Uno studio ha permesso di realizzare un protocollo per l'ottimale propagazione agamica delle cicadine

Le Cycas derivano il loro nome dal genere di appartenenza, che comprende un centinaio di bellissime specie di piante, che nei climi temperati arredano gli appartamenti, ma in quelli tropicali crescono in vere e proprie foreste. Il genere Cycas è l'unico esistente (superstite) della famiglia delle cycadinae, un gruppo di gimnonosperme arcaiche, ormai 'fossili viventi' e quindi minacciate di estinzione.

Andando all'etimologia della parola gimnosperma scopriamo che queste piante, che comprendono anche le conifere, hanno seme nudo, il quale origina da un ovulo fecondato, non protetto, durante il suo sviluppo, da un ovario. Al contrario i semi delle angiosperme, che sono un gradino più avanti nella scala evolutiva, si sviluppano all'interno di ovari e hanno quindi semi protetti. Sia le gimnosperme che le angiosperme sono ricomprese tra le spermatofite, che significa piante dotate di semi.
Nell'ambito delle gymnospermae, le cycadinae sono meno evolute delle, più note, coniferae, e ciò si evidenzia in particolare nel fatto che raggiungono altezze inferiori, a causa della minore compattezza dei tessuti del loro fusto. Nei loro ambienti d'origine queste piante rappresentano delle componenti tipiche del paesaggio locale, ma è evidente che hanno anche un notevole valore come testimonianze viventi dell'evoluzione delle piante sulla terra.

Nell'isola di Guam (un territorio statunitense situato in Micronesia, Oceania) e nell'adiacente isola di Rota è molto comune la Cycas micronesica, una Cycas di habitus vegetativo arborescente.
La Cycas micronesica è stata elencata nella 'lista rossa' delle Gimnosperme in via di estinzione, da parte dell'International Union for Conservation of Nature (=IUCN); essa è per un verso danneggiata da temibili organismi parassiti e patogeni, ma risente anche dell'espansione delle zone urbanizzate nell'isola di Guam.

Per poter riuscire a mantenere un'adeguata presenza di Cycas micronesica nei suoi tipici ambienti di origine, il Centro di Ricerche tropicali del Pacifico occidentale, attivo presso l'università di Guam, sta portando avanti, da alcuni anni, degli studi sulla tecnica di coltivazione di questa pianta, aventi principalmente il fine di semplificare la complessa tecnica di propagazione vegetativa.
Una efficace propagazione agamica della Cycas micronesica richiede infatti particolari precauzioni ed è stata quindi necessaria la messa a punto di un apposito protocollo, riguardo le migliori tecniche disponibili.

La questione principale con la quale si scontrano molti coltivatori di Cycas è lo scarso attecchimento delle talee, anche in relazione ai diversi materiali che tradizionalmente si utilizzano in loco durante l'attività di taleaggio e che hanno richiesto un'attenta valutazione. Il risultato di tale attività di ricerca, che emerge da uno studio recentemente pubblicato sul giornale 'Tropical Conservation Science' ha evidenziato la necessità che le talee di fusto di cicadine abbiano sempre coperti i punti di ferita. Una volta curato questo importante aspetto, la quantità di sostanze utilizzate in tal senso nell'attività di taleaggio, è risultata ampia.

Benjamin Deloso, uno degli autori dello studio riferisce: 'Molte di queste foreste contengono popolazioni delle nostre cicadine in via di estinzione e le attività di salvataggio hanno incluso l'utilizzo di talee di stelo per propagare gli alberi, in uno sforzo di conservare la diversità genetica dentro i siti edificatori'.
Per tale motivo i ricercatori dell'Università di Guam si sono molto impegnati nello scorso decennio in attività di ricerca volte ad analizzare e risolvere varie altre questioni che influiscono sul successo della coltivazione delle cicadine.

Nei 7 mesi del loro studio più recente, il gruppo di ricerca di Benjamin Deloso ha notato che le talee che morivano prima della formazione delle radici raggiungevano il 100%. Al contrario tutte le talee, le cui ferite di taglio erano state trattate con (varie) sostanze sigillanti il legno sopravvivevano, alla fine, in misura pari al 100%.

Quando le marze di Cycas sono prelevate dal fusto allo scopo di propagare la pianta, i tessuti parenchimatici delle ferite esposti all'aria sono molto vulnerabili al disseccamento e ai patogeni. Per poter mantenere le talee idratate e immuni da patogeni, i coltivatori di Cycas trattano le ferite aperte con sostanze che le sigillano.

Gli autori di questa ricerca hanno voluto valutare materiali e tecniche di propagazione e in tal senso hanno confrontato l'efficacia di varie sostanze che comunemente non sono utilizzate in orto-floricoltura, ma che potevano essere utili: gelatina di petrolio, pasta di lanolina, cera d'alveare e anche argilla hanno mostrato di essere in grado di consentire il successo dello studio riguardo la propagazione vivaistica della Cycas. Dallo studio è emerso che è efficace quasi ogni sostanza pulita e malleabile, che formi un sigillo sulla ferita e mantenga l'idratazione durante la fase di propagazione.
Precedenti ricerche dello stesso gruppo di lavoro avevano evidenziato che anche la cronica infestazione di parassiti sulle piante risulta particolarmente nociva, poiché riduce l'abilità delle talee, da esse ricavate, di produrre radici avventizie.

Come riferisce Deloso: 'Utilizzando questa precedente informazione, abbiamo progettato degli studi vivaistici per determinare quali protocolli di propagazione tradizionali delle cicadine sono richiesti e quali possono essere ignorati. Quando si sta lavorando con specie arboree in via di estinzione si alza la posta in gioco. I risultati di studi ripetuti dovrebbero supportare le decisioni nella gestione dei vivai, ove possibile.'

Lo studio sulle cicadine iniziò nel 2009 quando, valutando l'anatomia della pianta, gli autori cercarono di capire come i tessuti posti all'interno dello stelo di una cicadina rispondessero a una ferita, considerando in particolare che gli steli delle cicadine sono per lo più formati di tessuto parenchimatico soffice. Come suggeriscono gli autori: nonostante questa apparente debolezza costituzionale, la struttura cilindrica del tessuto vascolare delle Cycas e gli stati esterni più duri permettono di raggiungere altezze di anche 18 metri.

Tra gli strati esterni del fusto delle cicadine vi è anche uno strato protettivo chiamato periderma, che trattiene l'umidità all'interno ed esclude parassiti e patogeni provenienti dall'esterno. Se però l'integrità del periderma è interrotta da una ferita aperta si verifica la degradazione del tessuto secondario. Gli steli di cicadine che siano intatti isolano invece le aree problematiche con uno strato suberoso esterno.

Tutto ciò è riassunto da Deloso con le seguenti parole:'Questa ricerca informativa significa che i coltivatori di cicadine hanno saputo per più di una decade che è necessaria una qualche forma di isolante protettivo per coprire ferite aperte sulle marze di fusto di una cicadina. La sostanza sigillante agisce come uno strato artificiale di sughero'.

Fonte/i: University of Guam, 9 luglio 2020

Autore dell'articolo: , 31 luglio 2020

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