Alcuni consigli utili per mantenere i polli del vostro cortile al riparo dall'influenza aviaria

Gli Stati Uniti sono stati colpiti lo scorso anno da un'epidemia di influenza aviaria che ha costretto all'abbattimento di un enorme numero di polli e tacchini.
L'influenza aviaria (avian influenza) è comunemente conosciuta negli Stati Uniti d'America anche come 'Bird-flu' ed è periodicamente rinvenuta negli uccelli acquatici selvatici, dai quali passa poi al pollame domestico, provocando significative mortalità e perdite economiche per gli allevatori. Lo scorso anno l'influenza aviaria ha colpito con notevole danno gli allevamenti di alcuni stati confederali, in particolare l'Iowa, provocando lo sviluppo di 20 diversi focolai infettivi. In tutti gli Stati Uniti sono stati interessati 20 stati e sono morti 50 milioni di polli di cui 33.700.000 solo nell'Iowa, parte dei quali sono stati uccisi per prevenire l'espandersi dell'infezione.
In California, riferiscono gli studiosi del servizio veterinario dell'Università di Davis, lo scorso anno vi furono tre casi confermati di infezione, provocati da uccelli selvatici acquatici che si muovevano lungo le rotte dell'oceano Pacifico.

Il sopraggiungere dell'autunno con la conseguente stagione migratoria è ora visto dagli esperti come una possibile minaccia per il rischio di contatto del pollame domestico con gli uccelli migratori vettori del temibile virus H5N1, un virus che però fortunatamente non è risultato pericoloso per gli esseri umani.

La Scuola di Medicina Veterinaria dell'Università di Davis, California, con l'obbiettivo di ridurre il rischio di contagio per il bestiame di allevamento, propone quindi una serie di consigli, di seguito riportati, prevalentemente indirizzati agli hobbysti o comunque ai piccoli allevatori, i quali sono meno informati sulle problematiche sanitarie e, come frequentemente avviene anche in Italia, lasciano il pollame razzolare in giro per ottenere il cosiddetto pollo ruspante, che è però più esposto al rischio di contrarre l'influenza aviaria, una malattia altrimenti meno trasmissibile ai polli allevati in gran numero all'interno di capannoni, poiché tale bestiame è comunque già soggetto normalmente a interventi precauzionali ed è allevato in ambienti isolati. E' infine utile segnalare che negli Stati Uniti il pollame viene spesso trattato con antibiotici, i quali sono lì considerati una sorta di integratore alimentare poiché, riducendo il rischio di trasmissione delle malattie batteriche, mantengono gli animali in buone condizioni sanitarie e in tal modo garantiscono un costante incremento di peso.

Come ridurre il rischio di influenza aviaria

Riferisce Maurice Pitesky, un esperto di pollame presso l'Università di Davis e specialista in divulgazione presso il servizio cooperativo dell'Università della California:'Gli uccelli selvatici sono il rischio più grande poiché essi possono portare il virus ma appaiono completamente sani, quindi è importante tenerli lontani dai vostri polli'. Egli aggiunge che i segni che i polli possano aver contratto l'influenza aviaria sono depressione, assenza di appetito, diarrea, uova soffici/deformate e improvvise e crescenti, o inspiegabili morti nei gruppi di polli.

La scuola di Medicina Veterinaria dell'Università di Davis e il Dipartimento della California per il Cibo e l'Agricoltura suggeriscono quanto segue agli allevatori locali, per ridurre il rischio che i loro polli contraggano l'influenza aviaria:

  1. Lavate le mani con acqua e sapone, o usate un disinfettante per le mani prima e dopo aver lavorato con i polli.
  2. Create una zona per lavare i piedi prima di entrare e uscire dall'area recintata del pollaio. Ciascuna zona di pulizia (un contenitore coperto contenente un disinfettante approvato per la disinfezione dei piedi) dovrebbe essere posta in un'apposita zona di stazionamento, come ad esempio una superficie di cemento, o un pallet, per impedire che lo sporco lasci tracce nella zona di lavaggio dei piedi. Il disinfettante dovrebbe essere cambiato giornalmente ed essere efficace.
  3. Utilizzate di specifici stivali per il pollaio. Questi dovrebbero essere le uniche scarpe che entrano nella vostra area pollame e non dovrebbero essere usati in nessun altro posto. Se andate a caccia di uccelli d'acqua selvatici, assicuratevi che la vostra attrezzatura e vestiario stiano separati dal vostro pollame domestico.
  4. Non permettete agli animali selvatici ed uccelli acquatici di venire in contatto con i vostri polli. Per esempio, se avete uno stagno, o un corpo d'acqua che può attrarre degli uccelli acquatici verso la vostra struttura o nelle sue vicinanze, considerate di drenarla se ciò è fattibile.
  5. Se vi son consegnati nuovi uccelli, isolateli dagli altri per trenta giorni prima di aggiungerli allo stormo. Ciò ridurrà il rischio di introdurre la malattia nel gruppo originario.
  6. Cercate sempre di ottenere gli animali da una fonte affidabile ed esenti da malattie, la quale pratichi buoni metodi di biosicurezza; acquistate i mangimi da fornitori puliti e fidati. Acquistate i mangimi in contenitori che siano a prova di uccelli, roditori e insetti. Fornite sempre acqua pulita e fresca ai vostri volatili.
  7. Restringete l'accesso ai visitatori nei locali in cui i vostri uccelli sono ospitati. Non permettete alla gente che ne possiede altri di venire in contatto con i vostri.
  8. Riferite i segni di malattie, o incrementata mortalità al vostro veterinario (seguono istruzioni di sola valenza locale per la California).

Ulteriori informazioni e aggiornamenti circa il livello di diffusione dell'aviaria in California sono fornite dal Censimento californiano del pollame (Università della California - UCANR).

Diagnosi precoce di malattia, punti chiave della prevenzione per limitare la sua diffusione

Gli ufficiali pubblici accreditano l'identificazione precoce della malattia e la prevenzione, attraverso una sorveglianza proattiva e buone pratiche di biosicurezza, come fattori chiave limitanti la diffusione dell'influenza aviaria.

Ulteriori fonti di informazione fornite consigliate dagli Esperti dell'Università di Davis California:

Fonte/i: Università della California - Davis, 20 Ottobre, 2015

Autore dell'articolo: , 31 ottobre 2015

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