Pomodori ciliegini di migliore qualità, riducendo anche il consumo idrico della coltura

Un gruppo di ricerca dell’ETSIA (Escuela Técnica Superior de Ingeniería Agronómica) dell’Università di Siviglia (Andalusia, Spagna) partecipa al network europeo di ricerca sui carotenoidi con applicazioni al settore agroalimentare e della salute; è anche collegato ad un’analoga rete di ricercatori sudamericani (CYTED) e conta sulla partecipazione di ricercatori, scienziati ed operatori economici. L’obbiettivo finale è di migliorare il contenuto di carotenoidi nei prodotti ortofrutticoli coltivati.

I carotenoidi oltre ad essere utilizzati come coloranti alimentari, sono dei precursori della vitamina A, quindi sono di grande interesse sia nel settore agroalimentare, che in quello farmaceutico, come emerge da alcuni studi che mostrano un loro ruolo nel proteggere gli occhi, la salute cardiovascolare e nel ridurre l’incidenza di importanti malattie.

Questa filone di ricerca deve procedere necessariamente in parallelo tra lo studio della fisiologia della pianta e la valutazione degli effetti delle tecniche agronomiche sulla fisiologia della coltura e suo sviluppo in campo. Si tratta di un fine lavoro di messa a punto delle tecniche agronomiche per determinare una specifica modalità di coltivazione che permetta di massimizzare il contenuto di questi salutari composti contenuti negli alimenti vegetali.

In questo caso, lo studio è stato portato avanti da Elena Coyago Cruz, studentessa di dottorato presso l’Università Politecnica Salesiana di Quito (Ecuador) sotto la direzione dei ricercatori sopra-indicati. La sua tesi intitolata ‘A study of the contents of carotenoids and the phenolic compounds in tomatoes and flowers in the context of functional diet’ ha originato anche un articolo pubblicato nella rivista ‘Food Chemistry’ (=’Chimica Alimentare’).

Questo studio si è anche avvalso della collaborazione di esperti dell’Università di Alicante, del Politecnico di Madrid, dell’Istituto di Risorse naturali ed Agrobiologia di Siviglia (IRNAS) e del Centro di Edafologia e Biologia Avanzata Segura (CEBAS) di Murcia.

La ricerca è in questo caso andata a studiare l’effetto dell’irrigazione nelle diverse fasi dello sviluppo della coltivazione di due varietà di pomodoro ciliegino (cherry tomato) ed altre recenti varietà di pomodoro, portando a ottenere dei benefici alla complessiva gestione colturale, che risulta meno costosa e più sostenibile, nell’ambito di tecniche colturali che comunque nei climi roventi della Spagna meridionale rasentano l’aridocoltura.

Alla fine la messa a punto di un’ottimale procedura d’irrigazione, che tenga conto dei momenti in cui la pianta ha maggiore bisogno della risorsa idrica ha consentito di ridurne l’utilizzo in alcune fasi dello sviluppo, per concentrarlo in quelle fasi della crescita in cui la pianta se ne avvantaggia maggiormente e complessivamente si è determinata una riduzione delle necessità idriche nella misura del 50%, pur mantenendo e migliorando le qualità nutrizionali (contenuto in carotenoidi) e commerciali del pomodoro ciliegino, coltivato sia in primavera che in autunno. Questa tecnica è stata denominata ‘scarsità controllata dell’irrigazione’ (controlled watering deficit) e punta a ridurre l’utilizzo di acqua nelle fasi dello sviluppo del pomodoro ciliegino, in cui tale carenza abbia minore impatto ed aumentare la somministrazione di acqua nelle fasi in cui la sua carenza impatta la quantità e qualità della produzione, ovvero le fasi dello sviluppo che risultano più sensibili allo stress idrico.

Come spiega Mireia Corell, docente di Scienze Agroforestali:’Ciò non riguarda dimezzare la quantità di acqua senza ragione, ma piuttosto studiare lo stato idrico delle piante e, conoscendone i bisogni, innaffiare la coltura nella giusta maniera ed al momento migliore’.

‘I consumatori richiedono cibi più sani in modo che essi possano vivere più a lungo e meglio. Ma non è solo una questione di migliorare l’attesa di vita. Ciò significa anche assicurarsi di mantenersi sani in età anziana’, dice Antonio J. Meléndez, insegnante alla Facoltà di Farmacia dell’Università di Siviglia.’

L’applicazione di questa tecnica non è indirizzata al solo pomodoro ciliegino, ma può essere vantaggiosamente utilizzata anche per altre coltivazioni.

Fonte/i: Università di Siviglia (Spagna), 21 febbraio 2018

Autore dell'articolo: , 28 febbraio 2018

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