Un sale antigelo sbagliato può danneggiare molto la vegetazione stradale

Molte buone pratiche che riguardano le piante sono note alla maggior parte dei tecnici del settore agricolo: professionisti abituati a spendere le loro ampie competenze, in ambito sia agricolo, che forestale e urbano. Come si evince spesso da blog di tecnici e news da essi diffuse attraverso i social-network è frequente trovarsi a fronteggiare la faciloneria con la quale alcune amministrazioni gestiscono problematiche, la cui soluzione si ritiene sia alla portata di tutti.
Alla fine i problemi sembrano sempre gli stessi, poiché apparentemente le valutazioni di chi interviene, particolarmente in situazioni di emergenza, non producono soluzioni sempre ragionate e creative, che possono solo derivare da un'approfondita conoscenza delle materie di base universitarie. Nei ruoli decisionali delle politiche del verde non è infatti raro trovare persone in cui l'esperienza prevale sulla competenza e quand'anche vi sia comunque una differente competenza tecnica, essa può essere utile, nella direzione dell'interdisciplinarità, solo se vi è anche la consapevolezza di un limite di competenza, che può evidenziarsi in qualunque momento.

Alcune storie della vita di tutti giorni sembrano riproporre queste considerazioni, che non tutti condividono; ma proprio per superare la diffidenza è utile divulgare le soluzioni ad alcuni problemi pratici, perché emerga la consapevolezza della necessità di avere scelte sempre attente e tecnicamente motivate.

Accade in Italia e quindi anche nell'Ohio (USA) che, quando le strade si ghiacciano, la gente vada nel panico e cominci a chiedere agli uffici comunali di spargere sale sulle strade. In realtà nei luoghi frequentemente innevati lo spargimento del sale è una pratica di routine, per abbassare il punto di congelamento dell'acqua e liberare agevolmente le strade dal ghiaccio.

Laddove la neve abbondante è, invece, una novità e motivo di allegria (magari per la chiusura di scuole ed uffici) ci possiamo aspettare che possa invece mancare la consapevolezza di alcune procedure dannose, come appunto lo spargimento sulle strade del sale da cucina (cloruro di sodio), o del cloruro di potassio. E' indubbio che si tratti di un metodo efficace per sciogliere il ghiaccio, ma risulta dannoso per le piante, per i terreni coltivati, per l'ambiente. Per tale motivo in occasione delle recenti intense nevicate verificatesi negli Stati Uniti, una docente e divulgatrice dell'università dell'Ohio ha diffuso alcune utili informazioni, tra cui in particolare l'invito a non abusare del sale.

Le piante sono danneggiate dai sali di sodio e potassio, sia direttamente che distruggendo la struttura del terreno in cui crescono. I terreni in misura più o meno accentuata contengono argille, le cui molecole formano particelle microscopiche, che tendono a compattarsi se manca una struttura tridimensionale, normalmente assicurata dalla presenza e permanenza di 'ponti' di cationi bivalenti, che quindi hanno un importante ruolo strutturante, che però viene meno, in caso di sostituzione con cationi monovalenti di sodio e potassio, contenuti nei più comuni sali antigelo.
Le argille, quando destrutturate, diventano una massa pietrosa impenetrabile per l'ossigeno e le radici; se poi sono molto bagnate possono essere dilavate ed erose dalle correnti d'acqua.

Come evidenzia Pam Bennet, professoressa associata al Collegio di Scienze Alimentari, Agrarie e Ambientali dell'Università dell'Ohio, i danni riguardano anche le pavimentazioni di cemento poste ai lati delle strade, che vengono bucate (pitting) dal sale; tra le varie piante risultano particolarmente colpite le siepi e i prati circostanti le strade.
La professoressa Bennet è anche direttrice del Programma volontario di Maestro Giardiniere ('Master Gardener') per il Servizio di Divulgazione dell'Università dell'Ohio e quindi non può esimersi dall'evidenziare che 'l'alta concentrazione di sale cambia la chimica del suolo, cosicché le piante non riescono ad assorbire acqua e le radici si seccano'.
Il problema è chiaramente peggiore in quei luoghi in cui d'inverno le nevicate sono più frequenti ed intense. Come ella precisa: 'Se userete sale costantemente, potreste notare un danno maggiore'.

Le piante hanno una differente sensibilità alla presenza di sale nella soluzione circolante del suolo e alla salificazione dei suoli. Quelle colpite maggiormente, viene evidenziato, vanno dai tappeti erbosi ai pini bianchi (Pinus monticola, o 'pino delle montagne della California'). In ogni caso è ovvio aspettarsi una maggiore incidenza del danno nei luoghi dove il sale si accumula maggiormente, ovvero sulla vegetazione posta ai margini delle strade e dei marciapiedi, che in inverno è meno attiva, ma che alla ripresa dell'attività vegetativa troverà un ambiente di vita cambiato e meno ospitale.

Come evidenzia la professoressa Bennet, da un punto di vista della fisiologia della pianta, l'eccessiva presenza, nella soluzione circolante del suolo, di sali usati contro il giaccio 'è simile all'applicazione di troppo fertilizzante'.
Infatti, a prescindere dall'eventuale apporto nutritivo dei sali utilizzati, essi sono comunque dannosi, poiché determinano un abbassamento del potenziale osmotico dell'acqua circolante nel suolo e in tali condizioni le piante faticheranno maggiormente ad assorbire acqua e a prelevare elementi nutritivi essenziali, dalla soluzione del suolo. Le piante son quindi costrette a tentar di invertire il potenziale osmotico e non è detto che ci riescano; tale abilità varia da pianta a pianta.
Benett aggiunge quindi: “Se voi ne versate una grande quantità in una zona circolare, vedrete il tappeto erboso bruciare per l'alta quantità di sale.”

E' comunque possibile ottenere lo stesso risultato di sciogliere il ghiaccio dalle strade, senza provocare danni, infatti come ella riferisce:'La cosa migliore che potete fare è passare a un agente scongelante privo di sodio, come ad esempio il cloruro di calcio, o l'acetato di calcio e magnesio'.

Viene infine segnalato che è anche possibile collocare una barriera protettiva intorno alle piante, come ad esempio un recinto di neve, o una serie di sacchi di tela ruvida.
In conclusione è soprattutto importante che qualunque scongelante utilizzato venga comunque gestito nella maniera adatta, come sottolinea la professoressa Bennet:'La maggior parte della gente ne prende solo una manciata e la getta intorno. Assicuratevi che lo state applicando rispettando le indicazioni riportate in etichetta, in modo tale che non si raduni in mucchi che causino danni.'

Fonte/i: Ohio State University - College of Food, Agricultural, and Environmental Sciences, 29 gennaio 2019

Autore dell'articolo: , 31 gennaio 2019

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