E' utile considerare la dimensione delle particelle di mais quando si vuole migliorare l'efficienza della razione nutritiva

Uno studio dell'università del Kansas richiama l'attenzione su un aspetto non sempre considerato, ma che in un'ottica complessiva può contribuire a realizzare delle economie in un'azienda zootecnica. Si tratta delle dimensioni delle particelle di mais che, con altri cereali, rientrano nel pastone preparato per l'alimentazione del bestiame agricolo. La digeribilità ed assimilabilità di tale alimento dipendono infatti dalle dimensioni delle sue particelle, che possono variare moltissimo all'interno dell'alimento zootecnico.

Premessa

'C'è una stretta relazione tra le più piccole particelle e l'aumentata digeribilità dell'amido (dei granelli)', riferisce Chris Reinhardt, specialista in mangimi presso il dipartimento di ricerca e divulgazione dell'università del Kansas. A prescindere dal tipo di cereale che noi forniamo come componente amilacea della razione. Più è l'amido che noi otteniamo sia digerito, sia che sia nel rumine che fuori dal rumine, più migliora il ritorno dell'investimento in quel cereale'.

In uno studio recente, Reinhardt ha cercato di definire le pratiche in uso nel Mid-West degli Stati Uniti d'America per la preparazione delle razioni alimentari zootecniche e la dimensione media delle particelle dei cereali nei pastoni che non utilizzino mais in fiocchi prodotto con vapore, ma una qualche forma di lavorazione asciutta del mais, come ad esempio l'arrotolamento secco, o la molitura con il martello.

Sebbene il prezzo del mais sia recentemente diminuito l'autore di questo studio richiama ugualmente l'attenzione sulle economie che possono essere realizzate, in particolare considerando l'effetto della dimensione delle particelle sulle performance del bestiame. L'autore rileva inoltre che dallo studio di campioni fecali è stato possibile definire quanta granella non era stata digerita. Tanto più era l'amido rimasto nelle feci, tanto minore era quello che l'animale ricavava dal cereale.

Quanto è stato scoperto invita a effettuare dei cambiamenti

Dati raccolti da 34 campioni di pastone provenienti da Kansas, Nebraska, Sud Dakota, Minnesota, Colorado ed Iowa ha mostrato una dimensione media delle particelle di 4.300 micron (4,3 millimetri).

'Noi chiameremmo ciò qualcosa come grezzo, e tuttavia ciò è divenuto la media della nostra intero settore', dice Reinhardt. Così il settore (dell'allevamento bovino), in media, sta processando il mais a una dimensione di particella grossolana'.

Egli riferisce che i campionamenti alimentari non solo aiutavano a determinare la dimensione particellare media, ma essi erano anche utilizzati per esaminare la diffusione delle dimensioni delle particelle. Mentre la media era davvero più di 4000 micron, molti campioni avevano ampie e sottili particelle nella miscela.

'Due dei comuni pastoni derivavano non da molitura con rullatura a secco, ma con martello a secco, che crea particelle più fini e più piccole e anche una più ampia quantità di particelle fini', dice Reinhardt.

Sulla base di questa indagine, l'autore dello studio riferisce di essere convinto che la maggior parte delle razioni nutritive che sono prodotte con rullatura a secco potrebbero avere i loro granelli rotti ad una dimensione particellare più piccola, per migliorare la digestione del bestiame.

Egli riferisce però che 'dimensioni delle particelle troppo fini potrebbero davvero causare più problemi che risolverne, come ad esempio l'acidosi e gonfiori. Tuttavia vi è un certo numero di produttori che stanno tritando i granelli fino a una dimensione particellare più grossolana e potrebbero averci rimesso del denaro. Io capisco che attualmente il grano è ora relativamente economico, forse storicamente a buon mercato, ma non sarà sempre così e francamente, anche quando la granella è economica, non vogliamo buttarla via'.

Reinhard ha segnalato che questo studio a portato a svilupparne un altro, dove lui e i suoi collaboratori riducono il mais a 4000, 3000 e 2000 micron e forniscono al bestiame questi campioni di razione alimentare per determinarne se le abilità produttive, cioè l'incremento giornaliero e l'efficienza della razione nutritiva, sono influenzati dalla dimensione delle particelle alimentari.

Fonte/i: Kansas State University, 26 febbraio 2015

Autore dell'articolo: , 28 febbraio 2015

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