I sistemi di allevamento senza gabbie non son privi di sfide per la salute del pollame

Curioso il tema recentemente proposto dagli studiosi dell’università di Davis, California: essi stanno cercando di capire come preparare le galline a essere libere, ossia, molto più concretamente, a non essere allevate in gabbie. Sembra strano ma è proprio così: le galline allevate per stare in gabbia non si adattano facilmente a vivere in libertà; esse sono state nel tempo selezionate per specifiche caratteristiche produttive, che non contemplavano di avere un organismo adatto a sopravvivere agli stress, che la loro voglia di essere libere gli causerebbe in un ambiente naturale.
Nonostante ciò la locale normativa sul benessere degli animali prevede che entro il 2026 esse debbano essere pronte per vivere libere, o almeno che le strutture in cui esse saranno allevate in libertà siano idonee allo scopo. Infatti è previsto che il 75% delle galline ovaiole dovranno crescere fuori dalle gabbie, rispetto a una dato che indica che attualmente, negli Stati Uniti, ciò si verifica solo nel 17% dei casi. Questo è ciò che vuole il mercato: gli acquirenti di pollame vogliono ora acquistare polli che siano cresciuti in libertà.

Una delle tecniche di allevamento più diffuse nel mondo prevede che le galline (es. le ovaiole) siano allevate in strette e basse gabbie, poste a volte l’una sull’altra; tale impostazione permette di risparmiare spazio e di intensificare la produzione. Non è comunque una bella prospettiva di vita, per un animale, vivere in tali gabbie; eppure anche nell’allevamento libero esistono pari problematiche, poiché in tal caso polli e tacchini vengono allevati in grandi capannoni chiusi, dove alla prima comparsa di un’infezione può scoppiare una vera e propria epidemia; infine può anche capitare che i polli si calpestino l’un l’altro.
L’allevamento libero all’aperto espone invece il pollame al contatto con gli uccelli selvatici, che sono i principali portatori dell’influenza avaria; pertanto è sconsigliabile per i grandi allevamenti tenere il pollame libero all’aperto.

I polli moderni, particolarmente quelli da carne, attraverso la selezione genetica, riescono ad effettuare un rapido accrescimento in un tempo relativamente ridotto, il che significa anche che avranno un maggior peso che si scarica su zampe, che se fossero in continuo movimento, date le loro abitudini di vita (di appollaiarsi, beccarsi tra loro, ecc.), sarebbero soggette a un maggior rischio di fratture, un problema che riguarda anche lo sterno e il petto. Gli incidenti, come riferiscono i ricercatori di Davis, dipendono molto dall’ambiente di allevamento, dove capita che i polli non valutino perfettamente gli spazi di movimento, a disposizione tra i trespoli e le piattaforme e per questo motivo, a volte, si scontrano tra loro, o con ostacoli meccanici. E’ su questi aspetti che gli studiosi possono intervenire maggiormente in uno sforzo di ottimizzazione delle caratteristiche dell’ambiente di allevamento.

Con il supporto di una borsa di studio della Fondazione per la Ricerca alimentare ed agricola alcuni ricercatori dell’Università di Davis stanno quindi valutando se con il supporto di forme di educazione attiva del pollame, essi possano cercare di ridurre l’incidenza di fratture ossee e aumentare anche le abilità cognitive di questi animali, per permetter loro di muoversi in un, ambiente chiuso, che sia strutturato in base alle loro necessità (alimentazione, gioco, deposizione delle uova, ecc.).

Maja M. Makagon, del Dipartimento di Scienze Animali dell’Università di Davis dirige un equipe di ricercatori a cui partecipano anche alcuni suoi colleghi dell’Iowa State University, insieme ad altri dell’Università britannica di Bristol e dell’Università di Berna (Svizzera). Ella ha circostanziato l’obbiettivo dello studio in corso con le seguenti parole: ‘Con migliorate abilità di movimento è meno probabile che le galline si scontrino con altri polli sull’itinerario tra il cibo e l’acqua’.
In tal senso viene evidenziato, in particolare, che le fratture ossee nei polli non sono una novità, ma esse sono molto aumentate da quando il pollame è allevato in sistemi multistrato all’aperto. Pertanto viene rilevato che l’allevamento ‘senza-gabbie’ del pollame non ha un significato univoco, ma può variare nelle diverse aziende; tipicamente i polli allevati fuori dalle gabbie svolazzano in largo e in alto, all’interno di spazi chiusi, per raggiungere il cibo , i trespoli e le aree di nidificazione, ma non essendo abbastanza abili a volare, essi a volte atterrano in modo goffo facendosi male.

I ricercatori hanno anche avuto modo di confermare che i polli sentono un marcato dolore quando si fratturano delle ossa, infatti hanno riscontrato che essi, dopo una frattura, finiscono per preferire al normale alimento, dei mangimi medicati che contengano antinfiammatori. Inoltre sembra che le fratture possano influire sulla qualità delle uova, probabilmente poiché il calcio necessario alla formazione delle uova viene dirottato verso le ossa, in riparazione.

,

Uno degli aspetti che sarà oggetto di valutazione da parte dei ricercatori è se il pollame allevato nelle prime 16 settimane in impianti coperti, costituiti di più piani differenti sovrapposti, si comporta, fuori dalle gabbie, meglio dei polli allevati su un unico piano.
Makagon riferisce: ‘Noi ipotizziamo che esponendo il pollame ad ambienti che in natura sono verticali avverranno due cose: le ossa dello sterno si svilupperanno più forti e i polli saranno più bravi a muoversi nello spazio’.

Il gruppo di ricerca procederà nel suo studio valutando, in aziende commerciali statunitensi, l’incidenza delle fratture dello sterno su ampie popolazioni di polli, valutando la relazione tra forza delle ossa dello sterno e ambiente di allevamento. Successivamente lo studio sarà condotto su impianti di scala minore posti presso l’Università di Davis. Essi alleveranno polli in impianti con differente livello di stratificazione verticale, valutando quanto questo aspetto si riflette sullo sviluppo delle ossa dello sterno e sulle abilità cognitive e di movimento.

Fonte/i: Università della California – Davis, 19 aprile 2018

Autore dell'articolo: , 6 maggio 2018

Indirizzo permanente di questo articolo: https://www.agrolinker.com/?id=1789

© Riproduzione Riservata          Collegamento all'elenco dei feeds RSS di Agrolinker         

I commenti per questo articolo sono stati chiusi.

Alcuni articoli tematicamente collegati:
  1. I sistemi di allevamento senza gabbie non son privi di sfide per la salute del pollame

  2. In California è in corso uno studio per migliorare durante l'estate le condizioni di vita dei bovini e favorire l'aumento della produzione lattea

Collegamento all'elenco dei feeds RSS di Agrolinker