Un nuovo trattamento permette di prolungare la durata della conservazione post-raccolta delle banane

La banana è un frutto climaterico, ovvero la cui maturazione prosegue anche dopo la raccolta, poiché esso è in grado di produrre da solo l'etilene, un ormone vegetale promotore della maturazione. La presenza di etilene stimola la respirazione cellulare, che raggiunto un picco massimo (o picco climaterico) e poi diminuisce di nuovo, dopodiché il frutto comincia a decomporsi. In particolare la banana, come anche le pomacee, accumula amido che viene poi gradualmente decomposto in zuccheri; pertanto al procedere della maturazione il frutto diviene sempre più dolce anche se è stato raccolto ancora acerbo.

Come viene riferito dagli autori dello studio di seguito riportato, il principale problema nella maturazione delle banane consiste nel fatto che raggiunta la fase di maggiore serbevolezza del frutto, esso dopo soli tre giorni a temperatura ambiente diviene scuro e quindi non più commercializzabile.

Una parziale soluzione a questa criticità nella gestione post-raccolta delle banane è arrivata con una recente scoperta effettuata da due ricercatori egiziani. Sarà ora possibile prolungare di due giorni la fase di commercializzazione di questi frutti, attraverso il loro trattamento con un fosfolipide di origine naturale.

Le banane, come viene riferito, vengono normalmente raccolte ad uno stadio di maturazione verde e successivamente trattate con etilene esogeno, con il fine di stimolarne la maturazione, prima della loro distribuzione e vendita. Dal trattamento con etilene alla piena maturazione intercorrono circa 5 giorni, trascorsi i quali ci si trova nella fase di piena commercializzazione del prodotto. Dopo ulteriori 3 giorni di permanenza delle banane sullo scaffale del rivenditore, esse scuriscono e divengono incommerciabili.

Il trattamento messo a punto dai due ricercatori egiziani permette ora di prolungare la fase di piena maturazione per ulteriori due giorni che, viene riferito, sono particolarmente significativi nel determinare un incremento di vendita del prodotto, riducendone le perdite, e quindi un incremento del profitto complessivo e del valore del prodotto per unità di peso.

Gli scienziati autori di questo studio sono Zienab F.R. Ahmed dell'Università egiziana della South Valley e Jiwan P. Palta dell'Università del Wisconsin-Madison; essi hanno pubblicato la loro ricerca sul giornale HortScience.

I due ricercatori riferiscono: 'Studi precedenti condotti nel nostro laboratorio hanno dimostrato che i trattamenti sia pre-, che post-raccolta con lysophosphatidylethanolamine (LPE) possono ritardare l'invecchiamento e migliorare la durata di vendita di vari frutti.'
'In questo studio noi abbiamo investigato la possibilità di migliorare la permanenza sugli scaffali dei frutti di banana, attraverso un immersione post-raccolta in LPE.'

Ciò che più dettagliatamente è stato effettuato in laboratorio è l'immersione per 30 minuti delle banane in una soluzione di 500 ppm di LPE. Le banane trattate, in numero di 50 unità, si trovavano ad uno stadio di maturazione di 2.5 della scala colorimetrica, corrispondente ad una colorazione verde del 75%. Ne è poi stato osservato il comportamento nei 5 giorni successivi, durante i quali i frutti sono stati conservati a temperatura ambiente. Altre 50 banane della stessa partita costituivano il campione di confronto e non sono state affatto trattate con LPE.

Gli autori di questo studio notano infine:'Cinque giorni dopo il trattamento in immersione, i frutti trattati con LPE erano più duri e più spessi a confronto con il controllo non trattato'. La decomposizione dell'amido risultava anch'essa anche ritardata. Il trattamento con LPE rallentava infine lo sviluppo di macchie brune sul tessuto della buccia.

In definitiva gli autori suggeriscono che il trattamento con LPE 'può migliorare la durata sullo scaffale mantenendo l'integrità della membrana, riducendo la respirazione e rallentando la decomposizione dell'amido e delle pareti cellulari, durante la maturazione e la senescenza del tessuto del frutto della banana.'

Fonte/i: American Society for Horticultural Science (ASHS), 7 ottobre 2015

Autore dell'articolo: , 31 ottobre 2015

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