuisce su più anni, a volte anche appoggiandosi a crediti presso banche locali.
Ho sentito dire però che ci sono delle caratteristiche fondamentali per riuscire a diventare un agricoltore di seconda (che poi non so nemmeno la differenza fra agricoltore di prima e di seconda), come ad esempio un minimo di metratura di terra; c'è chi parla di 2000 mq. chi di 5.000 e perciò ho una gran confusione in testa.
Non ho mai sentito parlare di questi termini, però sò anche che il Trentino, regione a statuto speciale, ha un'ampia autonomia legislativa. Gli elementi di solito di riferimento per accedere alle agevolazioni agricole sono per priam cosa quello dello IAP (imprenditore agricolo professionale; a fini + che altro previdenziali vi è poi la figura giuridica del coltivatore diretto, a cui fanno riferimento anche altre vecchie normative per l'agricoltura).
Inoltre chiedo se è possibile costruire magazzino e abitazione su questo terreno e se si che possibilità di ampliamento vi è. Se mi devo attenere a delle normative nazionali, regionali o addirittura comunali!! ecc....ecc....
...si anche comunali, ogni comune ha un suo piano regolatore a volte molto specifico e frutto del lavoro di qualche professionista del posto, a volte in 'estrema economia', a causa delle precarie condizioni economiche in cui versano alcuni comuni italiani.  Questo è un elemento che ti spinge a dover comunque sentire un professionista agricolo locale, specialmente se hai bisogno di consulenza in ambito anche edilizio. Non tutti gli agronomi sono competenti in questo ambito, ma se trovi quello giusto ti può offrire uno spettro di consulenza che va dal settore edilizio alla tecnica colturale, agli investimenti in macchine e quindi al complessivo piano aziendale e relative agevolazioni e sovvenzioni locali; appoggiandosi invece a diversi professionisti quando qualcosa non funziona diviene un bel problema. A volte può essere utile far riferimento ad uno studio associato. Sono comunque costi che vanno valutati con attenzione, ma se parli di costruzioni devo pensare che hai già considerato questo punto.
In ogni caso se acquisisci il requisito di imprenditrice agricola puoi construire sul tuo terreno ed accedere ad agevolazioni del PSR per investimenti aziendali, che incidono alleggerendo una buona percentuale sui costi,  fermi restando i requisiti del PRG ed eventuali vincoli paesaggistici e/o di altro tipo. Se vi sono agevolazioni per l'imprenditoria femminile puoi avere da esse un aiuto che, a volte, riguarda anche la facilità di accesso ad egevolazioni e sovvenzioni rispetto ad un comune agricoltore.
Come avrete letto ho veramente una gran confusione in testa e poche idee chiare; per chiedo un Vostro aiuto ;)
L'attività agricola svolta in condizioni di competititvità richiede un notevole apporto tecnico e di investimenti (mirati), a fronte di superfici che invece non sempre richiedono di dover essere elevate.
Per questo l'elemento principale è trovare un servizio di assistenza completo (a volte anche offerto dalle associazioni di categoria agricole), a partire da un piano aziendale che deve valutare con attenzione le condizioni di maggiore redditività e minori costi a volte presenti localmente. A fronte della spesa potrai contare sulla responsabilità di chi pianifica la tua attività, che è comunque soggetta a molte variabili su cui devi essere anche tu informata, in modo da poter intervenire nelle decisioni, particolarmente quando un investimento decisivo può comportare un incremento di reddito, ma spesso anche di rischi.
Grazie fin d'ora
Maor
Mi sono dilungato molto, ma le indicazioni fornite sono necessariamente generiche. Le idee circa vigneto, oliveto, ecc. vanno valutate tenendo conto anche di condizioni locali, che però io non conosco.
Tanti auguri per la tua attività
e Buon Natale
Ultima modifica di bill1 il 19 dic 2010 06:17, modificato 1 volta in totale.
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