Qualità delle acque-Rapporto ISPRA-AllarmeErbicidi

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Qualità delle acque-Rapporto ISPRA-AllarmeErbicidi

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Qualità delle acque - Pubblicato il rapporto ISPRA, dai dati emergerebbe un Allarme Erbicidi:

Il rapporto dell'ISPRA 2010 sulla qualità delle acque pone in evidenza la necessità di un utilizzo corretto dei fitofarmaci (es. erbicididi, insetticidi, anticrittogamici, acaricidi) nel settore agricolo, prodotti essenziali per la sua redditività in molte zone d'Italia, ma allo stesso tempo sostanze che necessitano di essere utilizzate solo quando realmente necessarie e con modalità che ne riducano l'utilizzo, particolarmente nei casi di maggiore rischio di contaminazione ambientale ed anche al fine di ridurre i costi di gestione delle colture agricole.
La commisurazione delle principali priorità tecniche ed ambientali: efficacia del trattamento, costo del prodotto, riduzione del suo uso, utilizzo di moderne molecole a ridotta tossicità, idonea formulazione e modalità di trattamento, epoca massima pre-raccolta per il trattamento, ridotta diffusione nell'ambiente, ecc. richiedono un'adeguata preparazione di base, che è tipicamente detenuta da molti laureati in scienze agrarie e forestali ed inoltre un costante aggiornamento volontario del tecnico, concretamente possibile, con gli strumenti multimediali oggi a disposizione.
Infine è utile notare che anche tra i professionisti di preparazione non universitaria già operativi da tempo, vi sono persone di elevata preparazione, probabilmente in ragione del fatto che la competenza nel settore fitofarmaceutico richiede un notevole impegno di apprendimento tecnico-pratico in un ambito disciplinare comunque localmente circoscritto ad alcuni prodotti/specie di parassiti e quindi accessibile a persone che si impegnino in modo rigoroso e costante.
E' effettivamente possibile talvolta sostituire gli erbicidi con forme di lotta agronomica, fisica, e biologica alle infestanti, ma è però importante anche precisare che l'agricoltura biologica per se stessa, che più tipicamente fa riferimento a queste tecniche, è solo una piccola fetta della produzione agricola complessiva, mentre alcune produzioni di grande consumo richiedono un elevato e/o frequente uso di fertilizzanti e fitofarmaci, per mantenere gli standard qualitativi richiesti dai consumatori e livelli di produzione remunerativi.

E' quindi necessario un adeguato supporto tecnico alla produzione, ora non sempre presente, per garantire la sicurezza degli alimenti, magari attraverso il ricorso ad altre forme di agricoltura sostenibile meno rigorose, come ad esempio l'agricoltura integrata.
Purtroppo l'assistenza tecnica ha un costo non sempre sostenibile da parte delle piccole aziende. Sarebbe quindi forse auspicabile l'attivazione e/o potenziamento di servizi pubblici di assistenza fitopatologica agli agricoltori, che potrebbero in tal modo fornire supporto alle aziende familiari anche favorendo la diffusione di informazioni riguardo le varietà coltivate più resistenti ai parassiti e per questo necessitanti di minori trattamenti chimici, o altre iniziative pubbliche locali.
Adeguati servizi pubblici di assistenza tecnica/sperimentazione potrebbero, come avviene nelle cliniche mediche universitarie, offrire opportuntà di tirocinio ai neo-laureati (chiudendo così il ciclo assistenza-educazione tecnica), mantenere una redditizia agricoltura, anche sul territorio collinare e montano, ad un costo sostenibile e curare l'aggiornamento di tecnici con qualità ed intensità della formazione commisurata sulla base delle richieste delle popolazioni di specifici territori.

Un'agricoltura più remunerativa (non solo nelle filiere di qualità) significa infine poter mantenere le tradizionali colorazioni del paesaggio (agricolo) anche nelle zone collinari e montane, e garantire un'adeguata disponibilità di alimenti in ogni luogo, con riduzione degli spostamenti, relativi consumi di carburanti e quindi inquinamento.

In questo periodo molti si sbizzarriscono a proporre idee e presunte soluzioni al problema della sicurezza alimentare ed inquinamento ambientale di origine agricola ed è quindi utile che ognuno di noi proponga le sue, per migliorare l'ambiente in cui viviamo, con soluzioni ispirate ad un ecologismo che sia però anche 'scientifico' e calato nel contesto economico e non puramente idealistico.

Fonte: ISPRA Ambiente
Ultima modifica di admin il 26 mag 2010 15:21, modificato 1 volta in totale.
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