La popolazione statunitense sta crollando in più di un terzo delle contee rurali

Uno studio dell'università del New Hampshire ha analizzato l'andamento della popolazione negli Stati Uniti, utilizzando come unità di riferimento le contee che in numero elevatissimo costituiscono ciascuno stato della federazione statunitense.

In Italia fin dagli anni '50 del '900 si è verificato un forte declino della popolazione rurale e ciò ha anche segnato un evoluzione tecnica dell'agricoltura tipica di ogni economia in fase di sviluppo: al diminuire della popolazione rurale impiegata in agricoltura aumenta la popolazione urbana e il numero di addetti nei settori dell'industria e del terziario, mentre diminuiscono il numero di addetti alle operazioni agricole per unità di superficie; ciò si verifica al diminuire della redditività dell'attività agricola e sotto la spinta della migliore qualità della vita offerta dalle aree urbane.

Al diminuire degli occupati in agricoltura aumenta poi gradualmente la superficie delle aziende agricole, che avendo meno 'tare' possono adottare moderne tecnologie, ridurre i tempi di coltivazione e incrementare le rese produttive, migliorando la redditività ed il tasso di professionalità dell'attività agricola.

Negli Stati Uniti il peso dell'agricoltura si è mantenuto maggiore nel tempo sebbene vi siano agricolture differenti nei differenti stati. In generale le aziende agricole hanno lì avuto sempre una elevata superficie, che garantiva in partenza una maggiore redditività delle imprese. Però chiaramente anche negli Stati Uniti vi sono delle contee con un'economia agricola più povera, che hanno subito una più intensa migrazione della popolazione agricola ed urbanizzazione.

Dall'analisi dei dati dello studio effettuato presso la stazione sperimentale agricola dell'Università del New Hampshire è risultato che circa il 35% delle contee rurali sono state soggette, fin dagli anni 50 del '900, a un costante declino della popolazione. All'interno di queste contee vivono tuttora 6,2 milioni di persone, che corrispondono a circa 1/3 in meno della popolazione che era ivi presente nel 1950.

Complessivamente i ricercatori hanno evidenziato che 746 contee (24%) sono attualmente soggette a un calo di popolazione e il 91% di esse sono contee rurali. Quindi solo il 9% delle contee urbane si stanno spopolando. Questo dato non significa necessariamente che il calo di popolazione da contee rurali vada verso contee urbane, così come il calo della popolazione delle contee urbane potrebbe andare sia verso altre contee urbane che rurali.

Quindi nulla è scontato in questo tipo di analisi ed in tal senso può essere utile evidenziare che negli anni scorsi era stato più volte segnalato un flusso di popolazione della fascia dei 'baby-booomers' (attuali 55-65enni) verso le aree rurali al fine di creare nuove, piccole attività agricole, centrate prevalentemente sulle produzioni di qualità, l'ecologia, la multifunzionalità e l'imprenditoria femminile.

Per avere maggiori informazioni sullo studio compiuto all'Università del New-Hampshire si rimanda quindi all'articolo "Rural Depopulation: Growth and Decline Processes over the Past Century" del giornale 'Rural Sociology'; la ricerca, viene segnalato dalla fonte, è anche disponibile nel 'Report Carsey'. Essa è stata condotta da Kenneth Johnson, ricercatore presso la stazione sperimentale agricola dell'Università del New Hampshire, demografo anziano alla Carsey School of Public Policy e professore di sociologia e da Daniel Lichter borsista di politiche alla Carsey School.

Hanno detto i ricercatori: 'La perdita di popolazione per migrazione è il fattore più importante nei primi stadi dello spopolamento. Le contee rurali che si stanno spopolando ebbero una perdita media, per migrazione, del 40% dei 20-24enni in ciascuna decade tra il 1950 e il 2010 e tale cronica migrazione di giovani adulti significa che ci sono state molte meno donne di età interessata alla nascita di bambini e come risultato molte meno nascite. In aggiunta il 60% di queste contee ha avuto più morti che nascite.' Questa combinazione di migrazione di giovani adulti, minori nascite e più morti ha prodotto quindi, secondo gli autori di questo studio, una spirale al ribasso di perdita di popolazione, che sarà difficile interrompere.

Non tutte le contee rurali statunitensi stanno però spopolandosi: più del 35% di esse, è stato evidenziato, hanno avuto un incremento demografico durante varie decadi e molte di esse, si evidenzia, sono localizzate vicino ad aree metropolitane, o a luoghi di riposo e ricreativi. Tuttavia i ricercatori hanno evidenziato che delle conte rurali che raggiunsero nel 2010 il loro picco demografico, solo il 56% di esse ha mantenuto un incremento demografico tra il 2010 e il 2016. Ciò evidenzia una crisi in corso nel territorio rurale statunitense, anche laddove l'economia agricola ha sempre offerto maggiori opportunità.

Hanno detto i ricercatori: 'Quella quasi metà delle contee con lunga storia di incrementi di popolazione, che stanno ora spopolandosi, sottolineano il vento demografico ed economico contrario che sta fronteggiando l'America non-metropolitana. Questo studio fornisce uno sguardo demografico sul futuro ed una sobria previsione del continuo declino di popolazione rurale in molte regioni economicamente depresse.'

'Future crescita e declino della popolazione rurale sono profondamente radicate in tendenze in corso di evoluzione riguardo migrazione, fertilità e mortalità. E' passato il tempo per rifocalizzare la nostra attenzione sulla popolazione rurale ed i luoghi lasciati indietro'.

La ricerca compiuta è basata su un lavoro sovvenzionato dalla stazione sperimentale agricola del New Hampshire, attraverso un fondo congiunto dell'Istituto nazionale per il Cibo e l'Alimentazione (NIFA), del Ministero dell'Agricoltura degli Stati Uniti d'America e dello stato del New Hampshire.

Fonte/i: Lori Wright, NH Agricultural Experiment Station, 13 maggio 2019

Autore dell'articolo: , 30 giugno 2019

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