Residui dell'industria della birra, un'alternativa economica ai mangimi integrati tradizionali

L'economia agro-zootecnica statunitense è in crisi da quando il presidente Trump ha attivato i dazi contro i prodotti industriali cinesi. La Cina importava dagli Stati Uniti (fino ad inizio 2017) grandissime quantità di prodotti agricoli, tra cui mais e soia, che ovviamente ha poi smesso di acquistare. Il settore agricolo statunitense ha così risentito molto della politica commerciale del presidente Trump. Per altro verso il settore zootecnico ha risentito maggiormente del crollo del prezzo del latte e della mancanza di politiche agricole che difendessero i piccoli produttori (che per dimensioni corrispondono spesso ai medi produttori europei).

Alla fine del 2019 Cina e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale, ma non è dato finora conoscerne gli effetti sul settore agro-zootecnico, perché attualmente molto del commercio in entrata e uscita è ostacolato dalla crisi causata dall'epidemia di Coronavirus.

Una delle strade per ridurre il costo di produzione nel settore zootecnico è spesso, negli Stati Uniti, quella di ridurre il costo dell'alimentazione del bestiame, utilizzando sottoprodotti dell'industria agroalimentare, ma anch'essi sono venuti a mancare con l'abbandono dei Renewable Fuel Standards (RFS), ovvero della politica di sostegno al settore del bioetanolo (biocarburante). I Renewable Fuel Standards consistevano nell'obbligo, per l'industria di raffinazione petrolifera, di miscelare, nel carburante per autoveicoli, una percentuale minima di etanolo di origine agricola, derivato dalla fermentazione del mais.
Tale sbocco, un tempo garantito per le produzioni maidicole, competeva con l'allevamento zootecnico, sottraendogli la disponibilità di notevoli quantità di mais, ma in cambio produceva grandi quantità di 'granelli di distillazione', un sottoprodotto della filiera dell'etanolo che, dovendo essere smaltito, rendeva disponibile agli allevatori di bestiame, un alimento sostitutivo e più economico dei mangimi. Quando è stato eletto il presidente Trump i Renewable Fuel Standards erano appena scaduti e, invero, già in campagna elettorale, egli aveva detto che non li avrebbe rinnovati.

Con il venir meno degli incentivi alla produzione di etanolo si è attivata la ricerca di nuovi sottoprodotti, in grado di ridurre il costo di alimentazione del bestiame.
Una recente ricerca svolta, e tuttora in corso, presso il centro di insegnamento e ricerca sull'allevamento bovino da latte, della stazione sperimentale agricola 'Fairchild' dell'Università del New Hampshire (USA) studia la validità dell'impiego (anch'esso già in corso), nell'alimentazione del bestiame bovino da latte, dei 'granelli umidi dei birrai'. I 'granelli dei birrai' sono residui dell'industria della birra, che gli allevatori considerano una conveniente alternativa all'abituale alimentazione delle giovenche da latte, sia da un punto di vista economico che nutrizionale. Le giovenche sono le giovani mucche che non abbiano partorito un vitello.

Lo studio che ha valutato l'utilizzo di questo sottoprodotto è stato condotto dal ricercatore Peter Erickson, professore di agricoltura, nutrizione e sistemi alimentari e specialista in divulgazione sui bovini da latte e da Eric Hatungimana, studente di dottorato in scienze dell'allevamento bovino da latte.

Come afferma Hatungimana: 'Il costo dell'energia e dei mangimi proteici, in particolare mais e soia, è aumentato e i produttori di latte sono alla ricerca di alimenti zootecnici alternativi. Una strategia è quella di utilizzare alimenti meno costosi come i 'granelli dei birrai', i quali sembrano adatti per il loro valore nutrizionale, la disponibilità e il basso costo. Il nostro progetto ha valutato l'effetto della sostituzione della farina di mais e di soia con granelli umidi dei birrai, sulle prestazioni di crescita delle giovenche da latte'.

Viene quindi brevemente descritto il processo produttivo della birra: L'industria della birra utilizza principalmente orzo maltizzato, lasciando un residuo ricco di proteine noto come 'rifiuto di birra', che è adatto all'alimentazione del bestiame da latte. Mentre gli agricoltori alimentano da anni le mucche con granelli umidi dei birrai, ci sono dati limitati sull'uso di tale sottoprodotto, nell'alimentazione delle giovenche. Erickson e Hatungimana hanno scoperto che, includendo questo sottoprodotto della birra nella dieta delle giovenche da latte in una percentuale del 20%, si può sostituire completamente i mangimi a base di soia o mais e fornire prestazioni di crescita simili, rispetto alle diete che usano tali concentrati. Tale sostituzione determina una notevole riduzione dei costi di alimentazione per l'allevamento di giovenche da latte.

Come riferisce Hatungimana:'Questi risultati sono così importanti per i produttori di latte che stanno attualmente fronteggiando bassi prezzi del latte. Poiché il costo dei mangimi rappresenta il 70-80 percento del costo di produzione totale in qualsiasi azienda bovina da latte, l'utilizzo di sottoprodotti nutrienti e meno costosi ,come i granelli umidi dei birrai, aiuterà i produttori di latte ad aumentare i redditi, migliorando le prestazioni degli animali. Inoltre, l'utilizzo di granelli umidi dei birrai nell'alimentazione delle giovenche da latte è un modo valido dal punto di vista economico e ambientale, per i produttori di alimenti, di ridurre gli scarichi di rifiuti, i costi di gestione dei rifiuti e fornire entrate aggiuntive ai trasformatori.'

L'allevamento delle giovenche è costoso poiché esse non forniscono reddito agricolo fino a quando non partoriscono, tra i 22 e i 24 mesi, e iniziano a produrre latte. L'utilizzo di cereali a base di 'granelli umidi dei birrai' nell'alimentazione delle giovenche, secondo i ricercatori, ridurrebbe i costi di produzione, permettendo di raggiungere la crescita desiderata fino al primo parto.

'I granelli dei birrai sono il sottoprodotto più abbondante della birra e sono ricchi di proteine. Mentre gli alimenti convenzionali concentrati, come mais e farina di soia, sono costosi; l'uso di granelli umidi dei birrai sarebbe una strategia ideale per ridurre i costi di alimentazione, per allevare giovenche e quindi ottenere le prestazioni di crescita desiderate', ha affermato Erickson.

I ricercatori hanno anche valutato l'effetto sulla conservazione dei granelli umidi dei birrai, di un conservante commerciale, o di sale sulla crescita di lieviti e muffe. Come ha affermato Hatungimana: 'A causa del loro elevato contenuto di umidità - dal 65 al 75 percento - l'immagazzinamento improprio della granella spesso porta a una grande perdita di sostanza secca e sostanze nutritive, a causa dello sviluppo di muffe e lieviti. Questi producono diversi tipi di micotossine che sono persino dannose per il bestiame.'

Essi hanno scoperto che trattando con sale i granelli umidi dei birrai, non solo migliorava la digeribilità di sostanza secca, fibre e proteine, ma si riduceva anche il deterioramento per muffe e lieviti. Il sale è meno costoso dei conservanti commerciali ed è facilmente accessibile agli agricoltori che alimentano la loro mandria con 'granelli umidi dei birrai'.

Questa ricerca è stata pubblicata sulla rivista Applied Animal Science ed è stata finanziata dalla Stazione sperimentale agricola del NewHampshire, col contributo del National Institute of Food and Agriculture (USDA-NIFA), del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) e dello stato del New Hampshire. Questa ricerca è supportata anche da Agri-King Company, Fulton, Illinois, che ha fornito il conservante commerciale. Il Rock River Laboratory ha aiutato nell'analisi dei nutrienti dei granelli umidi dei birrai e Bad Lab Brewery, Stuart Farm e Scruton Farm hanno fornito i 'granelli umidi dei birrai', per lo studio effettuato.

Fonte/i: NH Agricultural Experiment Station, 10 febbraio, 2020

Autore dell'articolo: , 29 febbraio 2020

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