Nuove modalità di trasmissione plasmodio malaria

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Nuove modalità di trasmissione plasmodio malaria

Messaggio da admin »

Nuove modalità di trasmissione del plasmodio della malaria nelle zanzare del genere Anopheles; si aprono nuove possibilità per il controllo di questa malattia:

Comunicato stampa dell'Università di Camerino (UNICAM).

Tre gruppi di ricercatori di due Università italiane (Università degli Studi di Camerino ed Università degli Studi di Milano), coordinati da Guido Favia, Claudio Bandi e Daniele Daffonchio, docenti rispettivamente presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie di Camerino e le Facoltà di Medicina Veterinaria e di Agraria di Milano, hanno dimostrato una nuova modalità di trasmissione e diffusione di batteri simbionti associati a zanzare del genere Anopheles, da cui potrebbero derivare importanti ricadute per il controllo della malaria, malattia causata da un protozoo (il plasmodio), trasmesso da queste zanzare [1].
I tre gruppi di ricerca sono da alcuni anni impegnati in un progetto finalizzato all'utilizzo di microrganismi associati agli insetti per il controllo biologico della trasmissione di malattie infettive. Recentemente, presso i laboratori coinvolti nel progetto [2], è stato identificato un batterio acetico appartenente al genere Asaia, stabilmente associato a diverse specie di zanzare Anopheles, con caratteristiche molto interessanti per lo sviluppo di un approccio di “Controllo Simbiotico” che prevede la diffusione dell’agente di controllo, rappresentato dal batterio, da parte del vettore stesso.
La nuova ricerca ha identificato una via di trasmissione inattesa per questi batteri: dal padre alla progenie delle zanzare. I risultati di questa ricerca, riassunti in un articolo scientifico pubblicato sull’ultimo numero della prestigiosa rivista Current Biology [1], offrono importanti informazioni sulla biologia delle zanzare ed aprono interessanti prospettive per il controllo delle malattie da esse trasmesse. “Negli insetti, la trasmissione paterna dei batteri è davvero molto rara – commenta Guido Favia - e mai descritta prima per le zanzare. La nostra scoperta suggerisce che questa modalità di trasmissione potrebbe essere più comune di quanto finora immaginato”. Aggiunge Daffonchio “Attraverso l’applicazione di tecnologie bio-molecolari per la marcatura permanente dei batteri simbionti abbiamo potuto dimostrarne sia la trasmissione verticale alla progenie, sia la trasmissione venerea dai maschi alle femmine durante l’accoppiamento”. Secondo Bandi “Diversi modelli ed interpretazioni sulla biologia del rapporto ospite/simbionte si basano sull’assunzione di una trasmissione per via materna dei microrganismi simbionti; la situazione potrebbe essere molto più complessa nelle zanzare, dove la trasmissione venerea e paterna del simbionte Asaia implica certamente un impatto importante sulla biologia dell’ospite.” La scoperta della trasmissione paterna di Asaia nelle zanzare è di estremo interesse per lo sviluppo di strategie finalizzate a veicolare all’interno del corpo della zanzara farmaci o fattori con attività anti-plasmodio, per ridurre i livelli di trasmissione del patogeno all’uomo. “Difatti – prosegue Favia – è possibile, in futuro, immaginare di rilasciare nelle zone infestate da Anopheles e dalla malaria solamente maschi di zanzara al cui interno siano stati introdotti batteri modificati capaci di interferire con la trasmissione del plasmodio. I maschi provvederebbero alla diffusione del batterio anti-malaria nella popolazione, senza la necessità di rilasciare femmine di zanzara, le uniche responsabili della puntura sull’uomo e della conseguente trasmissione del patogeno”.

Comunicato stampa dell'Università di Camerino (UNICAM) del 9/12/2008.

Autrice del comunicato: Marzocco Egizia.
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